Archivio dell'area tematica: Diritti umani

Come si vive nel centro per i migranti a Lampedusa? La relazione degli esperti dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (ASGI)

L’hotspot per i migranti di Lampedusa in una immagine di fine luglio 2022 (foto ASGI)

«A partire dalla visita effettuata da una delegazione di ASGI il 15 marzo 2022, dall’attività di monitoraggio e dai dati raccolti attraverso gli accessi civici svolti dall’associazione nell’ambito del progetto InLimine, questo report intende restituire una testimonianza di cosa sia il centro hotspot di Lampedusa e di come esso operi e abbia operato nel corso del tempo, e quindi di aggiungere un ulteriore tassello ai fini della messa in discussione di tale sistema.» (dall’Introduzione al report)

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Mediterraneo di sangue: barcone di migranti diretto in Italia affonda nell’Egeo, 29 i salvati, decine (forse 50) i dispersi (da www.avvenire.it)

Barcone di migranti (Ansa)

Nuova tragedia nel Mediterraneo, decine di dispersi. Il barcone era partito dalla Turchia per l’Italia. I 29 migranti salvati provengono da Afghanistan, Iraq e Iran. La ricerca di un futuro migliore continua a spingere tante persone ad affrontare il rischio del mare, su barconi pericolanti, in assenza di vie normali di accesso all’Europa.

Ma la destra politica italiana fa del terrorismo sui disperati. Noi invece dobbiamo continuare a ricordare queste tragedie, i nostri irrinunciabili doveri di accoglienza, la necessità di politiche italiane ed europee che aprano canali normali di ingresso per chi cerca un futuro migliore.

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Un importante libro dello storico Andrea Graziosi sulla grande carestia con cui Stalin eliminò 4 milioni di ucraini. Non si può capire la guerra di oggi senza conoscere quello spaventoso crimine

Ucraina, morti per fame nella Grande carestia staliniana (foto tratta da “Gariwo. La foresta dei Giusti”).

Andrea Graziosi è il maggior storico italiano, e tra i maggiori al mondo, dell’Unione Sovietica. I suoi studi sulle terrificanti carestie del 1932-1933, provocate dalle decisioni di Stalin, sono stati pubblicati anche in Russia e negli Stati Uniti e sono un riferimento per tutti gli storici. Da poco è uscito il suo libro La grande guerra contadina in Urss. Bolscevichi e contadini 1918-1933 . Stalin eliminò per fame almeno 4 milioni di ucraini e 1 milione di kazaki.

L’aggressione armata all’Ucraina da parte della Russia di Putin, riabilitatore di Stalin, è un nuovo aberrante capitolo della storia di non riconoscimento della dignità e indipendenza del popolo ucraino da parte dello zar o despota russo di turno.

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“Quei conti mai fatti di Meloni con il fascismo” (un’altra puntata dell’inchiesta di Paolo Berizzi per “la Repubblica”)

La rivista fascista “La difesa della razza”, fondata da Teresio Interlandi nel 1938 per sostenere le imminenti e famigerate leggi razziali antiebraiche di Mussolini.

Giorgio Almirante? Uno degli uomini più straordinari che abbiano solcato la storia dell’Italia repubblicana”, dice Giorgia Meloni che si candida a presiedere il prossimo governo.

Diceva di sé Almirante, fondatore del Msi, partito erede del fascismo: «Sono stato, nel ’38, uno dei pochi giornalisti italiani che abbiano aderito alle tesi razziste enunziate dal regime… In qualità di segretario di redazione della rivista La Difesa della Razza ho scritto articoli intonati alla rivista».

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La drammatica crescita dei profughi (sfollati e rifugiati) nel mondo: 100 milioni! Da dove fuggono, chi li accoglie

“Ogni anno, nell’ultimo decennio, i numeri sono aumentati”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “Se la comunità internazionale non unirà le forze per far fronte a questa tragedia umana, risolvendo i conflitti in corso e individuando soluzioni durature, questa terribile tendenza continuerà.”

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Povera Ucraina. Mentre entriamo nel quarto mese di guerra si manifesta in tutta la sua devastazione la strategia russa di aggressione (di Paolo Bergamaschi)

Ucraina, distruzioni del’esercito russo a Mariupol. (Ansa)

«D’altronde anche in Italia c’è una parte dell’opinione pubblica che insiste nel considerare Kiev corresponsabile del conflitto convalidando, quindi, le tesi di Vladimir Putin. Un po’ come nei casi di violenza sulle donne quando, purtroppo, ci sono sempre quelli che, affetti da una primitiva e avvilente cultura machista che incancrenisce la società italiana, sono pronti a criticare il comportamento “spregiudicato” delle vittime che avrebbe provocato il violentatore.» (Paolo Bergamaschi)

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Storia (grande) di don Mussie Zerai, simbolo dei “samaritani” del Mediterraneo, scagionato dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Don Mussie Zerai, eirtreo, in prima fila nel salvare i migranti naufraghi, prigionieri, abbandonati.

“La storia di quel salvataggio passò di bocca in bocca. Da un migrante all’altro. Così come il mio numero di telefono. Ce l’avevano tutti. Eritrei, etiopi, somali, sudanesi… Scritto su un pezzo di carta, su un vestito, tatuato sulla pelle o scarabocchiato sul palmo della mano. Impresso nella memoria. Da quel giorno, se si trovavano in pericolo su un barcone, in mare aperto, alla deriva, mi chiamavano per chiedere soccorso. Io comunicavo subito la loro posizione alla Marina militare e alla Guardia costiera, che inviavano le loro motovedette. In questo modo si salvavano vite umane e si evitavano stragi e tragedie dolorose.” (Mussie Zerai)

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Monsignor Gallagher: a Bucha è accaduta una delle cose più terribili in Europa e purtroppo entrerà nella storia del XXI secolo

Monsignor Paul Richard Gallagher a Bucha (foto da vaticannews)

«A Bucha – ha detto – “è accaduta una delle cose più terribili” in Europa e purtroppo “entrerà nella storia del XXI secolo. È un vero e proprio campanello d’allarme per tutti noi per dire: ‘Non date la pace per scontata’. La pace è un dono di Dio, ma è anche qualcosa per cui gli uomini e le donne di buona volontà, indipendentemente dalla religione o dall’appartenenza politica, devono lavorare costantemente. E se non lo facciamo, lo facciamo a nostro rischio e pericolo, come dimostra eloquentemente Bucha. » (da vaticannews)

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Valerio Onida si batté per i diritti dei migranti. A Trento partecipò alla “Settimana dell’accoglienza” e difese una rifugiata ucraina e il figlio discriminati dal decreto Salvini

Valerio Onida a Trento il 5 ottobre 2018 (foto giornale “Trentino”).

«Le costituzioni nascono per arginare il potere della maggioranza, affinché i deboli non siano discriminati» (Valerio Onida, Trento, 5 ottobre 2018)

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Carnefici e vittime

Ucraina, famiglia sterminata.

Pensiero del giorno

Mettere sullo stesso piano aggressori e aggrediti, carnefici e vittime è uccidere le vittime una seconda volta. In Ucraina e ovunque.

Tacere sui crimini, minimizzarli, coprirli di dubbi è mettersi al servizio della propaganda dei carnefici. Sempre e dappertutto la stessa ripugnante fabbrica di menzogne.

Chiedere una riconciliazione senza verità e giustizia è farsi complici della menzogna e dell’ingiustizia.

(VP)

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Amnesty International: “Le forze russe rispondano alla giustizia per i crimini di guerra commessi nell’Oblast di Kiev”

Ucraina, Bucha: corpi di civili assassinati, abbandonati in strada e ricomposti dopo il ritiro dell’esercito russo.

«Le forze russe dovranno rispondere alla giustizia per una serie di crimini di guerra commessi nella regione a nord-ovest della capitale Kiev. È quanto ha dichiarato oggi Amnesty International, diffondendo le conclusioni di un’ampia ricerca condotta sul terreno in Ucraina.

Attraverso decine di interviste e l’analisi di prove indiziarie, l’organizzazione per i diritti umani ha documentato attacchi aerei illegali su Borodyanka ed esecuzioni extragiudiziali in ulteriori città e villaggi tra cui Bucha, Andriivka, Zdvyzhivka e Vorzel.» (dal sito di Amnesty International, www.amnesty.it, 6 maggio 2022)

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Ludmila e gli oppositori russi alla guerra di Putin

Ludmila Nikolaevna Vasilyeva, sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado, viene arrestata mentre protesta contro la guerra di Putin all’Ucraina.

Che coraggio questi oppositori russi alla feroce guerra all’Ucraina. Denunciano l’aggressione, non sono equidistanti, chiamano le cose con il loro nome, inorridiscono per i crimini del loro esercito, attaccano Putin. Finiscono in carcere. Il simbolo è lei, l’ottantenne Ludmila Nikolaevna Vasilyeva, sopravvissuta al lunghissimo e atroce assedio nazista di Leningrado (San Pietroburgo).

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Mattarella al Consiglio d’Europa: “Con l’atroce invasione dell’Ucraina, la Russia si è collocata fuori dalle regole”

Gli orrori dell’atroce invasione dell’Ucraina: il massacro di Kramatorsk, con almeno 50 morti, tra cuii 10 bambini.

 

«Di fronte a un’Europa sconvolta dalla guerra nessun equivoco, nessuna incertezza è possibile. La Federazione Russa, con l’atroce invasione dell’Ucraina, ha scelto di collocarsi fuori dalle regole a cui aveva liberamente aderito, contribuendo ad applicarle (…)

La responsabilità della inevitabile sanzione adottata ricade interamente sul Governo della Federazione Russa. Desidero aggiungere: non sul popolo russo, la cui cultura fa parte del patrimonio europeo e che si cerca colpevolmente di tenere all’oscuro di quanto realmente avviene in Ucraina. Non si può arretrare dalla trincea della difesa dei diritti umani e dei popoli. (…)

Quanto la guerra ha la pretesa di essere lampo – e non le riesce – tanto la pace è frutto del paziente e inarrestabile fluire dello spirito e della pratica di collaborazione tra i popoli, della capacità di passare dallo scontro e dalla corsa agli armamenti, al dialogo, al controllo e alla riduzione bilanciata delle armi di aggressione

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Il nostro 25 aprile con la Resistenza del popolo ucraino

Il nostro 25 aprile sarà quest’anno con la Resistenza ucraina, insieme a Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita, insieme a Albertina Soliani, cattolico-democratica e vicepresidente dell’Anpi, e contro l’aggressore Putin, capo del neofascismo mondiale, e i suoi massacri di innocenti in Ucraina, e contro il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e le sue vergognose posizioni filo Putin. Ma anche contro i tanti Ponzio Pilato equidistanti e a quei pacifisti che tradiscono il diritto dei popoli alla libertà e alla resistenza di fronte all’aggressore. Come diceva Gandhi, che sapeva cosa voleva dire sentirsi responsabili del proprio popolo e non solo dei propri principi:

 

«Ho ripetuto infinite volte che chi non sappia proteggere se stesso o i propri vicini e cari o il loro onore affrontando in modo non-violento la morte, può e dovrebbe farlo affrontando con violenza l’oppressore.

Chi non sappia fare né una cosa né l’altra è un peso. Non è degno di essere il capo di una famiglia. Dovrebbe o nascondersi o accontentarsi di vivere in perpetua impotenza, pronto a strisciare come un verme agli ordini di un prepotente.»

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“La grande carestia. La guerra di Stalin all’Ucraina”, il libro di Anne Applebaum sullo sterminio che provocò 5 milioni di morti. Gli studi e le interviste del grande storico Andrea Graziosi sulla carestia e la guerra in corso

La grande carestia degli anni 1931-1933, provocata in alcune zone dell’Unione Sovietica dalle decisioni di Stalin, costò la vita ad almeno 5 milioni di persone, di cui 3,9 milioni ucraine. Viene chiamata in ucraino “Holodomor”, “sterminio per fame”. Rappresenta la pagina più atroce della storia dell’Ucraina e dei suoi rapporti con la Russia. Conoscere questo tragico capitolo di storia aiuta a capire quello che sta succedendo oggi con la violenta aggressione di Putin all’Ucraina e la coraggiosa resistenza di un intero popolo.

Il libro di Anne Applebaum e i fondamentali studi del grande storico italiano Andrea Graziosi (e i suoi video sulla carestia e sulla guerra in corso in Ucraina disponibili in Internet) sono indispensabili.

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Col gas finanziamo le armi di Putin. Altri orrendi crimini del suo esercito

Lo strazio di Tanya Nedashkivs’ka per l’uccisione del marito nella strage di Bucha (Getty e Ap – da “Corriere della sera”, 7 aprile 2022).

 

“Perché sono vissuta per vedere questo?”. Nello straziante lamento di una donna di Bucha, testimone delle atrocità dell’esercito russo che per un mese ha occupato con metodi nazisti il sobborgo di Kiev prima di ritirarsi, c’è la disperazione  di un popolo seviziato e massacrato oltre l’indicibile dagli invasori. Atrocità che sono già viste a Irpin, a Mariupol, nel Sud Est del Paese… È ora di sabotare il gas dei russi. Basta armarlo con i nostri soldi!” (Editoriale di V. Passerini su “Vita trentina”)

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L’orrore di Mariupol: crimini contro l’umanità

A Mariupol crimini come ad Aleppo. “Fanno il deserto e lo chiamano pace” (Tacito). (Immagine tratta da avvenire.it)

«A Mariupol ogni pietà è morta. Cittadini ammazzati volutamente dai cecchini russi, bombardati nei rifugi e negli ospedali, lasciati morire tra le fiamme causate dai bombardamenti, sepolti nelle fosse comuni.» (Vincenzo Passerini, editoriale su “l’Adige”, 30 marzo 2022).

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“La mia Gazeta non tacerà mai” dice Elena Milashina, la giornalista più famosa, e minacciata, della Novaja Gazeta

Elena Milashina (immagine tratta da mediafreedom.in)

«Ho tre grandi progetti in corso che comunque terminerò, non importa se non potrò pubblicarli. Il motivo è semplice: nessuno tranne me lo farà, e i temi della Russia e della sua storia sono importanti. Anche se ora solo una cosa è più importante: in questo momento in Ucraina, per colpa nostra, la gente muore a causa delle nostre armi

«Senza il controllo di Putin sui media, non ci sarebbe mai stata la guerra. E la Russia la guerra la perderà, diventando più piccola, più gentile e meno militarista.»

Elena Milashina

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Da “la Repubblica”: intervista al Nobel per la pace Dmitrij Muratov: “La nostra battaglia di giornalisti russi contro le fake news”

Dmitry Muratov, premio Nobel per la pace 2021, dirige la Novaya Gazeta, il giornale sul quale scriveva Anna Politkovskaja.

«Come possono i giovani rispettare i loro anziani che dicono loro, ripetendo dopo la propaganda, che in Ucraina l’esercito russo sta combattendo i nazisti? I giovani non ci credono, non si sono lasciati manipolare dalla televisione di Stato. Siamo in uno stato di guerra civile generazionale. Quello che è successo significa che la mia generazione non potrà parlare con gli ucraini senza sentirsi in colpa. Senza sentire l’odio da parte loro. Qualcosa può cambiare solo tra i giovani; i ventenni di oggi hanno un’empatia diversa e sono categoricamente contrari alla guerra» (Dmitry Muratov intervistato da Wiktoria Bieliaszyn, “la Repubblica”, 19 marzo 2022)

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Dai crimini di Stalin all’invasione dell’Ucraina, Putin ha “ricostruito” la storia russa. Marcello Flores: “Uso del passato totalmente strumentale” (intervista di Davide Leveghi)

Stalin

Il 28 dicembre 2021, la Corte suprema di Mosca ha dichiarato fuori legge l’organizzazione Memorial, impegnata dalla fine degli ’80 a recuperare la memoria delle vittime dello stalinismo e a difendere i diritti umani (…)

«Putin ha ribadito l’idea che l’Ucraina sia una proprietà russa – continua Flores – per farlo, il presidente russo ha nel tempo utilizzato la storia in maniera totalmente strumentale»

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Maggio 2021: David Sassoli e sette responsabili Ue “indesiderati” nella Russia di Putin. La solidarietà di Mattarella al presidente del Parlamento europeo

David Sassoli e Sergio Mattarella

Mentre Berlusconi, Salvini, Meloni, Grillo osannavano Putin come amico, unto del Signore ed esempio di governo, il compianto presidente dell’europarlamento David Sassoli e 7 alti funzionari venivano inseriti da Putin, il 1° maggio 2021, nella lista nera delle persone indesiderate in Russia.

Era la risposta del despota alle sanzioni varate nel marzo 2021 dall’Unione Europea  contro sei dirigenti russi per il caso dell’oppositore in carcere Alexiei Navalny e per altre gravi violazioni dei diritti umani. Ecco il comunicato Ansa dell’1 maggio 2021.

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Basta finanziare i crimini contro l’umanità! L’accordo con la Libia va radicalmente cambiato

Libia, centro di detenzione governativo per i profughi (foto Medici senza frontiere- da “Avvenire”)

Il 2 febbraio è scaduto l’accordo (tecnicamente “memorandum”) tra Italia e Libia, sottoscritto il 2 febbraio 2017 dal governo di centrosinistra Gentiloni, sotto la regia del ministro Minniti, in base al quale noi finanziamo non solo la famigerata Guardia costiera libica (che abbiamo visto bastonare i profughi e cercare di speronare le loro barche perché affondino), ma finanziamo anche i disumani centri di detenzione per i profughi, meglio definiti lager. Perché lì si tortura, si ricatta , si violenta, si uccide.

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268 campi di concentramento: il genocidio cinese degli uiguri, uno dei peggiori crimini contro l’umanità

Uiguri in un lager (campo di “rieducazione”, per il governo cinese)

Non ci sono solo le violazioni dei diritti umani in Afghanistan da parte dei talebani.

Il genocidio degli uiguri, perpetrato dalla Cina a partire dal 2014 con l’arrivo al potere di Xi Jinping, è un gigantesco crimine contro l’umanità sul quale l’opinione pubblica mondiale è più restia ad emozionarsi e a mobilitarsi.

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“Schiuma della terra” (Hannah Arendt)

Hannah Arendt

“La disgrazia degli individui senza status giuridico non consiste nell’essere privati della vita, della libertà, del perseguimento della felicità, dell’eguaglianza di fronte alla legge e della libertà di opinione (formule intese a risolvere i problemi nell’ambito di determinate comunità), ma nel non appartenere più ad alcuna comunità di sorta…”.

Hannah Arendt

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Il Forum trentino per la pace e i diritti umani compie 30 anni: le iniziative

Nato con la legge provinciale 10 giugno 1991, n.11 “Promozione e diffusione della cultura della pace”, il Forum trentino per la pace e i diritti umani celebra il trentesimo compleanno con la rassegna “Eppure il vento soffia ancora. Trent’anni di impegno per una pace sostenibile”.

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Gli affari con Libia ed Egitto

Giulio Regeni

I crimini umanitari, come i naufragi dei migranti e il loro respingimento nelle mani insanguinate dei libici, o come nel caso del giovane Regeni, ucciso il 26 gennaio 2016 per mano degli  egiziani, sono l’altra faccia degli affari.

Egitto e Libia, nonostante i crimini, continuano ad essere nostri privilegiati partner economici.

Per le armi, il petrolio, il gas e tante altre merci.

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