Archivio della parola chiave: Un anno con D&D

Il contadino che sapeva a memoria la “Divina Commedia”

«Ho incontrato Dante in una vigna. La sua voce antica e forte era quella di un contadino cotto al sole di Maremma. Quinta elementare e la sapienza degli avi. Alla sua tavola di bambino il pane non mancava. Era il companatico a scarseggiare.

Il nonno donava al fanciullo quel che aveva: Ulisse, Paolo e Francesca, Pia de’ Tolomei… E la nonna lo faceva pregare con l’inno alla Vergine. Il nome che portava lo ha onorato mandando a memoria i cento canti della Commedia

Giovanni Gazzaneo

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“Un amore impossibile, quindi…” (F. M. Dostoevskij)

Foto Francesco Moretti

«Amare l’uomo come se stessi, secondo il comandamento di Cristo, non è possibile.

Sulla terra la legge della personalità impaccia. L’io è di ostacolo. Cristo soltanto poteva farlo, ma Cristo era l’ideale eterno sin dall’inizio dei tempi, quell’ideale al quale tende, e deve tendere per legge di natura, l’uomo.

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(Dantedì) Osip Mandel’štam e la “Conversazione su Dante” respinta dalla censura sovietica

Osip Mandel’stam

Osip Mandel’štam, uno dei più grandi poeti russi del Novecento (per alcuni il più grande), tra la primavera e l’estate del 1933 soggiornò, insieme alla moglie, Nadežda Chasina, a Koktebel, sulla costa orientale della Crimea.

Lì compose la Conversazione su Dante che la censura sovietica gli impedirà di pubblicare.

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La vera riforma di Francesco

“Avete il novo e ‘l vecchio Testamento, / e ‘l pastor de la Chiesa che vi guida; / questo vi basti a vostro salvamento.”

Così Beatrice nel quinto canto del “Paradiso”. Ogni riforma nel cristianesimo, e Dante era uno spirito riformatore, è un ritorno all’essenziale. Alla Scrittura. Gli otto anni di pontificato di Francesco sono segnati soprattutto da questo ritorno all’essenziale. Al Vangelo.

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8 marzo nell’anno di Dante: ricordo di Anna Maria Chiavacci Leonardi, la Signora della Commedia

Anna Maria Chiavacci Leonardi (Foto Centro culturale di Milano)

«Affrontare la Divina Commedia, misurarsi con Dante, è, come per tutte le grandi opere dell’umanità, approfondire la conoscenza di noi e della nostra storia, scoprire una dimensione dell’uomo.

La visione del mondo – e in essa dell’uomo – che ci si offre dalle pagine di questo capolavoro, che si colloca al centro della storia europea, tra l’evo antico e l’evo moderno, è tra le più vaste e profonde della letteratura di ogni tempo, nella sua consapevole pretesa di abbracciare con l’umano tutta la realtà: “discriver fondo a tutto l’universo”

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 “In nessuna sventura avvilirsi o perdersi d’animo”

Un anno con D&D

Foto di Francesco Moretti

 

“La vita è vita dappertutto, la vita è in noi stessi e non fuori di noi. Accanto a me ci saranno degli esseri umani ed essere uomo fra gli uomini e restarlo sempre, in nessuna sventura avvilirsi o perdersi di animo, – ecco in che consiste la vita, ecco il suo compito.” (F. M. Dostoevskij)

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Dante Alighieri, l’ineguagliata creazione poetica di un rifugiato

Un anno con D&D

Ravenna, tomba di Dante.

Dante Alighieri (1265-1321) trascorse in esilio, come rifugiato politico, 21 dei 56 anni della sua vita. In esilio scrisse le sue opere, in esilio morì. Sempre cercando accoglienza, in una città o nell’altra. Sempre in povertà. Forse, più che ostacolarlo, questa condizione, tra le più estreme che possano capitare in una vita, gli consentì di comprendere più a fondo il bene e il male che c’è negli esseri umani e nella storia, e di reagire con una creazione poetica senza pari.   

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Un anno con D&D. Primo Levi e il canto di Ulisse

Quest’anno si celebra il 700° anniversario della morte di Dante Alighieri, avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321 a Ravenna.

Si celebra anche il 200° anniversario della nascita di Fëdor Michajlovich Dostoevskij, avvenuta a Mosca nel 1821, il 30 ottobre, secondo il calendario giuliano, l’11 novembre, secondo il calendario gregoriano, il nostro.

Staremo un anno in loro compagnia con la rubrica “Un anno con D&D”.

Cominciamo oggi.

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