Archivio dell'area tematica: Crimini politici, etnici, religiosi

“Il più implacabile avversario di Mussolini.” Giacomo Matteotti veniva assassinato dal regime fascista cento anni fa, il 10 giugno 1924. Il ritratto, da “Tracce nella nebbia”, e le iniziative del Centenario

Giacomo Matteotti, 1885-1924 (al centro)

«Il 30 maggio 1924 Matteotti denunciò in Parlamento con un memorabile discorso, tra le continue interruzioni dei fascisti, le aggressioni, le uccisioni e i brogli con cui Mussolini aveva vinto le elezioni: “I candidati non avevano libera circolazione… Nessun elettore si è trovato libero di decidere… Il Presidente del Consiglio affidava ai militi fascisti la custodia dei seggi… L’onorevole Piccinini fu assassinato nella sua casa per aver accettato la candidatura… I nostri opuscoli furono sequestrati, i giornali invasi, le tipografie devastate…”

Vincenzo Passerini

da “Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni”

 

In fondo alla pagina i link delle iniziative del Centenario.

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Incontro dell’Anpi per ricordare i 299 malati psichici e disabili deportati nel 1940 verso la morte nei lager in Germania (Pergine Valsugana, Trento, 25 maggio 2024)

«Nel maggio del 1940, 299 uomini e donne di lingua tedesca ricoverati nel manicomio regionale di Pergine furono deportati in Germania; l’operazione era stata concordata fra autorità tedesche e italiane nel quadro delle cosiddette “opzioni” – per cui gli allogeni potevano “scegliere” se rimanere in Italia o trasferirsi nel Reich – e del programma Aktion 4, che prevedeva l’eliminazione per eutanasia dei malati psichici e dei disabili considerati “vite senza valore”, non degne di essere vissute, ai quali, pertanto, l’“opzione” fu sostanzialmente imposta, se non preclusa.

La maggior parte trovò la morte per malattia, carenza alimentare, stenti, ma anche nel contesto delle operazioni naziste per” la purificazione della razza”»

A cura del Laboratorio di storia di Rovereto

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Deportare i profughi: l’ultima disumanità. È entrato in vigore il vergognoso accordo Italia-Albania

«Il 25 marzo scorso è entrato in vigore l’accordo tra Italia e Albania sulla deportazione in veri e propri centri di detenzione, appositamente costruiti e gestiti in territorio albanese a spese dell’Italia, di una parte dei profughi soccorsi in mare dalla Guardia costiera italiana. Un accordo disumano e vergognoso. E costoso. »

Vincenzo Passerini (da “Vita trentina”)

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Thérèse Nyirabayovu, la piccola, grande, sconosciuta Schindler del Ruanda

Ruanda, i giorni del genocidio (immagine tratta dal sito internet della Società Missioni Africane; vedi).

Ricordiamo a trent’anni dal genocidio in Ruanda, che costò la vita a 800 mila persone, la storia, pressoché sconosciuta, di Thérèse Nyirabayovu, ostetrica, madre di sei figli, vedova, appartenente all’etnia hutu che salvò, a rischio della propria vita, 31 tutsi. La storia è tratta dal nostro libro “Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni”. (VP)

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Navalny, la coscienza e il potere

Aleksej Navalny (4 giugno 1976 – 16 febbraio 2024)

«Era il principale oppositore del regime di Putin e il regime lo ha eliminato. Aleksej Navalny è morto il 16 febbraio scorso a 47 anni nel carcere più duro della Siberia. Ha lasciato una moglie, Yulia, due figli, Daria e Zahar, e i genitori, Lyudmila e Anatoly.

Una domanda se la sono posta in tanti: perché nel gennaio di tre anni fa era ritornato in Russia? Stava al sicuro in Germania, perché era rientrato sapendo che pendeva su di lui un mandato di arresto?» (Vincenzo Passerini)

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A due anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina ricordiamo con le vittime anche i pacifisti e gli oppositori russi

Pensiero del giorno

Ucraina: Bucha, familiari davanti a una fosse comune con i corpi delle vittime degli eccidi commessi dall’esercito russo.

«L’organizzazione OVID-Info (https://en.ovdinfo.org) ha documentato 19.747 casi (al 30 settembre 2023) di pacifisti incarcerati, tra cui molti giovani e donne, per aver protestato contro l’invasione. Alcuni sono rimasti in prigione pochi giorni, altri vi resteranno anni. Forse 1 milione i russi fuggiti all’estero.

Ma ci sono oppositori che, con enorme coraggio, sono ritornati in Russia, sapendo a cosa andavano incontro, per sfidare apertamente Putin nel proprio Paese. Come Vladimir Kara-Murza, condannato poi a 25 anni di carcere di massima sicurezza in Siberia, e Aleksej Navalnyj, condannato a 19 anni di colonia penale.

Sono loro e le altre coscienze libere che stanno salvando la Russia che amiamo. E che un giorno, speriamo vicino, anche grazie all’appassionata azione di papa Francesco, potrà costruire una pace vera, fondata sulla giustizia, con la sorella massacrata Ucraina.»

Vincenzo Passerini

da “Tanya in fuga dall’inferno di Bucha”,

un paragrafo del libro “La speranza che muove il mondo. Umanità migrante”.

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“Potevamo salvarli, e non li abbiamo salvati”. Un anno fa la strage di Cutro

Pensiero del giorno

Immagine tratta dal sito www.vaticannews.va

«Potevamo salvarli e non li abbiamo salvati. Quei 94 morti, tra i quali 35 minori, e poi forse altri 20 o 30 dispersi nel naufragio di Cutro (i superstiti sono una ottantina) pesano come una vergogna inamovibile sulla coscienza del nostro Paese. In primo luogo, del governo. Un governo che considera i profughi un problema di sicurezza, non un dramma umano. (…)

Segnalato alle 23 di sabato da Frontex a 27 indirizzi mail, il barcone dei profughi è naufragato nella tempesta alle 4 di domenica (26 febbraio 2023). C’erano 5 ore di tempo per soccorrerlo. Ma non è stato soccorso. (…)

Quello che è successo è ingiustificabile. È vergognoso. Disumano. Dobbiamo gridarlo. Perché quei poveri morti lo impongono. Perché altri profughi non muoiano a causa di questa malata e disumana cultura politica della sicurezza che disprezza umanità e solidarietà.»

Vincenzo Passerini

dal libro La speranza che muove il mondo. Umanità migrante

 

Sulla strage di Cutro VEDI in questo blog.

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Il discorso di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, quando conferì ad Aleksej Navalny il premio Sacharov (testo e video)

(dal sito del Parlamento europeo)

Fu l’ultimo discorso pronunciato da David Sassoli. Era il 15 dicembre 2021. Poi la malattia lo piegò rapidamente e Sassoli morì l’11 gennaio 2022. Navalny era in carcere. Il premio fu consegnato alla figlia Daria. Aleksej Navalny è morto in carcere il 16 febbraio 2024, ucciso dal regime di Putin. Ricordiamo questo grande testimone della libertà con le parole, forti, sincere, appassionate di David Sassoli.

«Il coraggio dimostrato da Aleksej Naval’nyj desta stupore e ammirazione. Lo hanno minacciato, maltrattato, avvelenato, arrestato, incarcerato, ma non sono riusciti a metterlo a tacere. Ha lottato instancabilmente per il popolo russo, in veste di attivista contro la corruzione, candidato politico, blogger e avvocato, per il diritto di far sentire la sua voce, di fare domande e di dissentire. O, in altre parole: per la libertà di pensiero e di espressione, sua e degli altri cittadini russi.» (David Sassoli)

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La Rete Yekatit 12 (19 febbraio). Da febbraio a maggio decine di appuntamenti in tutta Italia per raccontare il colonialismo italiano (dal sito di Lettera 22)

Memoria della strage di Addis Abeba commessa nel 1937 dall’esercito italiano fascista.

Da febbraio a maggio decine di appuntamenti in tutta Italia per raccontare il colonialismo italiano e le sue eredità, le resistenze e le voci delle diaspore.

Un articolo di Giuliano Battiston per Lettera 22 e il programma delle iniziative. C’è anche una proposta di legge, prima firmataria Laura Boldrini, per istituire il Giorno della memoria delle vittime del colonialismo italiano.

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Cosa leggere sulla tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata

Esuli istriani in partenza da Pola per l’Italia, dove sarebbero stati in gran parte accolti in campi profughi e dove avrebbero dovuto affrontare diffuse ostilità.

Sul crimine delle foibe e la tragedia dell’esodo forzato degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia, tema segnato a lungo da colpevoli silenzi e strumentalizzazioni politiche, la ricerca storica italiana ha fatto da anni grandi progressi. E non ha certo aspettato il governo di destra Meloni per affrontare senza spirito di parte verità scomode, soprattutto per il Partito comunista. Ma anche senza mai tacere le oppressioni e i crimini fascisti che erano avvenuti in quella terra e che la destra italiana oggi al potere continua a ignorare, come gli altri crimini fascisti accaduti in altri Paesi europei e in Africa. Segnaliamo alcuni libri da leggere sull’argomento.

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“Un muro di silenzio e di oblio si formò intorno alle terribili sofferenze di migliaia di italiani.” Mattarella ricorda le foibe e l’esodo giuliano-dalmata (testo e video del discorso)

«La ferocia che si scatenò contro gli italiani in quelle zone non può essere derubricata sotto la voce di atti, comunque ignobili, di vendetta o sommaria giustizia contro i fascisti occupanti; il cui dominio era stato – sappiamo – intollerante e crudele per le popolazioni slave, le cui istanze autonomistiche e di tutela linguistica e culturale erano state per lunghi anni negate e represse.

Le sparizioni nelle foibe o dopo l’internamento nei campi di prigionia, le uccisioni, le torture commesse contro gli italiani in quelle zone, infatti, colpirono funzionari e militari, sacerdoti, intellettuali, impiegati e semplici cittadini che non avevano nulla da spartire con la dittatura di Mussolini. E persino partigiani e antifascisti, la cui unica colpa era quella di essere italiani, di battersi o anche soltanto di aspirare a un futuro di democrazia e di libertà per loro e i loro figli, di ostacolare l’annessione di quei territori sotto la dittatura comunista.»

Sergio Mattarella

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Lettera 3 / Papa Francesco per la pace e contro l’antisemitismo: “Ai fratelli e alle sorelle ebrei in Israele”

La visita di papa Francesco alla Sinagoga di Roma il 16 gennaio 2016.

«Anche la Terra Santa, purtroppo, non è stata risparmiata da questo dolore, e dal 7 ottobre è precipitata in una spirale di violenza senza precedenti. Il mio cuore è lacerato alla vista di quanto accade in Terra Santa, dalla potenza di tante divisioni e di tanto odio. (…)

Il percorso che la Chiesa ha avviato con voi, l’antico popolo dell’alleanza, rifiuta ogni forma di antigiudaismo e antisemitismo, condannando inequivocabilmente le manifestazioni di odio verso gli ebrei e l’ebraismo, come un peccato contro Dio. (…)

Il mio cuore è vicino a voi, alla Terra Santa, a tutti i popoli che la abitano, israeliani e palestinesi, e prego perché prevalga su tutti il desiderio della pace.» (Papa Francesco, dalla “Lettera ai fratelli e alle sorelle ebrei in Israele”, 2 febbraio 2024)

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Lettera 2/ 800 funzionari Ue e Usa pubblicano una lettera contro Israele: «Necessario cessate il fuoco»

Civili palestinesi.

«I nostri governi hanno dato appoggio pubblico, diplomatico e militare a Israele, senza reali condizioni o senza che debba rendere conto di nulla. E di fronte alla catastrofe umanitaria, hanno fallito nel chiedere un cessate il fuoco e la fine del blocco all’ingresso di cibo, acqua e medicine necessari a Gaza», si legge nella lettera, che è stata inviata a diversi media internazionali, tra cui, per l’Italia, il Corriere della sera.» (Viviana Mazza, “Corriere della sera”, 2 febbraio 2024)

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Di fronte agli eredi del fascismo, oggi alla guida del governo, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda le complicità del fascismo italiano nello sterminio degli ebrei (il testo integrale del suo discorso per il Giorno della memoria))

«Celebrare doverosamente i Giusti non deve far dimenticare i tanti, troppi ingiusti: i pavidi, i delatori per denaro, per invidia o per conformismo; i cacciatori di ebrei; gli assassini; gli ideologi del razzismo.

Non c’è torto maggiore che si possa commettere nei confronti della memoria delle vittime che annegare in un calderone indistinto le responsabilità o compiere superficiali operazioni di negazione o di riduzione delle colpe, personali o collettive.

Non si deve mai dimenticare che il nostro Paese, l’Italia, adottò durante il fascismo – in un clima di complessiva indifferenza –  le ignobili leggi razziste: il capitolo iniziale del terribile libro dello sterminio; e che gli appartenenti alla Repubblica di Salò collaborarono attivamente alla cattura, alla deportazione e persino alle stragi degli ebrei.»

Sergio Mattarella

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I libri e la testimonianza di Edith Bruck, sopravvissuta ai lager nazisti (e altri testimoni e libri)

Edith Bruck

Vedi in questo blog i libri e la testimonianza di Edith Bruck, ebrea, scrittrice italiana di origini ungheresi, sopravvissuta ai lager nazisti.

(VEDI)

Vedi in questo blog tutti gli articoli sulla Shoah: riflessioni, testimoninaze, letture.

(VEDI)

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Strage di Bologna, le condanne definitive per i terroristi neri e le dispute politiche sulle tessere mancanti (di Giovanni Bianconi)

«Tre condanne definitive (e interamente scontate; oggi gli ergastolani dichiarati colpevoli sono liberi) e due ancora in attesa del giudizio d’appello, hanno certificato la matrice neofascista della strage di Bologna. Eppure su quell’aggettivo si continua a discutere, e ci si continua a dividere.

Tanto più nel primo anniversario celebrato con il partito erede del Movimento sociale italiano alla guida del governo, visto che proprio le sezioni del Msi avevano inizialmente frequentato, negli anni Settanta, i condannati. Entusiasti di sfoderare i saluti romani ai raduni con Giorgio Almirante sul palco.»


Giovanni Bianconi, “Corriere della sera”, 2 agosto 2023

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Presentato a Trento “Quale umanità?”, il libro di Montalcini sulla strage di Cutro. E il Vescovo ne acquista 300 copie per i giovani

Trento, auditorium del Vigilianum, 7 luglio 2023: l’autore Vincenzo Montalcini al centro, Diego Andreatta, direttore di “Vita trentina”, alla sua destra, Vincenzo Passerini alla sua sinistra.

Davanti a un folto pubblico è stato presentato a Trento il 7 luglio scorso l’instant book di Vincenzo Montalcini, direttore di Crotonenews, sulla strage di Cutro. Con l’autore hanno dialogato il direttore del settimanale diocesano “Vita trentina”, organizzatore dell’incontro insieme all’Area testimonianza e impegno sociale della diocesi, e Vincenzo Passerini.

Si è parlato anche della terribile strage di Philos in Grecia dove sono morte 600 persone che potevano essere salvate.

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Abbandonati: “Il peschereccio di Pylos, i volti dispersi” (“Vita trentina”, 29 giugno 2023)

Il peschereccio stracarico di migranti, avvistato alle 9 di mattina è naufragato a Pylos, con mare calmo, alle 2 di notte. Nessun intervento di soccorso. 600 morti. Un crimine contro l’umanità.

«A Kobane, nella città curda al confine con la Turchia, che ricordiamo per l’eroica resistenza contro l’Isis in uno dei più sanguinosi assedi durante la guerra civile, Mohammed Mohammed, di 48 anni, gommista, aspetta invano notizie di suo figlio Diyar di 15 anni. Voleva andare in Germania, con 4 amici, pure dispersi, dove vive lo zio, il fratello di Mohammed. “Qui la situazione è terribile”, dice alla France Presse. Ogni tanto la Turchia bombarda. C’erano 35 siriani curdi, provenienti da quella zona del Nord del Paese, sul peschereccio naufragato. “Le persone stavano scappando dalla morte, ma hanno trovato la morte” dice Mohammed. Potevano essere salvate. E invece sono state abbandonate.» (Vincenzo Passerini)

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“Quale umanità?” L’instant book di Vincenzo Montalcini sulla strage di Cutro sarà presentato a Trento il 7 luglio

La copertina dell’instant book di Montalcini sulla strage di Cutro pubblicato da Idemedia (foto della copertina di Giuseppe Pipita).

«Sono passati pochi mesi dal naufragio di Cutro, che tra il 25 e il 26 febbraio 2023 ha spazzato via quasi cento vite che viaggiavano a bordo della “Summer Love”.

Venerdì 7 luglio alle 20.45, a Trento, nell’aula magna del Polo culturale diocesano Vigilianum, in via Endrici 14, si svolgerà la presentazione di “Quale umanità?”, l’instant book del giornalista Vincenzo Montalcini, direttore della testata online CrotoneNews.com, scritto ad appena due settimane dalla tragedia di Steccato di Cutro.

L’autore dialogherà con Diego Andreatta, direttore di Vita Trentina, e con Vincenzo Passerini. Il tema dell’incontro, aperto a tutti, è “Quale umanità? Cutro, Philo e le altre stragi nel Mediterraneo“.» (dal sito internet di “Vita Trentina”)

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CRIMINI RUSSI CONTRO I BAMBINI UCRAINI / 1 – “Almeno 484 bambini ucraini uccisi nel conflitto” (da “L’Osservatore Romano”)

Il nonno veglia la salma della nipotina di 9 anni uccisa con la madre a Kyiv nella notte tra il 31 maggio e l’1 giugno 2023 nell’ennesimo bombardamento russo sulle abitazioni dei civili.

«Kyiv, 2 giugno 2023. Sono almeno 484 i bambini ucraini rimasti uccisi e 992 quelli feriti negli oltre 15 mesi dall’inizio del brutale conflitto nel cuore dell’Europa. Gli ultimi dati dell’ufficio del Procuratore generale ucraino arrivano mentre il Paese martoriato dalla guerra piange l’ultima vittima innocente, la bambina di nove anni morta nel raid russo della notte tra il 31 maggio e il primo giugno a Kyiv.» (“L’Osservatore Romano”)

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CRIMINI RUSSI CONTRO I BAMBINI UCRAINI / 2 – Darya Kasyanova di SOS Children’s Villages ha riportato a casa ottantaquattro minori ucraini (da “Avvenire”)

Nonna Vera riabbraccia sua nipote Veronica, 14 anni, trattenuta per oltre un anno in Russia (da “Avvenire”)

«Darya Kasyanova di SOS Children’s Villages è riuscita a riportare a casa ottantaquattro minori ucraini. Sono 371 quelli ricondotti nel Paese da altre organizzazioni. Un ristretto gruppo, se paragonato ai 19.500 che il governo di Kiev considera ufficialmente deportati, anche se le stime sono vertiginosamente più elevate, con Mosca che ammette l’«evacuazione» per «sicurezza» di 744mila bambini.» (Francesca Ghirardelli, “Avvenire”)

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CRIMINI RUSSI CONTRO I BAMBINI UCRAINI / 3 – Tetyana è riuscita a riportare a casa il figlio Sasha (da “La Stampa”)

Tetyana col figlio Sasha.

«Per quasi due mesi Tetyana non ha saputo più nulla di lui, e quando l’ha ritrovato, grazie alle indagini e alla mobilitazione dei volontari, all’orfanotrofio di Perevalsk, nella parte del Donbass occupata dai russi, era già stato spostato altre due volte. I 13 ragazzini rapiti da Kupyansk erano stati costretti a parlare russo, a indossare uniformi con la Z simbolo della guerra in Ucraina, e a ripetere la propaganda del Cremlino: nei video pubblicati dall’orfanotrofio sul suo sito si vedono i bambini ucraini partecipare alle celebrazioni per l’anniversario dell’invasione del loro Paese e ascoltare proclami di «gratitudine e rispetto» per i soldati russi.»

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“Debre Libanos, i monaci uccisi dai fascisti” (di Vincenzo Passerini, “Vita trentina”, 18 maggio 2023)

Debre Libanos (Etiopia), maggio 1937: un gruppo di monaci ortodossi in attesa dell’esecuzione da parte dell’esercito italiano.

«Il massacro comincia il 20 maggio e si conclude il 29. Prima sono uccisi i monaci inabili e ammalati. Poi via via tutti gli altri, caricati a gruppi sui camion, portati ai bordi di un precipizio o di fosse comuni e mitragliati. I corpi coperti di terra.

I dati ufficiali italiani parlano di 452 uccisi, ma gli studiosi ritengono che siano tra i 1400 e i 2033. Altri saranno uccisi nei mesi seguenti, altri moriranno nei campi di concentramento.» (Vincenzo Passerini)

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Vladimir Kara-Murza, grande testimone di pace e di giustizia: condannato a 25 anni di galera per aver criticato la guerra all’Ucraina e il regime di Putin (editoriale su “Vita trentina” di V. Passerini)

Vladimir Kara-Murza

«Questo, al momento, è il prezzo che si paga in Russia per non voler stare zitti. Ma so anche che verrà il giorno in cui le tenebre sul nostro paese si disperderanno. In cui il nero sarà chiamato nero e il bianco, bianco; in cui si riconoscerà ufficialmente che due più due fa comunque quattro; in cui la guerra sarà chiamata guerra e l’usurpatore, usurpatore; e saranno detti criminali quelli che l’hanno fomentata e scatenata, e non quelli che hanno cercato di fermarla.»

(Vladimir Kara-Murza ai giudici)

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Aldo Moro, allargare le basi sociali della democrazia (dal libro “Tracce nella nebbia”)

Aldo Moro, al centro, tra Giorgio La Pira, alla sua destra, e Giuseppe Dossetti, alla sua sinistra, all’ Assemblea Costituente (1947).

«Più passa il tempo e più la sua grandezza si impone, mentre più torbido si rivela l’intreccio di brigatismo e camaleontico golpismo che, probabilmente, ne decretò la fine. La loggia massonica P2 imperava, anche in cruciali istituzioni della Repubblica.»

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Peppino Impastato, il ragazzo che si ribellò alla mafia (dal libro “Tracce nella nebbia”)

Peppino Impastato (1948-1978)

«Peppino si schiera contro quel mondo che zittisce e uccide. Fonda il giornalino “L’idea socialista” e aderisce al Psiup, nuovo partito della sinistra.

Si impegna nelle lotte sociali, con gli edili, i contadini, contro la terza pista dell’aeroporto e il malaffare che su questo si concentra (l’aeroporto di Palermo è nel Comune di Cinisi).»

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Giovanni Bianconi, “Terrorismo italiano”: sintesi magistrale di un tragico capitolo della nostra storia

350 morti e più di 1000 feriti: è il bilancio delle vittime del terrorismo italiano. Rosso e nero.

Giovanni Bianconi, cronista e studioso di terrorismo, ne racconta in una sintesi magistrale la tragica storia.

Un piccolo e importante libro che si distingue per chiarezza, solidità e obiettività.

Utile a tutti, sia ai giovani che non hanno vissuto quegli anni terribili, determinanti per la storia d’Italia, sia agli adulti che li hanno vissuti ma che cercano ancora di capire come e perché è accaduto tutto questo.

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La premier Meloni in Etiopia. Dimenticata la più sanguinosa guerra contemporanea dopo quella del Congo

Pensiero del giorno

 

SEMPRE PIÙ DIMENTICATE LE 800 MILA  VITTIME DEL TIGRAY

Etiopia, Tigray, sfollati (Ansa)

Il capo del governo italiano è in visita in Etiopia. Restituisce  la visita a Roma del febbraio scorso di Abiy Ahmed, premier etiope. Ma chi ricorda che in Etiopia, anche per gravissime responsabilità di Abiy Ahmed, c’è stata in questi due anni e mezzo, e non è del tutto finita malgrado gli accordi di pace, una spaventosa guerra civile che ha fatto 800 mila morti, in gran parte civili? La più sanguinosa guerra del nostro tempo dopo quella del Congo. Con crimini contro l’umanità denunciati da molte organizzazioni internazionali alle quali il premier etiope ha sempre vietato l’ingresso in Tigray.

Si veda il nostro editoriale su “Vita trentina” del 23 febbraio 2023 “Le vittime dimenticate del Tigray”.

Vittime sempre più dimenticate.

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Lo scandalo del Crocifisso e gli scandali coloniali (di Vincenzo Passerini, editoriale di “Vita trentina”, 6 aprile 2023, sulla “Nota” vaticana che ripudia la “dottrina della scoperta”)

Papa Francesco tra le croci dei bambini morti nelle scuole residenziali canadesi.

«Le chiese saranno anche state piene una volta, quando eravamo in regime di cristianità, quando “tutti” si dicevano cristiani. Ma la cristianità era anche piena di tradimenti del Vangelo. Era in se stessa, diceva il grande filosofo cristiano Kierkegaard, un tradimento: “La cristianità è una congiura contro il cristianesimo del Nuovo Testamento”. Contro lo scandalo del Cristo crocifisso.

Lo scorso anno, a luglio, papa Francesco è stato finalmente in Canada. Finalmente, perché i popoli indigeni e lo stesso governo canadese chiedevano da tempo al pontefice una visita riparatrice. Per i crimini compiuti, con la diretta partecipazione della Chiesa, contro i nativi canadesi…

Ma le popolazioni indigene chiesero a papa Francesco altre iniziative, tra cui la  revoca della cosiddetta “dottrina della scoperta”.» (Vincenzo Passerini)

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Oscar Arnulfo Romero: “In nome di Dio, cessate la repressione!” (da “Tracce nella nebbia”)

Il vescovo Oscar Arnulfo Romero (1917-1980) con il suo popolo.

Il 24 marzo 1980 il vescovo di San Salvador, Oscar Arnulfo Romero, che aveva denunciato ripetutamente le repressioni dell’esercito e le ingiustizie sociali, veniva assassinato mentre celebrava la messa. Combatté la buona battaglia accanto al suo popolo, ma isolato dalle gerarchie ecclesiastiche e lasciato solo dal Vaticano. Papa Francesco lo ha proclamato santo. Un testimone indimenticabile. Questo il suo profilo tratto dal libro Tracce nella nebbia.

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“Le vittime dimenticate del Tigray”. La guerra più sanguinosa di questo secolo dopo quella del Congo (editoriale di Vincenzo Passerini su “Vita trentina”, 23 febbraio 2023)

«A un anno dall’inizio della barbara invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, le immani sofferenze subite dalla popolazione non conoscono fine. La pace sembra ancora lontana. In Etiopia, nella regione del Tigray (o Tigrè), la pace, per quanto fragile, è stata raggiunta nel novembre scorso dopo due anni di guerra. La guerra più sanguinosa di questo secolo dopo quella del Congo che papa Francesco ha denunciato con veementi parole nel suo recente viaggio nel martoriato paese. Le vittime nel Tigray sarebbero addirittura 800 mila, la maggior parte civili, secondo stime delle Nazioni Unite.» (Vincenzo Passerini)

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Le stragi delle foibe e l’esodo degli italiani di Istria e Dalmazia: nel Giorno del Ricordo il forte discorso del presidente Mattarella

“Vessazioni e violenze dure, ostinate, che conobbero eccidi e stragi e, successivamente, l’epurazione attraverso l’esodo di massa. Un carico di sofferenza, di dolore e di sangue, per molti anni rimosso dalla memoria collettiva e, in certi casi, persino negato. Come se le brutali vicende che interessarono il confine orientale italiano e le popolazioni che vi risiedevano da secoli rappresentassero un’appendice minore e trascurabile degli eventi della fosca epoca dei totalitarismi o addirittura non fossero parte della nostra storia.” (Sergio Mattarella, 10 febbraio 2023)

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