Archivio dell'autore: Vincenzo Passerini

Ricordo di padre David Maria Turoldo

 

Ci incontrammo all’Hotel Sirmione, nell’omonina località gardesana dove lui, convalescente, era ospite di amici, all’inizio dell‘estate del 1989.

Dovevamo concordare le modalità di svolgimento della serata che “Il Margine” e la “Rosa Bianca” volevano dedicare a lui e alla sua poesia quale momento forte della scuola estiva di formazione di quell’anno.

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Per la rinascita democratica dell’Italia. È nata La Rete-Movimento per la democrazia (gennaio 1991)

La sentenza della Corte di Cassazione che ha  rimandato a casa i grandi mafiosi, condannati per alcuni dei più gravi delitti degli anni ’80, ha ricordato agli italiani, in piena guerra del Golfo, che, loro, una guerra ce l’hanno in casa da anni, sanguinosa spietata, con le vittime che si contano a migliaia (bambini non esclusi), con i suoi funerei bollettini quotidiani, i suoi imponenti traffici alle spalle, e, cosa più tragica, nessuno spiraglio di pace all’orizzonte. (Nella foto: Leoluca Orlando)

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Manifesto costitutivo del Movimento per la democrazia La Rete (gennaio 1991)

La attuale gravissima crisi politica, istituzionale e morale italiana è il punto d’arrivo di un sistema politico nato e sviluppatosi in particolari condizioni storiche, che hanno prodotto la completa identificazione tra democrazia e sistema dei partiti. Ne è conseguita l’occupazione, in nome della democrazia progressiva, delle istituzioni e della società civile da parte degli stessi partiti, in un regime di non responsabilità garantito da una condizione assolutamente eccezionale: l’assenza di alternanza all’interno di un quadro consociativo.

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I  “sacchi di sillogismi” di Emmanuel Mounier

E. Mounier

“Questi esseri curvi che si avvicinano alla vita di sbieco e con gli occhi bassi, queste anime sgangherate, questi calcolatori di virtù, queste vittime domenicali; questi devoti codardi, questi eroi linfatici; questi teneri bebè, queste vergini sbiadite, questi vasi di noia, questi sacchi di sillogismi, queste ombre di ombre, possono forse essere l’avanguardia di Daniele in marcia contro la bestia?” (Emmanuel Mounier)

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La tecnica dell’estremismo: Comunione e Liberazione offende Lazzati (che non può difendersi)

C’è una tecnica collaudata che usano le minoranze estremiste di ogni colore e di ogni tempo che vogliono diventare maggioranza per la via più breve che una società democratica consenta loro.

Per giustificare l’esigenza di voltare rapidamente e radicalmente pagina si distrugge la dignità della cultura e della storia degli avversari,

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Mazzolari, quell’incredibile cristiano tenuto in esilio

La maggior parte dei redattori del “Margine” cominciava ad articolare le prime frasi quando don Primo Mazzolari si spegneva in una clinica di Cremona il 12 aprile del 1959.

Eppure, 25 anni dopo, nei giorni di un forse vano ma ugualmente irrinunciabile anniversario, essi sentono quanto quel parroco di campagna di un’Italia così lontana abbia segnato, direttamente o indirettamente, la loro formazione.

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Quella folla per don Milani a Trento quindici anni dopo (1983)

Febbraio 1967. Folla imponente alla presentazione di un libro di don MiIani alla “Pro cultura”.

Quaresima 1968. Paolo Sorbi interrompe il padre quaresimalista in Duomo. Il giorno dopo controquaresimale all’aperto con lettura di brani di don Milani, Balducci e altri. Reazioni della folla. Assedio a Sociologia (Piero Agostini, Mara Cagol, Marsilio, 1980, p. 75 e pp. 100-101).

Febbraio 1983. Folla nell’aula magna del Seminario Maggiore e nella sala comunale della Tromba per i tre incontri su don Milani a 15 anni dalla morte (“Don Milani un profeta tradito?”) promossi dall’associazione “Oscar Romero”.

 

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Don Milani quel prete dannato che non si lascia celebrare

Un convegno su don Lorenzo Milani assomiglia un po’ ad una serata di gala in ricordo di san Francesco. Il poverello di Assisi non è forse il santo che è perché ha voluto indicare con un’originale testimonianza una strada da seguire opposta a quella delle serate di gala?

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Crescete in saggezza e follia. “Lettere e diari” di Emmanuel Mounier

Emmanuel Mounier

Nel maggio del 1944, Emmanuel Mounier scriveva a Daniel Villey: “Spero che il mio figlioccio cresca in saggezza e follia: in tutte due, mi raccomando”.

Saggezza e follia. La vita e l’opera di Mounier (1905 – 1950), uno dei padri del personalismo, corrente tra le più vive della cultura contemporanea, possono benissimo essere comprese tra questi due poli solo apparentemente contraddittori.

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