Archivio dell'area tematica: Testimoni

Adriano Olivetti, industriale, riformatore, editore. Recensione di Ugo Pistoia del Catalogo della mostra roveretana

Il catalogo recentemente pubblicato dalla Biblioteca Civica di Rovereto.

“Ognuno può suonare senza timore e senza esitazione la nostra campana. Essa ha voce soltanto per un mondo libero, materialmente più fascinoso e spiritualmente più elevato.

Suona soltanto per la parte migliore di noi stessi, vibra ogni qualvolta è in gioco il diritto contro la violenza, il debole contro il potente, l’intelligenza contro la forza, il coraggio contro la rassegnazione, la povertà contro l’egoismo, la saggezza e la sapienza contro la fretta e la rassegnazione, la verità contro l’errore, l’amore contro l’indifferenza.” (Adriano Olivetti).

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Con Nataliya, che ha dato la vita per i suoi amici

Nataliya Dimitrova Beliyova

La storia di Nataliya Dimitrova Beliyova ha attraversato come un lampo le nostre cronache. Poi il silenzio: non era un omicidio, non era uno scandalo.

Nataliya ha salvato da un incendio i due anziani che stava assistendo. Ma lei non è riuscita a salvarsi.

La ricordiamo in questi giorni solenni. A lei si addicono.

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(Dantedì) Osip Mandel’štam e la “Conversazione su Dante” respinta dalla censura sovietica

Osip Mandel’stam

Osip Mandel’štam, uno dei più grandi poeti russi del Novecento (per alcuni il più grande), tra la primavera e l’estate del 1933 soggiornò, insieme alla moglie, Nadežda Chasina, a Koktebel, sulla costa orientale della Crimea.

Lì compose la Conversazione su Dante che la censura sovietica gli impedirà di pubblicare.

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“La messa incompiuta di monsignor Romero” (Jon Sobrino)

«Monsignor Romero pronunciò la sua ultima omelia il 24 marzo 1980 nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza, davanti ai malati di cancro.

Nel “piccolo ospedale” era solito preparare le sue omelie domenicali basandosi su libri di teologia biblica, relazioni sulle violazioni dei diritti umani e ogni altra fonte riguardante la povertà del popolo.

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“La guerra porterà in Europa l’islamismo radicale”: la profezia di Dossetti (1990)

Giuseppe Dossetti

Pensiero del giorno

“L’islamismo radicale aveva bisogno di questo e ne trarrà vantaggio. Anche se Saddam Hussein fosse eliminato, l’occidente si troverà di fronte un islamismo radicale più difficile da combattere e ideologicamente più inestirpabile, sia nei paesi musulmani che nell’Europa stessa.” (Giuseppe Dossetti)

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Luca Attanasio, ambasciatore di uno Stato amico dell’umanità

L’ambasciatore Luca Attanasio

L’uccisione in una imboscata avvenuta lunedì 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, di 43 anni, del carabiniere Vittorio Iacovacci, di 30 anni, che lo proteggeva, e del loro autista Mustapha Milambo ci addolora profondamente.

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Ricordando Hans Scholl, Sophie Scholl e Christoph Probst del gruppo antinazista della Rosa Bianca uccisi il 22 febbraio 1943

Da sinistra: Hans Scholl, Sophie Scholl, Christoph Probst

Dal 3° volantino della Rosa Bianca

“Ma se un uomo non ha più la forza di reclamare i propri diritti, allora sì che egli deve inevitabilmente perire. Meriteremmo di essere dispersi per il mondo, come polvere al vento, se non ci sollevassimo in questa ultima ora, ritrovando finalmente il coraggio che ci è mancato fino a oggi. Non nascondete la vostra viltà sotto il velo della prudenza. Ogni giorno in cui indugiate a opporvi a questo mostro infernale, aumenta sempre più, come una curva parabolica, la vostra colpa.”

 

Il 22 febbraio 1943 il Tribunale nazista di Monaco di Baviera condanna a morte i fratelli Hans (25 anni) e Sophie Scholl (22),  e il loro amico Christoph Probst (24), appartenenti

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La vera rivoluzione di Vittorio Bachelet e quella falsa delle Brigate Rosse (che lo uccisero il 12 febbraio 1980)

Vittorio Bachelet (1926-1980)

La sera prima che venisse assassinato dalle Brigate Rosse, Vittorio Bachelet si trovava con Achille Ardigò, amico e importante intellettuale cattolico – che ricordò l’episodio tre anni dopo, nel 1983, alla scuola estiva di politica della Lega Democratica a Brentonico, in Trentino – in casa di comuni amici, “tutte persone molto addentro alle cose della politica”.

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I valori irrinunciabili di Walter Lübcke. Ergastolo al suo assassino, un estremista di destra.

Walter Lübcke

Walter Lübcke fu assassinato da un estremista xenofobo e neonazista per la sua politica di accoglienza dei profughi il 2 giugno 2019.

Fu il primo assassinio di un alto esponente politico in Germania ad opera dell’estrema destra dal 1945. Lübcke, 65 anni, era presidente del comprensorio di Kassel e apparteneva alla Cdu (Unione cristiano democratica), il partito centrista di Angela Merkel.

L’assassino, Stephan Ernst, 47 anni, è stato condannato all’ergastolo giovedì 28 gennaio 2021 dalla Corte di appello di Francoforte.

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(Coltivare la memoria) – Massimo Fini sbaglia: il cardinale Martini denunciò la corruzione prima di Mani Pulite (Lettera al “Fatto Quotidiano” non pubblicata – 2012)

«Al direttore Marco Travaglio.

Su “Il Fatto Quotidiano” del 4 settembre 2012, Massimo Fini, riprendendo un suo lontano articolo pubblicato sull’ “Indipendente” il 27 gennaio 1993, accusava il cardinale Martini di aver parlato in ritardo, “fuori tempo massimo”, di corruzione e rinnovamento della politica:

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L’Etiopia e i sogni di Agitu

Le spoglie di Agitu Ideo Gudeta torneranno nella sua amata Etiopia. Grande Paese che l’aveva fatta soffrire e poi sperare. E ancora soffrire ultimamente per la guerra civile in Tigray, la regione del Nord, al confine con l’Eritrea . Guerra scoppiata in novembre e oscurata dal governo di Abiy Ahmed, premio Nobel per la pace 2019 per l’accordo con l’Eritrea che aveva posto fine a un sanguinoso conflitto.

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Un nastro rosso per salutare Agitu

Le spoglie di Agitu Ideo Gudeta torneranno in Etiopia per il funerale e la sepoltura lunedì 11 gennaio 2021.

 

Al cimitero di Trento, sabato 9 gennaio 2021 alle ore 11, ci sarà una celebrazione religiosa per l’ultimo saluto ad Agitu da parte della comunità che l’ha accolta e che lei ha arricchito con la sua presenza, la sua intelligenza, il suo lavoro, il suo amore.

 

Il Comitato delle Associazioni per la Pace di Rovereto, la Casa delle Donne di Rovereto, il Coordinamento Associazioni Vallagarina per l’Africa, l’Anpi Trentino invitano chi vuole simbolicamente partecipare al saluto (data l’emergenza Covid che vieta gli spostamenti da un Comune all’altro) ad appendere al balcone della propria abitazione un nastro rosso.

Leggi il volantino dell’iniziativa

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110 anni fa nasceva Josef Mayr-Nusser che morì per aver rifiutato il giuramento a Hitler

Josef Mayr-Nusser

Bolzano, 27 dicembre 1910 – Erlangen (Germania), 24 febbraio 1945

 

Josef Mayr-Nusser con la moglie Hildegard e il figlio Albert nato nel 1944.

 

“Josef Mayr-Nusser è stato il primo obiettore di coscienza, cattolico, nel nostro Paese … Il suo gesto, come quello di Tommaso Moro, che aveva letto e amava, e come quello di Franz Jägerstätter, rappresenta il riscatto delle paure di tanti cristiani, anche buoni, ma rassegnati di fronte al fascismo e al nazismo.”

Paolo Giuntella

 

(citato da Francesco Comina in L’uomo che disse no a Hitler. Josef Mayr-Nusser, un eroe solitario, Il Margine 2014, p. 127).

 

Domenica 27 dicembre 2020 alle 23.50 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre) va in onda il docufilm “Josef Mayr-Nusser. Testimonianza di fede e di coraggio“.

 

 

Vai alla pagina speciale Josef Mayr-Nusser.

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Addio Willy piccolo grande eroe

Due fratelli violenti, nullatenenti, ma coi  suv, bella vita. Tra sabato e domenica, a Colleferro, alla periferia di Roma, hanno ammazzato a calci in viso un ragazzo di 21 anni, Willy Monteiro Duarte.

Un ragazzo tranquillo, che imparava a fare il cuoco, lavorava in un ristorante, giocava a calcio. Era intervenuto a far da paciere in una rissa per proteggere un amico.

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Dorothy Stang, intrepida sorella d’Amazzonia

Dorothy Stang

La voce del capo indigeno Raoni Metuktire e del grande fotografo Sebastiäo Salgado si è alzata in questi giorni in difesa dei popoli amazzonici a rischio di sterminio per il coronavirus.

Dell’Amazzonia, Dorothy Stang fu l’intrepida “sorella”.

Quando il 10 dicembre 2004 gli avvocati brasiliani per i diritti umani la premiano con la medaglia Chico Mendes,

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“Restiamo umani” disse Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni aveva 11 anni quando scrisse in un tema scolastico: “Noi dobbiamo seguire la via dell’amore, la via più giusta che ci spinge a morire per la salvezza degli altri”.

Non si possono scrivere le parole di questo ragazzino senza un nodo alla gola in queste ore in cui le persone rischiano la vita e muoiono nelle nostre città e nei nostri paesi per salvare la vita degli altri.

 

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Eglantine Jebb: salvare i figli dei nemici

Eglantine Jebb

Il volantino che Eglantyne Jebb e Barbara Ayrton Gould distribuiscono in Trafalgar Square, nel cuore di Londra, il 19 aprile 1919 è un pugno nello stomaco: un bambino denutrito, la testa sproporzionata, gli occhi sbarrati e smarriti.

Milioni di bambini come questo, recita il testo,  stanno morendo di fame. Basta sanzioni economiche!

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