Questo blog

“Anche se non condivido in tutto e per tutto le cose che sono state dette da un uomo [Raffaele Itlodeo] che comunque è sicuramente molto dotto ed esperto conoscitore delle cose umane, tuttavia riconosco volentieri che nello Stato di Utopia ci sono molti aspetti che vorrei vedere applicati ai nostri Stati: ma non ci spero molto…”

Tommaso Moro, Utopia, 1516

 

Mi presento

Sono Vincenzo Passerini. In questo blog pubblico testi che scrivo e che ho scritto negli anni passati. Ci sono anche alcuni testi di altre persone relativi a iniziative comuni.

Sono nato a Brentonico, paese del Trentino, nel 1951, e lì ho svolto la professione di  bibliotecario-animatore culturale. Mi sono laureato in pedagogia all’università di Bologna.

Chi avrà la pazienza di leggere qualcosa di questo blog vedrà che la passione per i libri come strumenti di formazione personale e di educazione popolare  non mi ha mai abbandonato. Alla crescita culturale e civile della mia comunità – un paese di montagna abitato per lo più da contadini e operai – ho dedicato quasi un quarto di secolo della mia vita.

Come bibliotecario ho anche curato molte pubblicazioni relative alla storia, all’ambiente, alla vita di Brentonico e del Monte Baldo, gruppo montuoso, in gran parte veneto, che separa il lago di Garda dalla Valle dell’Adige e che è molto interessante dal punto di vista naturalistico e storico.

Tra le pubblicazioni di quel periodo ricordo la cura insieme all’indimenticabile geografo veronese Eugenio Turri del volume di Autori vari “Brentonico e il Monte Baldo: l’ambiente naturale e gli insediamenti umani” (Cierre, Verona e Biblioteca comunale di Brentonico, 1993). Volume pubblicato in un cofanetto insieme a quello di un altro indimenticabile autore, il trentino Aldo Gorfer, Un paesaggio tra Alpi e Prealpi. Storia, società e cultura del territorio di Brentonico.

Ho avuto sempre molta passione per le vicende sociali, politiche, religiose. Ho aderito alla metà degli anni ’70 alla Lega Democratica, movimento di cattolici democratici fondato, tra gli altri, da Pietro Scoppola, Achille Ardigò, Ermanno Gorrieri, Paola Gaiotti De Biase, Paolo Prodi, Luigi Pedrazzi, persone verso le quali ho un grande debito di riconoscenza.

Sono stato tra i fondatori, negli ultimi anni ’70, dell’associazione di cultura politica Rosa Bianca, ideata da Paolo Giuntella, romano, giornalista,  scrittore e caro amico. Di questa associazione sono stato presidente dal 1997 al 2000. Nel 1981 sono stato tra i fondatori, a Trento, della rivista Il Margine e dell’associazione Oscar A. Romero che con la Rosa Bianca avevano, e tuttora hanno, uno stretto legame.

A Brentonico, nel mio paese, dal 1983 al 1999 si sono svolte le scuole estive di formazione politica organizzate dalla Lega Democratica, prima, e dalla Rosa Bianca, in collaborazione con Il Margine, poi. Incontri molto partecipati che hanno seminato tanta buona cultura politica nel nostro Paese.

Nel 1991 mi sono impegnato in politica, insieme ad altri amici della Rosa Bianca e del Margine, con il Movimento per la Democrazia La Rete, fondato da Leoluca Orlando, Nando Dalla Chiesa, Diego Novelli, Alfredo Galasso e altre personalità della politica e della società civile. Sono stato tra i componenti del Comitato promotore nazionale della Rete e poi coordinatore della stessa in Trentino-Alto Adige.

Nel 1993 sono stato eletto con la lista della Rete nel Consiglio regionale e provinciale del Trentino-Alto Adige (in virtù dello Statuto di autonomia, il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige è la somma dei due consigli provinciali ai quali sono demandate quasi tutte le competenze legislative autonomistiche) e nel 1998 sono stato rieletto in una lista unitaria Ds-Rete-Solidarietà.

Ho svolto gli incarichi di assessore all’istruzione del Trentino dal 1996 al 1997 e di presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani per tutta la seconda legislatura (1998-2003).

Ho guidato la Commissione speciale del Consiglio provinciale sulle povertà e l’esclusione sociale in Trentino che nel maggio 2003 ha prodotto una relazione ricca di analisi e proposte. Come consigliere provinciale e regionale ho condotto, inoltre, battaglie per i diritti dei migranti e contro il progetto di mega inceneritore e per lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti.

Nel 2001 sono stato, col compianto Walter Micheli e molte altre persone, tra i promotori del movimento politico Costruire comunità che intendeva rianimare la partecipazione politica dei cittadini.

Dopo aver lasciato nel 2003, dopo un decennio come avevo da sempre annunciato, l’impegno politico nelle istituzioni, mi sono dedicato all’editoria fondando, nel 2005, con gli amici della rivista Il Margine l’omonima casa editrice della quale sono stato per diversi anni direttore editoriale.

Negli anni successivi mi sono impegnato anche in campo sociale. Dal 2011 al 14, per un mandato triennale, ho presieduto la cooperativa sociale Punto d’Incontro, fondata da don Dante Clauser, che a Trento accoglie le persone senza dimora, poi, dal 2015 al 2018 la federazione regionale del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca). Dal 2014 ho dedicato una particolare attenzione, con articoli, libri, incontri pubblici, alla questione dei rifugiati e dei migranti, tema che mi è caro fin dagli anni ’90, come quello delle povertà e delle disuguaglianze.

Ho pubblicato alcuni libri:“Euregio: il ponte o il muro. 1994-1995” (1996, sui progetti di regione europea tra Trentino, Alto Adige e Tirolo austriaco), Anch’io in fila alle sei. Con gli immigrati davanti alla questura (2003, su una battaglia politica per la dignità dei migranti), Bloomsday. Cronache dublinesi (2011, sul mio anno in Irlanda), Ricordati che sei stato straniero anche tu (2015), La solitudine di Omran. Profughi e migranti, cronache di una rivoluzione, con le storie disegnate di Giorgio Romagnoni (2018), Tempi feroci. Vittime, carnefici, samaritani (2019): tre libri che raccolgono articoli, analisi, relazioni, prese di posizione, storie relative alla questione dei rifugiati e dei migranti; Testimoni. Storie di umanità, giustizia, comunità (2020, che raccoglie 53 brevi biografie scritte ogni giorno per il quotidiano “Trentino” durante la prima fase della pandemia). In questo blog trovate molto materiale relativo a questi libri.

Dal febbraio 2021 sono editorialista del settimanale diocesano “Vita Trentina”, dopo esserlo stato per molti anni del quotidiano “l’Adige” e negli ultimi due anni del quotidiano “Trentino”, chiuso dalla proprietà lo scorso mese di gennaio. Scrivo sul mensile “Il Margine”, fin dal primo numero, e, negli ultimi anni, qualche volta, sulla rivista online “Settimananews”.

 

Itlodeo

Thomas More, italianizzato in Tommaso Moro, fu un grande umanista e politico inglese, vissuto tra il 1478 e il 1535. In nome della coscienza non si piegò alla legge con la quale il re d’Inghilterra Enrico VIII si faceva capo della Chiesa, e morì sul patibolo. La Chiesa cattolica lo ha fatto santo e patrono dei politici.

Nel libro Utopia criticò con ironia e durezza le ingiustizie, le guerre, l’idolatria del denaro e dell’oro  che dominavano la vita degli Stati europei  e prospettò una società completamente diversa, basata sulla giustizia e l’eguaglianza, il disprezzo del denaro, il rifiuto della guerra e dell’imperialismo. Una società dove è abolita la proprietà privata.

Moro inventò il personaggio di Raffaele Itlodeo, un navigante che aveva scoperto l’isola di Utopia e che, tornato in Europa, racconta agli amici gli incredibili costumi egualitari e pacifisti degli utopiani. Tommaso Moro utilizza questa invenzione letteraria per criticare la società del tempo e prospettare la necessità di una società diversa. Non tanto la società perfetta, Moro non è un ingenuo. Ma una società più giusta e pacifica.

Il libro di Utopia fu pubblicato nel 1516. Da allora continua a smuovere le coscienze  e ad alimentare speranze di giustizia.

 

L’utopia che non muore

Molte utopie hanno fallito inseguendo la società giusta, talvolta creando società ancora più ingiuste. Ma altre utopie sono state realizzate.

Le utopie nascono e muoiono. L’utopia della giustizia, dell’eguaglianza, della fraternità e della pace non muore mai. Muove la storia. Muove gli esseri umani, finché saranno capaci di indignarsi di fronte all’ingiustizia, alla guerra, alla mancanza di libertà e a impegnarsi per cambiare il mondo.

La nostra utopia che non muore è antimachiavellica. Non separa i mezzi dai fini. Perché non si costruiscono società umane usando mezzi disumani: prigioni, dittature, lager, gulag, repressioni, violenze, terrorismo, guerre.

La nostra utopia che non muore ha come fine la difesa e la promozione della dignità indistruttibile di ciascun essere umano. Per questa utopia possiamo batterci senza stancarci mai.

Mi è parso che “Itlodeo” – come ricerca e tensione continua verso questa utopia –  potesse rappresentare anche il comune denominatore delle mie esperienze culturali, sociali e politiche e degli scritti che ne sono stati il puntuale riflesso e che propongo in questo blog.

 

Vincenzo Passerini

 

Ringrazio Giorgio Andreolli per l’aiuto nella digitalizzazione dei testi e Chiara Dossi e Francesco Moretti per le foto.