Archivio della parola chiave: Antinazismo

Dietro le parole fascismo e antifascismo due opposte visioni di umanità, oggi come ieri

Mussolini, Hitler e Vittorio Emanuele III.

Cosa c’è dietro le parole fascismo e antifascismo? Nazismo e antinazismo? Solo passato, come dicono tanti? No, ci sono due opposte visioni di umanità che continuano a contrapporsi.

Riproponiamo il nostro intervento pronunciato il 15 agosto 2017 alla commemorazione delle vittime dell’eccidio nazifascista di Malga Zonta (Folgaria, Trento). (VP)

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24 febbraio, memoria di Josef Mayr-Nusser

Josef Mayr-Nusser con la moglie Ildegard e il figlio Albert.

Il 24 febbraio 1945 Josef Mayr-Nusser moriva di stenti su un vagone bestiame nella stazione di Erlangen, in Germania, mentre veniva deportato nel lager di Dachau. Aveva rifiutato il giuramento di fedeltà a Hitler. Lasciò la moglie, Ildegard, e un bambino di poco più di un anno, Albert. Albert Mayr è morto il 28 gennaio scorso a Firenze.

La nostra pagina speciale su Josef Mayr-Nusser (VEDI)

L’articolo in occasione della morte di Albert Mayr (VEDI)

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Il 28 gennaio è morto Albert Mayr, musicista, compositore, figlio del martire antinazista Josef Mayr-Nusser

Albert Mayr (Bolzano, 1 agosto 1943 – Firenze, 28 gennaio 2024). Foto “Alto Adige”.

Per il vescovo di Bolzano, Ivo Muser, Albert Mayr è stato un’importante fonte di ispirazione per la cultura della memoria che circondava suo padre, in particolare con un’attenzione al coraggio civile e alla resistenza. Per lui, il coraggio e la coscienza erano valori senza tempo che possono servire da modello per ogni generazione”.

Albert Mayr fu in prima fila alla beatificazione del padre, Josef Mayr-Nusser, che ebbe luogo a Bolzano il 18 marzo 2017. In quella occasione dichiarò alla stampa: “Mio padre oggi sarebbe impegnato nell’accoglienza dei profughi, contro il razzismo e le guerre”.

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Il testo del discorso di Mattarella a Cuneo per il 25 aprile. Le parole necessarie nell’Italia governata dall’estrema destra che non ripudia il fascismo

«La Costituzione sarebbe stata la risposta alla crisi di civiltà prodotta dal nazifascismo, stabilendo il principio della prevalenza sullo Stato della persona e delle comunità, guardando alle autonomie locali e sociali dell’Italia come a un patrimonio prezioso da preservare e sviluppare.

Una risposta fondata sulla sconfitta dei totalitarismi europei di impronta fascista e nazista per riaffermare il principio della sovranità e della dignità di ogni essere umano, sulla pretesa di collettivizzazione in una massa forzata al servizio di uno Stato in cui l’uomo appare soltanto un ingranaggio.» (Sergio Mattarella)

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“La Resistenza non fu una guerra civile, ma una scelta di campo tra due civiltà”. La lezione di Ermanno Gorrieri (editoriale su “Vita trentina” di V. Passerini)

Ermanno Gorrieri (1920-2004), partigiano e politico.

«Ermanno Gorrieri è libero da schematismi di parte. È una bussola affidabile. Esalta il valore della Resistenza, senza la quale gli italiani avrebbero ottenuto la democrazia soltanto dagli Alleati, come un dono a un popolo schiavo, incapace di battersi per la propria libertà. Ma non ne nasconde limiti ed errori.» (Vincenzo Passerini)

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Il primato della coscienza contro l’indifferenza (a 80 anni dal martirio dei giovani antinazisti della Rosa Bianca)

Sophie Scholl

I volantini che diffondono i giovani antinazisti della Rosa Bianca si rivolgono sì al popolo tedesco, ma ancora di più a ogni singola coscienza: “Ciascuno è colpevole, colpevole, colpevole!”, “Chiedo a te che sei cristiano…”, “Se ognuno aspetta che sia l’altro a dare avvio all’opposizione…”.

Un appello immortale. Oggi raccolto da tante coscienza libere. In Iran, in Afghanistan, in Russia.

 

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“Addio all’ultima Rosa Bianca. A 103 anni, a Charleston, è morta Traute Lafrenz, un amore di Hans Scholl, sopravvissuta al carcere nazista” (di Paolo Ghezzi, “Il Dolomiti”)

Traute Lafrenz (foto da www.ildolomiti.it)

“Aveva un volto splendido da ultracentenaria, Traute: le rughe come la carta geografica della sua vita, come le vene dei suoi dolori e dei suoi amori, lunghe e intrecciate come il secolo breve.

Traute Lafrenz è l’ultima protagonista della Rosa Bianca a lasciare questo mondo. Aveva 103 anni, e dal dopoguerra viveva negli Stati Uniti dove ha lavorato lunghissimi anni come pediatra.” (Paolo Ghezzi)

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Nuova edizione del libro di Paolo Ghezzi “La Rosa Bianca. La resistenza al nazismo in nome della libertà”. Presentato a Trento il 22 febbraio nell’80° anniversario del martirio di Hans e Sophie Scholl

“Dalla occupazione della Polonia sono stati trucidati in quel paese nel modo più bestiale trecentomila ebrei. In questo noi vediamo il più orrendo delitto contro la dignità dell’uomo, un delitto di cui non se ne può trovare uno analogo in tutta la storia umana.”

(Dal quarto volantino della Rosa Bianca)

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“Nella logica del martirio”, di Rainald Becker (ricordando i giovani antinazisti della Rosa Bianca)

Da sinistra: Hans Scholl, Sophie Scholl, Christoph Probst del gruppo antinazista della Rosa Bianca di Monaco di Baviera che comprendeva anche Willi Graf, Alexander Schmorell e il professor Kurt Huber.

«I vari membri della Rosa Bianca erano una sorta di “cristiani rinati”; rappresentavano una comunità di convinzione su base ecumenica. Protestanti rinnovati, cattolici provenienti dal movimento giovanile, ma anche credenti di ritorno e convertiti alla Chiesa e perfino seguaci dell’ortodossia, come per esempio Alexander Schmorell, formavano una mentalità religiosa che rispondeva alle sfide poste dal regime e cresceva sotto di esse.» (Rainald Becker, “L’Osservatore Romano”, 23 febbraio 2023)

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Josef Mayr-Nusser: contro l’uso della religione per politiche razziste, nazionaliste, di guerra

Pensiero del giorno

“È un’affermazione impertinente e menzognera quando si definisce la religione come legata al sangue e alla razza. La verità della Chiesa è sottratta all’arbitrio degli uomini, è infinitamente superiore a valori come razza, sangue, territorio…” (Josef Mayr-Nusser)

La citazione è tratta da una  relazione al corso di formazione dei giovani di lingua tedesca dell’Azione Cattolica di Bolzano (autunno 1936-primavera 1937). In pieno nazifascismo (la propaganda nazista era potentissima in Alto Adige), Josef Mayr-Nusser, giovane dirigente dell’Azione Cattolica (era nato nel 1910), criticò ripetutamente nei suoi discorsi e nelle sue relazioni il razzismo dilagante. Il suo “no” a Hitler, che gli costò la vita, aveva profonde radici.

L’incontro a Bolzano su “Resistere: quando è il momento?” (“Wiederstand: wann fängt er an?”), svoltosi il 3 ottobre 2022 in ricordo di Josef Mayr-Nusser, promosso dalla Diocesi e dal Centro Pace. Da destra: Alex Lamprecht, Brigitte Foppa, Johanna Brunner, Karin Rassler, Vincenzo Passerini.

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“Resistere: quando è il momento?” A Bolzano il 3 ottobre ricordiamo Josef Mayr-Nusser, uno dei più grandi resistenti europei al nazifascismo

«Lunedì 3 ottobre 2022, organizzazioni e uffici diocesani invitano al Centro pastorale di Bolzano per la commemorazione del Beato Josef Mayr-Nusser. Dopo una riflessione con testi e musica, Karin Rassler, Alex Lamprecht, Vincenzo Passerini e la consigliera provinciale Brigitte Foppa discuteranno sul tema “Resistere: qual è il momento giusto?”.

Il 4 ottobre 1944 Josef Mayr-Nusser rifiutò il giuramento delle SS ad Adolf Hitler. Fu poi imprigionato e morì durante il trasporto al campo di concentramento. Il suo coraggioso “No” a Hitler fu la conseguenza interiore del suo impegno sociale e cristiano, della sua formazione della coscienza e del suo atteggiamento di fede.» (dal Comunicato stampa della Caritas diocesana di Bolzano)

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