Archivio della parola chiave: Lager

Incontro dell’Anpi per ricordare i 299 malati psichici e disabili deportati nel 1940 verso la morte nei lager in Germania (Pergine Valsugana, Trento, 25 maggio 2024)

«Nel maggio del 1940, 299 uomini e donne di lingua tedesca ricoverati nel manicomio regionale di Pergine furono deportati in Germania; l’operazione era stata concordata fra autorità tedesche e italiane nel quadro delle cosiddette “opzioni” – per cui gli allogeni potevano “scegliere” se rimanere in Italia o trasferirsi nel Reich – e del programma Aktion 4, che prevedeva l’eliminazione per eutanasia dei malati psichici e dei disabili considerati “vite senza valore”, non degne di essere vissute, ai quali, pertanto, l’“opzione” fu sostanzialmente imposta, se non preclusa.

La maggior parte trovò la morte per malattia, carenza alimentare, stenti, ma anche nel contesto delle operazioni naziste per” la purificazione della razza”»

A cura del Laboratorio di storia di Rovereto

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I libri e la testimonianza di Edith Bruck, sopravvissuta ai lager nazisti (e altri testimoni e libri)

Edith Bruck

Vedi in questo blog i libri e la testimonianza di Edith Bruck, ebrea, scrittrice italiana di origini ungheresi, sopravvissuta ai lager nazisti.

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Vedi in questo blog tutti gli articoli sulla Shoah: riflessioni, testimoninaze, letture.

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Testimoni / Edith Stein: “Santità, faccia udire la sua voce!”

Edith Stein (Breslavia-Wroclaw, 1891 – Auschwitz, 1942)

“Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo…Tutto ciò che è accaduto e ciò che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce ‘cristiano’…

Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore? Non solo gli ebrei, ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso del nome di Cristo”.

Edith Stein, Lettera a Pio XI, 1933

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Testimoni/ Germaine Tillion: “Cercando il vero e il giusto”

Germaine Tillion (1907 – 2008).

“La nostra patria ci è cara solo a condizione di non doverle sacrificare la verità … La nostra mente deve restare vigile e chiara, pronta a giudicare contro noi stessi se è necessario.”

“Verità e Giustizia esigono che affrontiamo anche il nostro prossimo, i nostri compagni, i nostri amici…”

Germaine Tillion

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L’incontro di Edith Bruck con gli studenti del Liceo Socrate di Roma. Memoria vivente della Shoah, impegno a non dimenticare la barbarie del nazismo e del fascismo

Edith Bruck al Liceo Socrate di Roma. Al microfono Antonella Caronna dell’associazione Ideerranti. Seduti, con la scrittrice al centro, l’insegnante Simona Vecchini e Vincenzo Passerini.

L’incontro di Edith Bruck con gli studenti del Liceo Socrate di Roma, programmato per il 6 febbraio e rinviato per una indisposizione della scrittrice e testimone della Shoah, si è svolto il 27 aprile scorso, a ridosso dell’anniversario della Liberazione.

Promosso dall’associazione Ideerranti, rappresentata da Antonella Caronna, e introdotto da Vincenzo Passerini, l’incontro ha visto la partecipazione diretta di oltre cento studenti e di tanti altri in collegamento dalle rispettive aule.

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“L’Italia tollera l’odio antisemita. E chi dovrebbe vigilare si gira dall’altra parte”. Intervista a Edith Bruck, testimone dell’Olocausto (di Emanuela Giampaoli, “la Repubblica”)

Edith Bruck (1931), ebrea, ungherese, sopravvissuta ad Auschwitz, naturalizzata italiana, scrittrice, vive a Roma.

“Abbiamo assistito inermi alle manifestazioni dichiaratamente fasciste, ai saluti romani, perfino ai funerali e ai politici con i simboli nazifascisti tatuati sulla pelle in Parlamento. Ci rendiamo conto?”

“C’è un clima di rilassamento spaventoso, un vuoto pericoloso”

“È un’Italia irriconoscibile”

Edith Bruck

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La Lega e i neonazisti. “Lettera aperta all’assessore sui testimoni della Shoah” (di Vincenzo Passerini, pubblicata sul quotidiano “l’Adige” il 1° febbraio 2023)

«Egregio assessore Bisesti, in occasione del Giorno della Memoria lei ha chiesto ai giovani di essere loro i testimoni della Shoah una volta che i sopravvissuti allo sterminio non ci saranno più.

Forse i giovani avrebbero dovuto risponderle: perché non cominciate voi adulti a fare i testimoni? Perché chiedete a noi di fare quello che non fate voi? Noi la nostra parte la faremo – avrebbero potuto dirle i giovani -, ma voi adulti la state forse facendo? Voi politici la state facendo? Voi leghisti la state facendo?

Non so cosa avrebbe potuto rispondere loro, perché il suo partito, la Lega, è alleato con i partiti europei più vicini ai gruppi neonazisti, neofascisti, antisemiti, razzisti. È questo il modo di testimoniare la Shoah?

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“Il pane perduto” di Edith Bruck. L’intenso, forte, emozionante racconto di una ragazza ebrea nel lager

“Ma la buona vicina di casa Lidi aveva donato subito la farina per il pane alla fine della festa, che cadeva quasi sempre in aprile, e le mani amate della madre con gioia visibile stavano lavorando nella madia, dando pugni e schiaffi alla pasta. Nelle grandi ciotole di legno, durante la notte, sarebbero ben lievitate per essere infornate all’alba.

La madre era già semisveglia per preparare il fuoco quando bussarono forte alla fragile porta, e si svegliarono di colpo tutti… Nel vano apparvero due gendarmi che urlavano di uscire entro cinque minuti, con un solo ricambio di abiti, lasciando valori e denari a casa.” (E. Bruck, Il pane perduto, pp. 29-30)

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“Ogni straniero è nemico”: un’infezione minacciosa dell’animo umano (l’ammonimento di Primo Levi)

Pensiero del giorno

«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che ‘ogni straniero è nemico’. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero.

Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo.»

Primo Levi

“Prefazione” alla prima edizione di Se questo è un uomo (1947)

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Elisa Springer, morte e resurrezione dopo il lager

Elisa Springer (Vienna 1918 – Matera 2004)

«Col cuore in gola suonò. “Cosa vuole?”, le chiese la donna che le aprì. Riuscì a dire qualcosa e fu fatta entrare. Alle pareti c’erano ancora i quadri di famiglia. La donna le lasciò prenderne uno. Era “tutto” per Elisa. Lasciò la città. “Vienna non aveva più posto per i suoi figli”, dirà.»

(da Tracce nella nebbia. Cento storie di testimoni)

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“Nessun gruppo sociale, non una comunità religiosa o professionale o scientifica in Germania e in Europa si oppose allo sterminio…” (S. Friedländer)

Nella Giornata della memoria dello sterminio degli ebrei non si possono dimenticare alcune semplici e atroci verità. Sulle quali riflettiamo troppo poco. Ce le ricorda lo storico Saul Friedländer, nato a Praga nel 1932, cittadino francese e israeliano, docente a Tel Aviv e Los Angeles. I suoi due volumi sono quanto di più completo, inequivocabile, documentato si possa trovare sulla Shoah e sulle responsabilità collettive della Germania, ma anche dell’Europa, nello sterminio.

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Franz Jägerstätter, il contadino austriaco che disse no a Hitler. Una nuova biografia

Franz Jägerstätter (1907-1943)

“Jägerstätter rinunciò alla propria vita piuttosto che toglierla agli altri.

Il suo ragionato e fermo rifiuto di combattere per la Germania era il modo di realizzare politicamente il suo desiderio di essere un perfetto cristiano.

Alcuni che lo conobbero pensano sia stato un santo.”

(Thomas Merton)

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L’infezione dell’animo umano

Troppi pio pio e troppi silenzi accompagnano gli atti xenofobi e razzisti del governo provinciale leghista. C’è una corsa al non dire. Non mancano le voci che si oppongono. Ma il Trentino si rivela in tutto il suo supino splendore. Dall’alto in basso. Imprenditori silenti, chiesa silente, cultura silente, scuola silente, politica pio pio, organi di informazione all’acqua di rose. E intanto, atto dopo atto, il governo provinciale leghista esclude, discrimina, caccia. Chi è il nemico? Lo straniero.

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