Archivio della parola chiave: Crimini di guerra

Il premio Nobel per la pace assegnato ad attivisti democratici ucraini, bielorussi e russi

L’attivista bielorusso per i diritti umani Ales Bialiatski, attualmente in carcere.

«Il Nobel per la Pace è stato assegnato all’attivista bielorusso Ales Bialiatski e a due organizzazioni che si battono per i diritti umani: l’organizzazione per i diritti umani russa Memorial e l’associazione per i diritti umani ucraina Center for Civil Liberties.

In onore dell'”impegno in difesa dei diritti umani e del diritto di criticare il potere, di difesa dei diritti dei cittadini e contro gli abusi di potere, per aver documentato crimini di guerra“, è stato annunciato dal Comitato per il Nobel a Oslo.» (7 ottobre 2022, dal sito online di “Avvenire”)

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“Sono nemica di un esercito immorale e depravato.” Mentre la repressione di Putin si abbatte su oppositori e pacifisti, e il suo esercito continua a compiere crimini in Ucraina come ieri in Cecenia, ricordiamo Anna Politkovskaja nell’anniversario dell’assassinio (7 ottobre 2006)

Anna Politkovskaja (1958 – 2006)

“Sono nemica di un esercito immorale e depravato. Sono nemica delle menzogne in Cecenia, nemica dei miti e delle leggende fabbricate dai propagandisti dell’esercito, nemica dei vigliacchi che osano portare le spalline.” (Anna Politkovskaja, dal libro “Cecenia, il disonore russo”)

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Ucraina: “I corpi torturati, sepolti nel fango: dentro l’abisso del bosco d’Izyum” (di Francesco Battistini, “Corriere della sera”, 17 settembre 2022)

Il giornalista Francesco Battistini e le fossi comuni di Izyum, Ucraina, scoperte dopo la ritirata dell’esercito russo.

Sono le più grandi fosse comuni scoperte in Europa dai tempi di Srebrenica: tra i 445 cadaveri anche dei bambini:

“A Bucha s’era finto che fosse tutto un falso, a Irpin e a Mariupol s’era negato anche il vero, ma a Izyum viene allestito un horror show che t’investe appena t’addentri nella foresta, un’evidenza che non richiede video o foto satellitari da setacciare: nel silenzio della pineta, c’è solo il tanfo dolciastro di 445 corpi già trovati, e d’altri chissà dove.” (Francesco Battistini)

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“La guerra degli innocenti”. Secondo l’Unicef, sono almeno 400 i bambini uccisi in Ucraina dalla criminale invasione russa

Nella foto di Rick Mave un bambino gioca a Bucha, luogo di crimini russi. Sull’edificio la scritta “Bambini” per dissuadere l’esercito di Mosca dal bombardarlo (da “La Stampa”, 29 agosto 2022).

«Sono almeno 379 i minori uccisi in Ucraina per lo più a causa degli attacchi delle forze russe… I sei mesi di conflitto, inoltre, hanno costretto 3,1 milioni di bambini a rifugiarsi nei Paesi vicini, mentre altri 3 milioni sono sfollati entro i confini nazionali… L’uso di bombe, missili ed esplosivi ha causato la maggior parte delle vittime, si tratta di armi che non discriminano tra civili e combattenti, specialmente quando usate in aree densamente popolate come è avvenuto a Mariupol, Luhansk, Kremenchuk e Vinnytsia.»

Toby Fricker, che lavora con l’Unicef in Ucraina, racconta a “La Stampa” (29 agosto 2022) la tragedia dei minori ucraini uccisi, sfollati, profughi: “Non una singola vita è stata risparmiata”.

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Nessuna equidistanza tra vittime e carnefici

Pensiero del giorno

Come ieri con i terroristi, così oggi con l’aggressione russa all’Ucraina che continua a seminare distruzioni e morte: nessuna equidistanza tra vittime e carnefici è ammissible, nessun orrore può essere dimenticato in nome di una ipocrita “complessità”. Nessun silenzio può essere giustificabile.

C’è che aggredisce e chi è aggredito, chi bombarda e chi è bombardato, chi invade e chi è costretto a lasciare la sua casa, i suoi affetti, le sue cose, il suo Paese e cercare altrove, privato di tutto, un rifugio.

Chi ama la pace può essere credibile solo se parte da una condanna esplicita, incessante, implacabile dei crimini e delle violazioni del diritto internazionale che la Russia continua a compiere contro l’Ucraina e il suo popolo.

Vincenzo Passerini

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Povera Ucraina. Mentre entriamo nel quarto mese di guerra si manifesta in tutta la sua devastazione la strategia russa di aggressione (di Paolo Bergamaschi)

Ucraina, distruzioni del’esercito russo a Mariupol. (Ansa)

«D’altronde anche in Italia c’è una parte dell’opinione pubblica che insiste nel considerare Kiev corresponsabile del conflitto convalidando, quindi, le tesi di Vladimir Putin. Un po’ come nei casi di violenza sulle donne quando, purtroppo, ci sono sempre quelli che, affetti da una primitiva e avvilente cultura machista che incancrenisce la società italiana, sono pronti a criticare il comportamento “spregiudicato” delle vittime che avrebbe provocato il violentatore.» (Paolo Bergamaschi)

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Monsignor Gallagher: a Bucha è accaduta una delle cose più terribili in Europa e purtroppo entrerà nella storia del XXI secolo

Monsignor Paul Richard Gallagher a Bucha (foto da vaticannews)

«A Bucha – ha detto – “è accaduta una delle cose più terribili” in Europa e purtroppo “entrerà nella storia del XXI secolo. È un vero e proprio campanello d’allarme per tutti noi per dire: ‘Non date la pace per scontata’. La pace è un dono di Dio, ma è anche qualcosa per cui gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dalla religione o dall’appartenenza politica, devono lavorare costantemente. E se non lo facciamo, lo facciamo a nostro rischio e pericolo, come dimostra eloquentemente Bucha. » (da vaticannews)

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Amnesty International: “Le forze russe rispondano alla giustizia per i crimini di guerra commessi nell’Oblast di Kiev”

Ucraina, Bucha: corpi di civili assassinati, abbandonati in strada e ricomposti dopo il ritiro dell’esercito russo.

«Le forze russe dovranno rispondere alla giustizia per una serie di crimini di guerra commessi nella regione a nord-ovest della capitale Kiev. È quanto ha dichiarato oggi Amnesty International, diffondendo le conclusioni di un’ampia ricerca condotta sul terreno in Ucraina.

Attraverso decine di interviste e l’analisi di prove indiziarie, l’organizzazione per i diritti umani ha documentato attacchi aerei illegali su Borodyanka ed esecuzioni extragiudiziali in ulteriori città e villaggi tra cui Bucha, Andriivka, Zdvyzhivka e Vorzel.» (dal sito di Amnesty International, www.amnesty.it, 6 maggio 2022)

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