Archivio della parola chiave: Armi

Morire per la libertà

Ucraina, criminali bombardamenti delle abitazioni civili da parte dell’esercito russo.

«Questa non è la guerra della Russia alla Nato, ma la guerra che l’esercito russo invasore fa al popolo ucraino sovrano a casa propria. Una feroce guerra alle sue donne, ai suoi bambini, ai suoi vecchi, ai suoi malati, ai suoi disabili, ai suoi giovani, ai suoi uomini. È la distruzione di vite, sogni, speranze, normalità quotidiana per lo schifoso disegno imperiale di un prepotente.»

«Noi italiani non sappiamo cos’è la Resistenza di un popolo in difesa della propria libertà. Ci siamo consegnati al dittatore interno, Mussolini, cedendogli facilmente pezzo dopo pezzo la nostra libertà. Per vent’anni. Una minoranza resistette e fu spazzata via, uccisa, imprigionata, esiliata. Gli italiani resi schiavi applaudirono l’invasione dell’Etiopia. Fu il momento più alto del consenso di Mussolini. Perché meravigliarci del consenso di Putin? Le invasioni esaltano lorgoglio miserabile dei popoli

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L’Italia ha triplicato l’export di armi (2016)

Questo articolo è stato pubblicato quando Renzi era al potere, cinque anni fa. Adesso, dopo il suo viaggio in Arabia Saudita in visita al principe accusato di omicidio, tanti giornali e politici, tranne i pochi che queste cose le scrissero e dissero già allora, scoprono le armi vendute, si scandalizzano, la magistratura indaga… Ma quando Renzi comandava dove erano?

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Yemen: le macerie, la scuola che resiste e le nostre armi

Un’aula tra le macerie. Una scuola che resiste. Simbolo incredibile di tutte le scuole che resistono. In guerra e in pace, nonostante le bombe o nonostante il Covid 19. Sotto l’imperversare della malaria o del colera, in mezzo alla miseria più nera o l’oppressione più dura, in una zona terremotata  del Centro Italia o in

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Gli affari con Libia ed Egitto

Giulio Regeni

I crimini umanitari, come i naufragi dei migranti e il loro respingimento nelle mani insanguinate dei libici, o come nel caso del giovane Regeni, ucciso il 26 gennaio 2016 per mano degli  egiziani, sono l’altra faccia degli affari.

Egitto e Libia, nonostante i crimini, continuano ad essere nostri privilegiati partner economici.

Per le armi, il petrolio, il gas e tante altre merci.

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La tragedia dei profughi sul confine greco-turco

Gli elicotteri italiani in uso all’esercito turco del “cattivo” Erdogan sono macchine micidiali. Un’arma insostituibile per il secondo esercito della Nato (29 Paesi). Sono gli Agusta A 129 Mangusta, prodotti in Italia o costruiti in Turchia su licenza della Leonardo italiana, la nostra azienda di Stato. Florida azienda. Le “prodezze” dell’elicottero contro i curdi sono state filmate dai turchi nel febbraio di due anni fa.

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L’Italia ha triplicato l’export di armi

Nel pieno della tragedia umanitaria dei profughi, causata soprattutto dalle guerre e dal terrorismo, alimentati da un traffico di armi senza sosta, e poi dalle estreme povertà di vaste aree dell’Africa e dell’Asia, la notizia che l’Italia ha triplicato nel 2015 l’export di armi, arrivato a 8,2 miliardi di euro rispetto ai 2,9 del 2014, è di quelle che suscitano stupore e indignazione.

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Judit, Reginette e le altre sorelle

Le 4 suore uccise (Foto di “Avvenire”)

Avevano nomi leggeri, come di danzatrici: Judit, Reginette, Anselm, Marguerite.

Erano suore di Madre Teresa di Calcutta e assistevano disabili e anziani in una casa di cura ad Aden, in Yemen, il Paese più povero del Vicino Oriente.

Il 4 marzo scorso un gruppo terroristico, probabilmente jihadista, irrompe nella casa di cura e le massacra, insieme ad altre dodici persone, dipendenti e collaboratori.

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Le nostre responabilità

I profughi nel mondo sono aumentati in questi anni insieme all’aumento della produzione e del commercio delle armi.

I profughi sono aumentati insieme all’aumento delle disuguaglianze economiche tra popoli ricchi e popoli poveri.

I profughi sono aumentati insieme all’aumento dei disastri ambientali causati dal surriscaldamento del clima e dall’uso dissennato del territorio e delle sue risorse.

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