Archivio dell'area tematica: Povertà e disuguaglianze

“Meglio affogare nell’oceano che essere strangolati dalla miseria”. Ricordiamo il Canto degli emigranti italiani mentre il governo italiano prepara disumane regole per punire chi salva i naufraghi

Pensiero del giorno

Vestiti di stracci, in grandi greggi,

noi, carichi di un incredibile dolore,

ci recammo nella terra grande e lontana.

Alcuni di noi affogarono davvero.

 Alcuni di noi morirono davvero di stenti.

Ma per ogni dieci che morirono, un migliaio sopravvisse e tenne duro.

Meglio affogare nell’oceano che essere

 strangolati dalla miseria.

Meglio ingannarsi da sé che essere

ingannati dai lupi.

Meglio morire a modo nostro che essere

peggio delle bestie.

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“Quei nove bambini morti in mare” (di Riccardo Bruno).

Volti di vittime della strage quotidiana nel Mediterraneo.

«Il medico che ha fatto la prima ispezione sul cadavere, ha stabilito che il piccolo è deceduto per ipotermia, per il troppo freddo. Un altro minore che non ce l’ha fatta, un altro migrante bambino o addirittura appena nato che non raggiungerà mai la salvezza. Solo nelle ultime settimane le cronache hanno raccontato almeno 9 storie, solo un tassello di una strage quotidiana.» (Riccardo Bruno, “Corriere della sera”, 11 nov. 2022)

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L’immigrazione in Italia è sempre più climatica: ingiustizia climatica e ingiustizia sociale si saldano (dal Dossier statistico immigrazione 2022 di IDOS)

Il Dossier statistico immigrazione di Idos è stato presentato il 27 ottobre 2022 a Roma e in tutte le Regioni.

«Viviamo su un pianeta in grande sofferenza, dove 1 persona su 78 è costretta a lasciare la propria abitazione. Alla fine del 2021, il mondo contava 89,3 milioni di migranti forzati, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente, arrivati a superare la soglia dei 100 milioni dopo l’invasione russa dell’Ucraina dello scorso 24 febbraio.

A questi si aggiungono i migranti forzati per cause climatiche, il cui numero resta per lo più non dichiarato, visto che in Italia e in Europa ai migranti climatici in quanto tali non viene riconosciuto lo status di rifugiato(Centro studi e ricerche Idos)

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Immigrati in Italia: produttori di ricchezza, eppure sempre più poveri (Dal Dossier statistico immigrazione 2022 di Idos)

«Lavorano in condizioni peggiori, sono più sovraistruiti e sottoccupati, ma contribuiscono in misura rilevante all’economia del Paese, con un saldo positivo di 1,3 miliardi di euro per le casse dello Stato. E restano largamente esclusi da molte prestazioni sociali, pur avendo un tasso di povertà 4 volte superiore a quello degli italiani. Se venissero impiegati meglio assicurerebbero vantaggi ancora più alti all’economia nazionale (…)

Sono il 15,3% degli occupati nel settore degli alberghi/ristoranti, il 15,5% nelle costruzioni, il 18,0% in agricoltura e ben il 64,2% nei servizi alle famiglie, dove quasi i due terzi degli addetti sono stranieri.

Tutti settori che, in assenza di manodopera straniera, entrerebbero in profonda crisi. Nel caso dell’assistenza alle persone, la gran parte delle famiglie italiane con anziani, minori o disabili sarebbero più sole e prive di aiuto.» (Centro studi e ricerche Idos)

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“Costruire il futuro con i migranti”. Dati e analisi sull’immigrazione in Italia nel Rapporto 2022 di Caritas e Fondazione Migrantes (sintesi)

Ogni anno la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes (organismo della Cei, la Conferenza episcopale italiana) presentano un documentato rapporto sull’immigrazione in Italia (e poi anche un Rapporto sull’emigrazione degli italiani). Il Rapporto 2022 è stato presentato il 7 ottobre scorso. Questa la sintesi, pubblicata sul sito della Fondazione Migrantes, articolata su alcuni grandi temi: mobilità internazionale, situazione italiana, lavoro, povertà, istruzione, giustizia, appartenenza religiosa.

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Da un’economia che uccide a un’economia della vita. Il testo del “Patto di Assisi 2022” firmato dal Papa e dai giovani di “The Economy of Francesco” e il discorso del Papa (24 settembre 2022)

Francesco e i giovani: patto per una nuova economia (foto agensir.it)

«Noi, giovani economisti, imprenditori, changemakers,
chiamati qui ad Assisi da ogni parte del mondo,
consapevoli della responsabilità che grava sulla nostra generazione,
ci impegniamo ora, singolarmente e tutti insieme,
a spendere la nostra vita affinché l’economia di oggi e di domani diventi una Economia del Vangelo… »

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Fughe disperate dal Libano, 80 migranti morti in mare (di Pasquale Porciello, “Il Manifesto”, 24 settembre 2022)

Nell’immagine ANSA d’archivio uno degli innumerevoli, tragici naufragi di migranti nel Mediterraneo.

Mediterraneo: si capovolge un barcone carico di profughi in fuga dal Libano alla fame e diretti in Italia. Almeno 80 morti. Decine i dispersi. Venti i sopravvissuti. Tra le vittime siriani, libanesi e palestinesi. Le partenze si moltiplicano insieme alla crisi economica: ottenere un visto è sempre più difficile, si scappa in barca verso l’Europa. In Libano 2 milioni di profughi e una popolazione di 4 milioni di abitanti (da “Il Manifesto”)

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Alberto Cairo, grande testimone di solidarietà, in Afghanistan dal 1989, racconta la situazione nel martoriato Paese a un anno dal ritorno dei Talebani al potere

Alberto Cairo

Alberto Cairo, fisioterapista, uno dei grandi testimoni di solidarietà con le vittime delle guerre, dal 1989 in Afghanistan, dove, con la Croce Rossa, cura feriti e disabili, ha raccontato su “la Repubblica” del  15 agosto 2022 qual è la situazione nel martoriato Paese a un anno dal ritorno al potere dei Talebani.

Ma a che servirebbe la sua testimonianza se poi chiudessimo gli occhi davanti agli afghani che fuggono e bussano alle nostre porte?

La destra italiana torna a fare campagna elettorale contro i profughi per guadagnare voti sulla paura dello straniero, sbandierando vergognosamente anche sedicenti valori cristiani.

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Mediterraneo di sangue: barcone di migranti diretto in Italia affonda nell’Egeo, 29 i salvati, decine (forse 50) i dispersi (da www.avvenire.it)

Barcone di migranti (Ansa)

Nuova tragedia nel Mediterraneo, decine di dispersi. Il barcone era partito dalla Turchia per l’Italia. I 29 migranti salvati provengono da Afghanistan, Iraq e Iran. La ricerca di un futuro migliore continua a spingere tante persone ad affrontare il rischio del mare, su barconi pericolanti, in assenza di vie normali di accesso all’Europa.

Ma la destra politica italiana fa del terrorismo sui disperati. Noi invece dobbiamo continuare a ricordare queste tragedie, i nostri irrinunciabili doveri di accoglienza, la necessità di politiche italiane ed europee che aprano canali normali di ingresso per chi cerca un futuro migliore.

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Valerio Onida si batté per i diritti dei migranti. A Trento partecipò alla “Settimana dell’accoglienza” e difese una rifugiata ucraina e il figlio discriminati dal decreto Salvini

Valerio Onida a Trento il 5 ottobre 2018 (foto giornale “Trentino”).

«Le costituzioni nascono per arginare il potere della maggioranza, affinché i deboli non siano discriminati» (Valerio Onida, Trento, 5 ottobre 2018)

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Rutilio, Romero, Focherini: la verità delle vittime e l’anticomunismo

Padre Rutilio Grande

Oscar Arnulfo Romero

Odoardo Focherini

 

 

 

 

 

 

 

 

«Storie di martiri, storie di conversione, di cambiamenti profondi davanti alle vittime del potere. La vita non è la recita di una parte. La fedeltà al Vangelo può sconvolgerla. Anche se si è adulti. Anche se si è vecchi. Basta non stancarsi mai di stare in ascolto della Parola.»

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I cimiteri di Zarzis, tombe senza nome

Chamseddine Marzoug nel “Cimitero degli sconosciuti” da lui creato e curato (foto kapitalis.com).

Vive nella città di Zarzis, sulla costa tunisina nei pressi del confine libico, un uomo, Chamseddine Marzoug, che da dieci anni seppellisce i migranti morti nei naufragi e restituiti dal mare alla terra.

Prima che la pietà lo vincesse, i corpi finivano in fosse comuni.

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Le nostre vite hanno importanza! Malaria, cosa vuol dire avere un vaccino: un svolta storica

Foto nigrizia.it

Il vaccino è come la libertà: bisogna non averlo per apprezzarlo. Bisogna vivere nell’Africa subsahariana per sapere cosa vuol dire non avere un vaccino contro la malaria. E vedere migliaia e migliaia di bambini morire ogni anno di questa malattia.

Ecco perché l’annuncio, fatto il 6 ottobre scorso, da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che è stato approvato il primo vaccino contro la malaria è di portata storica.

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Bruno Masé, la compassione che diventa azione

Bruno Masé (foto tratta da ladige.it)

Di Bruno Masé, che ci ha lasciato dopo una vita dedicata agli altri, si può dire che Dio solo sa, nel vero senso della parola, quante persone nelle situazioni più difficili ha aiutato.

Senza stancarsi, senza fermarsi di fronte a nessun ostacolo. Quegli ostacoli che spesso sbarrano la strada alle migliori generosità.

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Aveva mai ascoltato le loro storie?

Foto di Oleh Rud – Tratta da “Trento. Voci e luoghi di chi non ha casa”.

Aveva mai parlato con  loro l’assessore leghista di Voghera, Massimo Andreaci, che dopo un alterco e un pugno ha sparato e ucciso una persona senza dimora e malata, Youns El Boussettaoui, sposato e padre di due bambini? Ha mai ascoltato le loro storie?

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Nell’anno della pandemia, 82,4 milioni di sfollati e profughi

“Nonostante la pandemia, nel 2020 il numero di persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni dei diritti umani è salito a quasi 82,4 milioni, secondo l’ultimo rapporto annuale Global Trends dell’Unhcr pubblicato oggi a Ginevra. Si tratta di un aumento del quattro per cento rispetto alla cifra record di 79,5 milioni di persone in fuga toccata alla fine del 2019.” (20 giugno 2021, Comunicato stampa dell’Unhcr)

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Così si lavora nei campi di Gioia Tauro

redattore sociale.it

«Mi chiamo Mohamed, sono nato in Senegal e non vedo mia moglie da 7 anni. Ho un contratto di lavoro per 2 mesi all’anno, il resto dei mesi lavoro in nero e non posso farci nulla. Ho chiesto insistentemente ai miei datori di lavoro di farmi un regolare contratto per permettermi di dimostrare che posso convertire il mio documento di soggiorno. Ma continuano a dire che, anche se lavoro bene, fare un contratto gli costa troppo. Non posso tornare in Africa, non posso far venire mia moglie in Italia.» (da “Avvenire”, 17 giugno 2021)

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Un piatto di sardine

Padre Paolo Angheben (1946-2021)

È tempo di svegliarvi dal sonno (Romani 13,11) è il grido che all’inizio dell’avvento la Scrittura fa risuonare per tutti noi. Più ci penso vedo quanto sia urgente. Dormiamo beatamente ammaliati dai tanti saltimbanchi, che vomitano insulti e volgarità, menzogne e irrisioni, che invocano carri armati e ruspe per impaurire, dominare e sfruttare.” (Padre Paolo Angheben)

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La solidarietà è marchiata a fuoco nella Costituzione (Primo editoriale sul settimanale diocesano “Vita Trentina”, giovedì 4 febbraio 2021)

L’ex macello di Mori Stazione, vicino a Rovereto, dove è morto Maati. (Foto di Gianni Zotta per “Vita Trentina”)

“Non può passare lo schema per cui le istituzioni pubbliche buttano in strada le persone, o ve le lasciano, e che ci pensino la Chiesa o i volontari e le loro associazioni, che per fortuna ci sono e si danno seriamente da fare.

La solidarietà è un dovere vincolante per le istituzioni, non un optional. E solidarietà verso tutti gli esseri umani, senza distinzione.”

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“La morte di Maati, una tragedia annunciata”. Pubblica denuncia e appello alle istituzioni di un gruppo di persone

Dal giornale “l’Adige”: un angolo dell’ex macello di Mori Stazione (Trento).

“La tragedia era annunciata, si sapeva che i posti letto per le persone indigenti in Trentino sono inadeguati per chi ha necessità di sostare d’inverno al caldo durante le ore diurne o dove stare per dormire.”

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Dorothy Stang, intrepida sorella d’Amazzonia

Dorothy Stang

La voce del capo indigeno Raoni Metuktire e del grande fotografo Sebastiäo Salgado si è alzata in questi giorni in difesa dei popoli amazzonici a rischio di sterminio per il coronavirus.

Dell’Amazzonia, Dorothy Stang fu l’intrepida “sorella”.

Quando il 10 dicembre 2004 gli avvocati brasiliani per i diritti umani la premiano con la medaglia Chico Mendes,

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“Restiamo umani” disse Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni aveva 11 anni quando scrisse in un tema scolastico: “Noi dobbiamo seguire la via dell’amore, la via più giusta che ci spinge a morire per la salvezza degli altri”.

Non si possono scrivere le parole di questo ragazzino senza un nodo alla gola in queste ore in cui le persone rischiano la vita e muoiono nelle nostre città e nei nostri paesi per salvare la vita degli altri.

 

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