Archivio della parola chiave: Russia

Povera Ucraina. Mentre entriamo nel quarto mese di guerra si manifesta in tutta la sua devastazione la strategia russa di aggressione (di Paolo Bergamaschi)

Ucraina, distruzioni del’esercito russo a Mariupol. (Ansa)

«D’altronde anche in Italia c’è una parte dell’opinione pubblica che insiste nel considerare Kiev corresponsabile del conflitto convalidando, quindi, le tesi di Vladimir Putin. Un po’ come nei casi di violenza sulle donne quando, purtroppo, ci sono sempre quelli che, affetti da una primitiva e avvilente cultura machista che incancrenisce la società italiana, sono pronti a criticare il comportamento “spregiudicato” delle vittime che avrebbe provocato il violentatore.» (Paolo Bergamaschi)

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Monsignor Gallagher: a Bucha è accaduta una delle cose più terribili in Europa e purtroppo entrerà nella storia del XXI secolo

Monsignor Paul Richard Gallagher a Bucha (foto da vaticannews)

«A Bucha – ha detto – “è accaduta una delle cose più terribili” in Europa e purtroppo “entrerà nella storia del XXI secolo. È un vero e proprio campanello d’allarme per tutti noi per dire: ‘Non date la pace per scontata’. La pace è un dono di Dio, ma è anche qualcosa per cui gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dalla religione o dall’appartenenza politica, devono lavorare costantemente. E se non lo facciamo, lo facciamo a nostro rischio e pericolo, come dimostra eloquentemente Bucha. » (da vaticannews)

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Carnefici e vittime

Ucraina, famiglia sterminata.

Pensiero del giorno

Mettere sullo stesso piano aggressori e aggrediti, carnefici e vittime è uccidere le vittime una seconda volta. In Ucraina e ovunque.

Tacere sui crimini, minimizzarli, coprirli di dubbi è mettersi al servizio della propaganda dei carnefici. Sempre e dappertutto la stessa ripugnante fabbrica di menzogne.

Chiedere una riconciliazione senza verità e giustizia è farsi complici della menzogna e dell’ingiustizia.

(VP)

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Amnesty International: “Le forze russe rispondano alla giustizia per i crimini di guerra commessi nell’Oblast di Kiev”

Ucraina, Bucha: corpi di civili assassinati, abbandonati in strada e ricomposti dopo il ritiro dell’esercito russo.

«Le forze russe dovranno rispondere alla giustizia per una serie di crimini di guerra commessi nella regione a nord-ovest della capitale Kiev. È quanto ha dichiarato oggi Amnesty International, diffondendo le conclusioni di un’ampia ricerca condotta sul terreno in Ucraina.

Attraverso decine di interviste e l’analisi di prove indiziarie, l’organizzazione per i diritti umani ha documentato attacchi aerei illegali su Borodyanka ed esecuzioni extragiudiziali in ulteriori città e villaggi tra cui Bucha, Andriivka, Zdvyzhivka e Vorzel.» (dal sito di Amnesty International, www.amnesty.it, 6 maggio 2022)

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Ludmila e gli oppositori russi alla guerra di Putin

Ludmila Nikolaevna Vasilyeva, sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado, viene arrestata mentre protesta contro la guerra di Putin all’Ucraina.

Che coraggio questi oppositori russi alla feroce guerra all’Ucraina. Denunciano l’aggressione, non sono equidistanti, chiamano le cose con il loro nome, inorridiscono per i crimini del loro esercito, attaccano Putin. Finiscono in carcere. Il simbolo è lei, l’ottantenne Ludmila Nikolaevna Vasilyeva, sopravvissuta al lunghissimo e atroce assedio nazista di Leningrado (San Pietroburgo).

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Mattarella al Consiglio d’Europa: “Con l’atroce invasione dell’Ucraina, la Russia si è collocata fuori dalle regole”

Gli orrori dell’atroce invasione dell’Ucraina: il massacro di Kramatorsk, con almeno 50 morti, tra cuii 10 bambini.

 

«Di fronte a un’Europa sconvolta dalla guerra nessun equivoco, nessuna incertezza è possibile. La Federazione Russa, con l’atroce invasione dell’Ucraina, ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle (…)

La responsabilità della inevitabile sanzione adottata ricade interamente sul Governo della Federazione Russa. Desidero aggiungere: non sul popolo russo, la cui cultura fa parte del patrimonio europeo e che si cerca colpevolmente di tenere all’oscuro di quanto realmente avviene in Ucraina. Non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli. (…)

Quanto la guerra ha la pretesa di essere lampo – e non le riesce – tanto la pace è frutto del paziente e inarrestabile fluire dello spirito e della pratica di collaborazione tra i popoli, della capacità di passare dallo scontro e dalla corsa agli armamenti, al dialogo, al controllo e alla riduzione bilanciata delle armi di aggressione

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25 aprile, Acerra: Mattarella commemora la strage nazifascista e dedica “Bella ciao” all’Ucraina

24 febbraio 2022, carri armati russi invadono l’Ucraina (foto diffusa dal Ministero della difesa russo).

«Non fu l’unica strage, ma purtroppo, per numero di vittime, la più grave della Campania. Quasi novanta morti, tra cui – come si vede dalla lapide qui accanto – tante donne, bambini, anziani (…)

«A questi sentimenti si è subito affiancato il pensiero agli ucraini svegliati dalle bombe e dal rumore dei carri armati. E, pensando a loro, mi sono venute in mente – come alla senatrice Liliana Segre – le parole: “Questa mattina mi sono svegliato e ho trovato l’invasor”. Sappiamo tutti da dove sono tratte queste parole. Sono le prime di “Bella ciao”.» (Sergio Mattarella)

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Il nostro 25 aprile con la Resistenza del popolo ucraino

Il nostro 25 aprile sarà quest’anno con la Resistenza ucraina, insieme a Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita, insieme a Albertina Soliani, cattolico-democratica e vicepresidente dell’Anpi, e contro l’aggressore Putin, capo del neofascismo mondiale, e i suoi massacri di innocenti in Ucraina, e contro il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e le sue vergognose posizioni filo Putin. Ma anche contro i tanti Ponzio Pilato equidistanti e a quei pacifisti che tradiscono il diritto dei popoli alla libertà e alla resistenza di fronte all’aggressore. Come diceva Gandhi, che sapeva cosa voleva dire sentirsi responsabili del proprio popolo e non solo dei propri principi:

 

«Ho ripetuto infinite volte che chi non sappia proteggere se stesso o i propri vicini e cari o il loro onore affrontando in modo non-violento la morte, può e dovrebbe farlo affrontando con violenza l’oppressore.

Chi non sappia fare né una cosa né l’altra è un peso. Non è degno di essere il capo di una famiglia. Dovrebbe o nascondersi o accontentarsi di vivere in perpetua impotenza, pronto a strisciare come un verme agli ordini di un prepotente.»

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“La grande carestia. La guerra di Stalin all’Ucraina”, il libro di Anne Applebaum sullo sterminio che provocò 5 milioni di morti. Gli studi e le interviste del grande storico Andrea Graziosi sulla carestia e la guerra in corso

La grande carestia degli anni 1931-1933, provocata in alcune zone dell’Unione Sovietica dalle decisioni di Stalin, costò la vita ad almeno 5 milioni di persone, di cui 3,9 milioni ucraine. Viene chiamata in ucraino “Holodomor”, “sterminio per fame”. Rappresenta la pagina più atroce della storia dell’Ucraina e dei suoi rapporti con la Russia. Conoscere questo tragico capitolo di storia aiuta a capire quello che sta succedendo oggi con la violenta aggressione di Putin all’Ucraina e la coraggiosa resistenza di un intero popolo.

Il libro di Anne Applebaum e i fondamentali studi del grande storico italiano Andrea Graziosi (e i suoi video sulla carestia e sulla guerra in corso in Ucraina disponibili in Internet) sono indispensabili.

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Ragazze russe contro la guerra nel nome della Rosa Bianca

Le ragazze della rete femminista russa contro la guerra nel nome della Rosa Bianca (da “Specchio”).

Mentre il popolo ucraino resiste con enorme coraggio alla feroce invasione dell’esercito di Putin che ogni giorno si macchia di indicibili atrocità (come fece in Cecenia e in Siria), bagliori di opposizione interna alla guerra illuminano l’orrenda notte in cui è precipitata la Russia. Come le proteste delle ragazze femministe che si richiamano all’opposizione antinazista dei giovani tedeschi della Rosa Bianca.

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Un’altra agghiacciante predica del patriarca di Mosca Kirill che santifica le stragi. Mentre troppi pacifisti sono scandalosamente equidistanti e silenziosi

Putin bacia l’icona mentre Kirill, a sinistra, guarda compiaciuto. Trono e altare sono saldamente uniti nella “guerra santa” all’Ucraina. L’asfissiante propaganda politico-religiosa costruisce il consenso popolare alla feroce aggressione.

 

Domenica 3 aprile 2022, nella cattedrale delle Forze Armate (dove nei mosaici dovevano esserci anche Stalin e Putin), il patriarca ortodosso di Mosca Kirill è tornato a santificare la feroce aggressione all’Ucraina dopo l’allucinante omelia pronunciata il 6 marzo nella cattedrale di Cristo Salvatore. Ha ripetuto, facendone lo stesso uso blasfemo, il passo del Vangelo di Giovanni citato da Putin all’adunata del 18 marzo. Per lui gli ucraini e l’Ucraina non esistono, esistono solo “russi“. Gli altri sono nazisti da eliminare, o corrotti e depravati per colpa dell’Occidente che vanno “corretti” con le bombe e riportati, vivi o morti, all’ovile russo. Questo il motivo della guerra “santa” voluta da lui e da Putin. Non la Nato. Il feroce disegno imperialista politico-religioso, però, sta fallendo per la resistenza del popolo ucraino.

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Col gas finanziamo le armi di Putin. Altri orrendi crimini del suo esercito

Lo strazio di Tanya Nedashkivs’ka per l’uccisione del marito nella strage di Bucha (Getty e Ap – da “Corriere della sera”, 7 aprile 2022).

 

“Perché sono vissuta per vedere questo?”. Nello straziante lamento di una donna di Bucha, testimone delle atrocità dell’esercito russo che per un mese ha occupato con metodi nazisti il sobborgo di Kiev prima di ritirarsi, c’è la disperazione  di un popolo seviziato e massacrato oltre l’indicibile dagli invasori. Atrocità che sono già viste a Irpin, a Mariupol, nel Sud Est del Paese… È ora di sabotare il gas dei russi. Basta armarlo con i nostri soldi!” (Editoriale di V. Passerini su “Vita trentina”)

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La carovana della pace “Stop the war now” è arrivata a Leopoli portando una forte testimonianza di solidarietà e di pace. Ripartirà con 177 profughi

La carovana della pace “Stop the war now” è arrivata a Leopoli portando una forte testimonianza di solidarietà con la popolazione civile massacrata dalla guerra e un forte appello perché la guerra finisca. Ripartirà portando in Italia 177 persone di 7 nazionalità diverse rimaste senza alloggio. Ecco come raccontano l’iniziativa il Corriere della sera e fanpage.it e un video di repubblica.it

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Con Romano Prodi, Lorenzo Prezzi, Maurizio Ambrosini: tre incontri di Città dell’uomo sull’invasione dell’Ucraina

L’associazione Città dell’uomo, fondata da Giuseppe Lazzati, organizza tre incontri (8 e 22 aprile, 9 maggio) sulla guerra in Ucraina con tre personalità di rilievo: Romano Prodi, già presidente del Consiglio e della Commissione UE, padre Lorenzo Prezzi, direttore del giornale online settimananews.it e già direttore de “Il Regno”, e Maurizio Ambrosini, tra i maggiori studiosi delle migrazioni. Ecco il programma e il link per seguire online i tre incontri.

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L’orrore di Mariupol: crimini contro l’umanità

A Mariupol crimini come ad Aleppo. “Fanno il deserto e lo chiamano pace” (Tacito). (Immagine tratta da avvenire.it)

«A Mariupol ogni pietà è morta. Cittadini ammazzati volutamente dai cecchini russi, bombardati nei rifugi e negli ospedali, lasciati morire tra le fiamme causate dai bombardamenti, sepolti nelle fosse comuni.» (Vincenzo Passerini, editoriale su “l’Adige”, 30 marzo 2022).

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Altro che Anna Politkovskaja o Dmitry Muratov! Fabio Mini, ex generale e complottista filo-Putin, commenta la guerra all’Ucraina sul “Fatto Quotidiano”

L’ex generale Fabio Mini.

«Come fonte delle sue affermazioni, Mini cita un cospirazionista filoputiniano. Il commento dell’ex militare italiano, infatti, si basa per la quasi totalità su un report di un think tank francese scritto da Jacques Baud, un ex colonnello dell’intelligence svizzera. Il problema è che Baud è un noto mistificatore e manipolatore, che da tempo diffonde tesi cospirazioniste e narrazioni filo putiniane» (Luciano Capone)

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Il feroce assedio russo di Mariupol: l’Onu conferma, fosse comuni, in una ci sono 200 corpi (da euronews)

Ucraina, Mariupol: fosse comuni (euronews).

«A più di un mese dall’inizio dell’assedio di Mariupol, fonti ucraine contano oltre 3.000 vittime civili nella città affacciata sul mar d’Azov, dove 9 edifici su 10 sono ormai distrutti.

“Non c’era nessuno ad aiutarci”, racconta Oleksandr, abitante di Mariupol. “Alcuni appartamenti erano in fiamme, abbiamo chiesto di aiutarci a spegnere l’incendio ma nessuno l’ha fatto. Sono morti sono i nostri occhi“, ricorda l’uomo.

La situazione umanitaria a Mariupol è gravissima: “non c’è acqua, non c’è cibo, non c’è nulla“, spiega Oleksandr (euronews).

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“In Russia c’è il lavaggio del cervello”. La coraggiosa giornalista Marina Ovsyannikova intervistata da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, Rai 3, 27 marzo 2022

Rai 3, “Che tempo che fa”: la coraggiosa giornalista russa Marina Ovsyannikova, che inscenò la clamorosa protesta pacifista durante il telegiornale del Primo canale della tv di Stato russa, risponde alle domande di Fabio Fazio dalla sua casa di Mosca (domenica 27 marzo 2022).”Mi sento sola, le persone su cui contavo sono sparite. Ma ho trovato nuove persone che mi sono vicine e mi aiutano. Ho paura per i miei figli. Col mio gesto volevo far capire che i russi non vogliono la guerra.” (VIDEO)

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«Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!»

Pensiero del giorno

San Pietroburgo, Yelena Osipova mentre viene arrestata per la sua protesta contro la guerra (immagine da www.theguardian.com).

 

«Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!»

San Pietroburgo, 2 marzo 2022: Yelena Osipova, personaggio molto noto, artista e attivista per i diritti umani, sopravvissuta all’assedio di Leningrado (ora San Pietroburgo), viene arrestata mentre protesta contro l’invasione dell’Ucraina. Su un cartello la grande scritta: «Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!». L’immagine è tratta da un video del quotidiano britannico The Guardian (www.theguardian.com).

È lei il simbolo delle coraggiose proteste dei pacifisti russi contro l’invasione dell’Ucraina, duramente represse dal regime di Putin.

I pacifisti russi, con Yelena Osipova in prima fila, hanno dato una lezione di verità e coraggio a molti pacifisti italiani, troppo morbidi su Putin e spesso addirittura equidistanti. È questo un pacifismo che tradisce l’essenza della pace fondata sulla verità e la giustizia, sulla netta distinzione tra aggressore e aggredito, sul dovere di schierarsi con la vittima contro il carnefice.

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Liliana Segre all’Anpi sull’aggressione russa all’Ucraina: “Non è concepibile nessuna equidistanza”

Ucraina, abitazioni civili bombardate.

In un videomessaggio al congresso nazionale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al lager nazista e simbolo morale della resistenza al nazifascismo, ha condannato l’aggressione immotivata e ingiustificabile contro la sovranità dell’Ucraina”, ha ricordato il diritto-dovere alla resistenza, e ha ribadito che “non è concepibile nessuna equidistanza” tra esercito russo invasore e resistenza ucraina. Parole che suonano anche come una esplicita condanna delle sconcertanti posizioni equidistanti sull’invasione dell’Ucraina pronunciate dal presidente dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo.

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Ucraina, “guerra santa” e ripugnante

Mariupol, fosse comuni.

Papa Francesco all’Angelus di domenica 20 marzo ha condannato con parole durissime la guerra santa scatenata da Putin e dal patriarca ortodosso di Mosca Kirill contro l’Ucraina.

Essa non è altro che “una violenta aggressione”, “un massacro insensato”, una “guerra ripugnante”. Una crudeltà disumana e sacrilega”.

Francesco non a caso usa la parola “sacrilega”. Perché vuole condannare le aberranti e sacrileghe giustificazioni religiose dell’aggressione all’Ucraina espresse da Putin e Kirill.

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Messaggio del Presidente Mattarella in occasione del 17° Congresso ANPI: “Sono i valori della Resistenza che, ancora una volta, ci interrogano. In Ucraina e in tutta Europa”

Da “la Repubblica”: intervista al Nobel per la pace Dmitrij Muratov: “La nostra battaglia di giornalisti russi contro le fake news”

Dmitry Muratov, premio Nobel per la pace 2021, dirige la Novaya Gazeta, il giornale sul quale scriveva Anna Politkovskaja.

«Come possono i giovani rispettare i loro anziani che dicono loro, ripetendo dopo la propaganda, che in Ucraina l’esercito russo sta combattendo i nazisti? I giovani non ci credono, non si sono lasciati manipolare dalla televisione di Stato. Siamo in uno stato di guerra civile generazionale. Quello che è successo significa che la mia generazione non potrà parlare con gli ucraini senza sentirsi in colpa. Senza sentire l’odio da parte loro. Qualcosa può cambiare solo tra i giovani; i ventenni di oggi hanno un’empatia diversa e sono categoricamente contrari alla guerra» (Dmitry Muratov intervistato da Wiktoria Bieliaszyn, “la Repubblica”, 19 marzo 2022)

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Dai crimini di Stalin all’invasione dell’Ucraina, Putin ha “ricostruito” la storia russa. Marcello Flores: “Uso del passato totalmente strumentale” (intervista di Davide Leveghi)

Stalin

Il 28 dicembre 2021, la Corte suprema di Mosca ha dichiarato fuori legge l’organizzazione Memorial, impegnata dalla fine degli ’80 a recuperare la memoria delle vittime dello stalinismo e a difendere i diritti umani (…)

«Putin ha ribadito l’idea che l’Ucraina sia una proprietà russa – continua Flores – per farlo, il presidente russo ha nel tempo utilizzato la storia in maniera totalmente strumentale»

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“Fermate questo massacro!” Papa Francesco condanna fermamente “l’inaccettabile aggressione armata” della Russia all’Ucraina

Domenica 13 marzo 2022, all’Angelus Papa Francesco condanna l'”inaccettabile aggressione armata” della Russia all’Ucraina. (VIDEO)

 

Roma, 13 marzo 2022 (askanews) – “In nome di Dio vi chiedo fermate questo massacro”: è l’appello forte che arriva da Papa Francesco, che all’Angelus ha condannato “l’inaccettabile aggressione armata” della Russia all’Ucraina.

“In nome di Dio vi chiedo fermate questo massacro – ha affermato Bergoglio, aggiungendo – Davanti alla barbarie dell’uccisione di bambini, di innocenti e di civili inermi non ci sono ragioni strategiche che tengano. C’è solo da cessare l’inaccettabile aggressione armata prima che riduca le città a cimiteri”.

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Le disumane giustificazioni del Patriarca di Mosca della guerra di aggressione all’Ucraina. Il testo dell’omelia di Kirill

Il patriarca orotodosso di Mosca Kirill con Putin.

La guerra, ha detto il patriarca Kirill, è una necessaria difesa dall'”orgoglio gay” …

«…per entrare nel club di quei paesi bisogna fare una parata dell’orgoglio gay… Quindi ciò che sta accadendo oggi nelle relazioni internazionali non riguarda solo la politica. Si tratta di qualcos’altro e molto più importante della politica. Si tratta della salvezza umana, di dove l’umanità si troverà alla destra o alla sinistra di Dio Salvatore…»

Una disumana e anticristiana giustificazione dell’aggressione della Russia all’Ucraina. 

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270 sacerdoti ortodossi russi si schierano contro la guerra all’Ucraina: « “Sii maledetto!”, disse Dio a Caino »

«Noi siamo addolorati per il calvario che immeritatamente stanno subendo i nostri fratelli e sorelle in Ucraina. Affermiamo che la vita di ogni singola persona è un dono inestimabile e irripetibile di Dio… Riteniamo che il popolo ucraino debba poter fare la sua scelta in modo autonomo

“La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello” (Gen 4,10-11), così disse Dio a Caino…»

Coraggiose coscienze libere si ribellano a Kirill e a Putin e condannano la guerra all’Ucraina.

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