Archivio dell'area tematica: Diritti umani

Il discorso di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, quando conferì ad Aleksej Navalny il premio Sacharov (testo e video)

(dal sito del Parlamento europeo)

Fu l’ultimo discorso pronunciato da David Sassoli. Era il 15 dicembre 2021. Poi la malattia lo piegò rapidamente e Sassoli morì l’11 gennaio 2022. Navalny era in carcere. Il premio fu consegnato alla figlia Daria. Aleksej Navalny è morto in carcere il 16 febbraio 2024, ucciso dal regime di Putin. Ricordiamo questo grande testimone della libertà con le parole, forti, sincere, appassionate di David Sassoli.

«Il coraggio dimostrato da Aleksej Naval’nyj desta stupore e ammirazione. Lo hanno minacciato, maltrattato, avvelenato, arrestato, incarcerato, ma non sono riusciti a metterlo a tacere. Ha lottato instancabilmente per il popolo russo, in veste di attivista contro la corruzione, candidato politico, blogger e avvocato, per il diritto di far sentire la sua voce, di fare domande e di dissentire. O, in altre parole: per la libertà di pensiero e di espressione, sua e degli altri cittadini russi.» (David Sassoli)

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Lettera 2/ 800 funzionari Ue e Usa pubblicano una lettera contro Israele: «Necessario cessate il fuoco»

Civili palestinesi.

«I nostri governi hanno dato appoggio pubblico, diplomatico e militare a Israele, senza reali condizioni o senza che debba rendere conto di nulla. E di fronte alla catastrofe umanitaria, hanno fallito nel chiedere un cessate il fuoco e la fine del blocco all’ingresso di cibo, acqua e medicine necessari a Gaza», si legge nella lettera, che è stata inviata a diversi media internazionali, tra cui, per l’Italia, il Corriere della sera.» (Viviana Mazza, “Corriere della sera”, 2 febbraio 2024)

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Lettera 1/ Vladimir Kara-Murza: “Alle urne dite no alla guerra. Smascheriamo il male per liberarcene”. La lettera dal carcere del dissidente e pacifista russo pubblicata da “Avvenire”

Vladimir Kara-Murza, condannato dal regime di Putin a 25 anni di carcere per reati di opinione, con la moglie Evgenia. La coppia ha tre figli.

«Molti anni fa ho visitato il Museo del Nazionalsocialismo a Colonia, che si trova in un ex edificio della Gestapo. Hanno un’esposizione ampia e molto forte. Una cosa nella mostra mi ha particolarmente colpito. Si trattava della scheda elettorale di uno dei tanti “plebisciti” degli anni ’30 di fiducia per il Führer, nella quale qualcuno aveva accuratamente messo una crocetta nella colonna “Nein”. L’ho guardata e ho pensato che quest’uomo, ovviamente, non ha fermato i crimini che i dittatori tanto amano commettere per conto di “tutto il popolo”, ma almeno ha detto loro il suo personale e consapevole “no”. E questo è già un gesto civile.» (Vladimir Kara-Murza, Lettera dal carcere)

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Testimoni / Vittorio Arrigoni: “Restiamo umani”

«Visse l’utopia della fraternità come la missione della sua vita. E la volle concretizzare spendendosi totalmente nel volontariato internazionale. Accanto agli oppressi, ai deboli, alle vittime. (…)

È del 2002 il primo viaggio in Palestina, a Gaza, con i movimenti pacifisti che si proponevano di svolgere azione di interposizione nonviolenta tra l’esercito israeliano e i palestinesi. Le sofferenze e l’oppressione subite dal popolo palestinese lo angosciano. Ma critica l’estremismo di Hamas e la corruzione di Al-Fatah. (…)

Inventa lo slogan “Restiamo umani” con cui chiude i suoi servizi.»

Vincenzo Passerini

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«La speranza che muove il mondo. Umanità migrante», il nuovo libro di V. Passerini

Nella foto di copertina un profugo siriano colto dall’obiettivo di Stefano Calzà a Bihac, in Bosnia Erzegovina, lungo la rotta balcanica, nel 2022.

È uscito il nuovo libro di Vincenzo Passerini, La speranza che muove il mondo. Umanità migrante (ViTrenD, Trento, pp. 206, euro 16).

“Un’indistruttibile speranza spinge da sempre i migranti ad affrontare i pericoli. L’ignoto. Il salto nel buio. Per lasciarsi alle spalle guerre, persecuzioni, miserie, mancanza di futuro. E cercare vita e futuro altrove.

È questa indistruttibile speranza che muove il mondo. E che lo salva. Sì. Le nostre società che salvano e accolgono i profughi e che si aprono ai migranti saranno salvate da loro.”

In questa pagina speciale:

L’Indice del libro e il Prologo “L’ALBA DELLA SPERANZA”

 

Vedi anche La speranza che muove il mondo

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«Italia-Albania: un accordo vago e pericoloso» (di Ignazio Juan Patrone, “Open Migration”)

© DFAE

«L’accordo tra l’Italia e l’Albania in materia di immigrazione si inserisce in una cornice Europea dove i diritti dei richiedenti asilo rischiano di subire un pericoloso restringimento. Nello specifico, l’atto firmato dal governo italiano, presenta diversi dubbi di legittimità che riguardano aspetti tecnici e giurisdizionali, nonché i diritti esercitabili nei centri che dovrebbero sorgere nel paese balcanico.» (Ignazio Juan Patrone)

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Lampedusa, dieci anni dopo. L’amarezza di don Mussie Zerai: «Così la memoria dei 368 morti del 3 ottobre 2013 è stata tradita» (da “Avvenire”)

Don Mosè (Mussie) Zerai (da “Avvenire”).

«Don Mosè (Mussie) Zerai, sacerdote di origine eritrea e angelo dei profughi e dei rifugiati, allora accorse sull’isola, aiutò i superstiti e chiese di costruire un memoriale per le vittime, molte delle quali mai identificate.

È stato ed è il riferimento dei migranti del Corno imprigionati dai trafficanti o in difficoltà in mezzo ai flutti che chiamavano il suo numero e lui a sua volta denunciava le storie dei nuovi schiavi e segnalava alla guardia costiera la posizione dei natanti.

Fu il primo a denunciare gli stupri e le torture subite dai migranti eritrei ed etiopi nelle celle in Libia e in quelle nel deserto del Sinai.

Dieci anni dopo la strage, l’amarezza dell’angelo dei profughi che oggi vive in Canada: «Si è regrediti a un cinismo e a una indifferenza anche peggiori del clima di allora» (Paolo Lambruschi, “Avvenire”, 3 ottobre 2023)

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Presentato a Trento “Quale umanità?”, il libro di Montalcini sulla strage di Cutro. E il Vescovo ne acquista 300 copie per i giovani

Trento, auditorium del Vigilianum, 7 luglio 2023: l’autore Vincenzo Montalcini al centro, Diego Andreatta, direttore di “Vita trentina”, alla sua destra, Vincenzo Passerini alla sua sinistra.

Davanti a un folto pubblico è stato presentato a Trento il 7 luglio scorso l’instant book di Vincenzo Montalcini, direttore di Crotonenews, sulla strage di Cutro. Con l’autore hanno dialogato il direttore del settimanale diocesano “Vita trentina”, organizzatore dell’incontro insieme all’Area testimonianza e impegno sociale della diocesi, e Vincenzo Passerini.

Si è parlato anche della terribile strage di Philos in Grecia dove sono morte 600 persone che potevano essere salvate.

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“Quale umanità?” L’instant book di Vincenzo Montalcini sulla strage di Cutro sarà presentato a Trento il 7 luglio

La copertina dell’instant book di Montalcini sulla strage di Cutro pubblicato da Idemedia (foto della copertina di Giuseppe Pipita).

«Sono passati pochi mesi dal naufragio di Cutro, che tra il 25 e il 26 febbraio 2023 ha spazzato via quasi cento vite che viaggiavano a bordo della “Summer Love”.

Venerdì 7 luglio alle 20.45, a Trento, nell’aula magna del Polo culturale diocesano Vigilianum, in via Endrici 14, si svolgerà la presentazione di “Quale umanità?”, l’instant book del giornalista Vincenzo Montalcini, direttore della testata online CrotoneNews.com, scritto ad appena due settimane dalla tragedia di Steccato di Cutro.

L’autore dialogherà con Diego Andreatta, direttore di Vita Trentina, e con Vincenzo Passerini. Il tema dell’incontro, aperto a tutti, è “Quale umanità? Cutro, Philo e le altre stragi nel Mediterraneo“.» (dal sito internet di “Vita Trentina”)

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CRIMINI RUSSI CONTRO I BAMBINI UCRAINI / 1 – “Almeno 484 bambini ucraini uccisi nel conflitto” (da “L’Osservatore Romano”)

Il nonno veglia la salma della nipotina di 9 anni uccisa con la madre a Kyiv nella notte tra il 31 maggio e l’1 giugno 2023 nell’ennesimo bombardamento russo sulle abitazioni dei civili.

«Kyiv, 2 giugno 2023. Sono almeno 484 i bambini ucraini rimasti uccisi e 992 quelli feriti negli oltre 15 mesi dall’inizio del brutale conflitto nel cuore dell’Europa. Gli ultimi dati dell’ufficio del Procuratore generale ucraino arrivano mentre il Paese martoriato dalla guerra piange l’ultima vittima innocente, la bambina di nove anni morta nel raid russo della notte tra il 31 maggio e il primo giugno a Kyiv.» (“L’Osservatore Romano”)

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CRIMINI RUSSI CONTRO I BAMBINI UCRAINI / 2 – Darya Kasyanova di SOS Children’s Villages ha riportato a casa ottantaquattro minori ucraini (da “Avvenire”)

Nonna Vera riabbraccia sua nipote Veronica, 14 anni, trattenuta per oltre un anno in Russia (da “Avvenire”)

«Darya Kasyanova di SOS Children’s Villages è riuscita a riportare a casa ottantaquattro minori ucraini. Sono 371 quelli ricondotti nel Paese da altre organizzazioni. Un ristretto gruppo, se paragonato ai 19.500 che il governo di Kiev considera ufficialmente deportati, anche se le stime sono vertiginosamente più elevate, con Mosca che ammette l’«evacuazione» per «sicurezza» di 744mila bambini.» (Francesca Ghirardelli, “Avvenire”)

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CRIMINI RUSSI CONTRO I BAMBINI UCRAINI / 3 – Tetyana è riuscita a riportare a casa il figlio Sasha (da “La Stampa”)

Tetyana col figlio Sasha.

«Per quasi due mesi Tetyana non ha saputo più nulla di lui, e quando l’ha ritrovato, grazie alle indagini e alla mobilitazione dei volontari, all’orfanotrofio di Perevalsk, nella parte del Donbass occupata dai russi, era già stato spostato altre due volte. I 13 ragazzini rapiti da Kupyansk erano stati costretti a parlare russo, a indossare uniformi con la Z simbolo della guerra in Ucraina, e a ripetere la propaganda del Cremlino: nei video pubblicati dall’orfanotrofio sul suo sito si vedono i bambini ucraini partecipare alle celebrazioni per l’anniversario dell’invasione del loro Paese e ascoltare proclami di «gratitudine e rispetto» per i soldati russi.»

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Appello di Oxfam ai leader mondiali: “Armi: guadagni record nel 2022, mentre la fame uccide 9 mila persone al giorno”

«La spesa militare globale (incluso il commercio di armi) nel 2022 ha toccato la cifra record di 2.200 miliardi di dollari, sufficienti a coprire oltre 42 volte gli aiuti richiesti dalle Nazioni Unite per fronteggiare le più gravi crisi umanitarie nel mondo (pari a 51,7 miliardi di dollari) e 11 volte l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo globale (pari a 206 miliardi di dollari).

È l’allarme lanciato da Oxfam, in occasione della riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che fino a domani discuterà di strategie utili a garantire la sicurezza dei civili nei Paesi in guerra. L’appello urgente è che si adottino politiche per salvare la vita di milioni di persone intrappolate in zone di conflitto, agendo concretamente contro il moltiplicarsi di guerre e la proliferazione di armi.» (dall’appello di Oxfam, 24 maggio 2023)

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Vladimir Kara-Murza, grande testimone di pace e di giustizia: condannato a 25 anni di galera per aver criticato la guerra all’Ucraina e il regime di Putin (editoriale su “Vita trentina” di V. Passerini)

Vladimir Kara-Murza

«Questo, al momento, è il prezzo che si paga in Russia per non voler stare zitti. Ma so anche che verrà il giorno in cui le tenebre sul nostro paese si disperderanno. In cui il nero sarà chiamato nero e il bianco, bianco; in cui si riconoscerà ufficialmente che due più due fa comunque quattro; in cui la guerra sarà chiamata guerra e l’usurpatore, usurpatore; e saranno detti criminali quelli che l’hanno fomentata e scatenata, e non quelli che hanno cercato di fermarla.»

(Vladimir Kara-Murza ai giudici)

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La premier Meloni in Etiopia. Dimenticata la più sanguinosa guerra contemporanea dopo quella del Congo

Pensiero del giorno

 

SEMPRE PIÙ DIMENTICATE LE 800 MILA  VITTIME DEL TIGRAY

Etiopia, Tigray, sfollati (Ansa)

Il capo del governo italiano è in visita in Etiopia. Restituisce  la visita a Roma del febbraio scorso di Abiy Ahmed, premier etiope. Ma chi ricorda che in Etiopia, anche per gravissime responsabilità di Abiy Ahmed, c’è stata in questi due anni e mezzo, e non è del tutto finita malgrado gli accordi di pace, una spaventosa guerra civile che ha fatto 800 mila morti, in gran parte civili? La più sanguinosa guerra del nostro tempo dopo quella del Congo. Con crimini contro l’umanità denunciati da molte organizzazioni internazionali alle quali il premier etiope ha sempre vietato l’ingresso in Tigray.

Si veda il nostro editoriale su “Vita trentina” del 23 febbraio 2023 “Le vittime dimenticate del Tigray”.

Vittime sempre più dimenticate.

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Lo scandalo del Crocifisso e gli scandali coloniali (di Vincenzo Passerini, editoriale di “Vita trentina”, 6 aprile 2023, sulla “Nota” vaticana che ripudia la “dottrina della scoperta”)

Papa Francesco tra le croci dei bambini morti nelle scuole residenziali canadesi.

«Le chiese saranno anche state piene una volta, quando eravamo in regime di cristianità, quando “tutti” si dicevano cristiani. Ma la cristianità era anche piena di tradimenti del Vangelo. Era in se stessa, diceva il grande filosofo cristiano Kierkegaard, un tradimento: “La cristianità è una congiura contro il cristianesimo del Nuovo Testamento”. Contro lo scandalo del Cristo crocifisso.

Lo scorso anno, a luglio, papa Francesco è stato finalmente in Canada. Finalmente, perché i popoli indigeni e lo stesso governo canadese chiedevano da tempo al pontefice una visita riparatrice. Per i crimini compiuti, con la diretta partecipazione della Chiesa, contro i nativi canadesi…

Ma le popolazioni indigene chiesero a papa Francesco altre iniziative, tra cui la  revoca della cosiddetta “dottrina della scoperta”.» (Vincenzo Passerini)

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“La vita è breve, amatevi”. Il testamento di Uday, il giovane palestinese morto nel naufragio di Cutro (Adnkronos)

Pensiero del giorno

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Uday Ahmed

“Tanti familiari, tanti amici sono morti nella guerra in Palestina. Scappiamo dalla guerra, dalla povertà. La vita non si ferma per nessuno, anche se siamo addolorati per tutte le nostre perdite. La vita è breve, amatevi.”  (Uday Ahmed)

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Lo straziante e dettagliato racconto di Alidad Shiri su Fanpage dei suoi giorni accanto ai familiari delle vittime della strage di Cutro (Crotone)

Il recupero di una salma della strage di Cutro (Crotone). (da globalist)

“Mi conferma la triste notizie: su quella nave si trovava anche nostro cugino, che io non avevo mai visto perché ha solo 17 anni. Pur non conoscendolo, non riesco a trattenere le lacrime. Conosco quel tipo di viaggio che ho intrapreso, bambino, proprio 17 anni fa, e che mi ha portato dalla Turchia alla Grecia.

Conosco quelle paure, quel silenzio di notte in cui anche se non c’è niente intorno, si teme quasi di essere notati, quel mal di mare che ti fa vomitare, quel tanfo che deriva dall’essere in così tanti stretti dentro lo scafo senza poter prendere una boccata d’aria. Ci unisce la speranza di arrivare in un posto dove potere vivere, avere diritto di parlare, di ascoltare la musica, di studiare, di lavorare, di poterti radere la barba senza che qualcuno te ne controlli i centimetri, di vestirti come vuoi, anche di pregare, ma senza costrizioni da parte della polizia morale del regime, senza che qualcuno ti frusti e ti arresti perché non frequenti la moschea…” (Alidad Shiri)

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Presentazione di “Tracce nella nebbia” a Cimego, in Valle del Chiese (Trento) il 14 marzo

Il 14 marzo prossimo a Cimego, in Valle del Chiese in Trentino, si presenta il libro “Tracce nella nebbia. Cento storie di testimoni” nell’ambito dei Martedì di Quaresima promossi dalle parrocchie della zona e dedicati ai diritti umani, ai testimoni della giustizia e della libertà, alla memoria dei missionari uccisi nel 2022. L’appuntamento è per le 20.30 al Centro socio-culturale. Con l’autore, Vincenzo Passerini, dialogherà Giacomo Bonazza.

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“So che la notte finisce e poi arriva il mattino con la luce”. Le appassionate parole dal carcere bielorusso di Ales Bialiatski nel discorso per il premio Nobel per la pace 2022 (aggiornamento: condannato a 10 anni di carcere il 3 marzo 2023)

Ales Bialiatski, bielorusso, difensore dei diritti umani, premio Nobel per la pace 2022.

Aggiornamento 3 marzo 2023: Ales Bialiatski è stato condannato da un tribunale bielorusso a dieci anni di reclusione in una colonia penale a regime duro.

Riproponiamo all’attenzione dei lettori questo articolo – con il discorso del Nobel pronunciato dalla moglie di Bialiatski –  pubblicato su questo blog il 13 dicembre 2022.

 

«So che la notte finisce e poi arriva il mattino con la luce. So che ciò che ci spinge ad andare avanti senza sosta sono la speranza e il sogno. Martin Luther King ha pagato il suo sogno con la vita, è stato ucciso. Il prezzo per il mio sogno è minore, ma con conseguenze dure. Dopo tutto, il mio sogno è degno di tutti questi miei sacrifici personali …

Mi guardo dentro e i miei ideali non sono cambiati, non hanno perso il loro valore, non sono svaniti. Sono sempre con me e li custodisco come meglio posso. Sono oro colato, immuni alla ruggine.» (Ales Bialiatski, premio Nobel per la pace 2022)

 

 

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Nello Scavo dall’Ucraina: “Gli orrori di Izyum hanno un volto: esumate 440 salme di prigionieri torturati” (“Avvenire”, 28 febbraio 2023)

Ucraina, Izyum: fosse comuni con le immagini delle vittime (foto Ansa / Afp – da “Avvenire”)

“L’inferno in cifre: «194 corpi di sesso maschile; 215 corpi di sesso femminile; 22 corpi di militari; 5 corpi di bambini; 11 resti non identificati». Un totale di 440 cadaveri. A Izyum è andata peggio di Bucha. Non per i numeri, ma per la ferocia sadica di chi più per capriccio che per necessità voleva imporre la legge dell’invasore facendo ascoltare i supplizi alla gente di fuori, chiusa in casa disperando che la resistenza arrivasse.”

Nello Scavo, “Avvenire”, 28 febbraio 2023

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Naufragio di Crotone: “Risparmiateci le finte lacrime” (di Vincenzo Passerini, pubblicato sui quotidiani “l’Adige” e “Alto Adige” il 28 febbraio 2023)

Afp

«È mai possibile che un barcone carico di profughi partito dalla Turchia non sia stato visto per tre giorni da nessuno se non quando era a duecento metri dalle coste italiane? La domanda vera di fronte alla spaventosa tragedia di Crotone costata la vita a più di sessanta persone è questa.

E ha una risposta. Sì, è possibile, se si fa finta di non vedere i naufraghi e si ostacolano in tutti i modi le navi delle ong che cercano di salvarli. È la disumanità dominante la vera responsabile di questa e di altre tragedie che hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero.»

Vincenzo Passerini, “l’Adige” e “Alto Adige”, 28 febbraio 2023

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“Un minuto di silenzio per le vittime della guerra”. Il coraggioso, bellissimo discorso in tribunale dello studente russo Armen Aramjan

Ucraina, Mariupol: fosse comuni.

«Signor giudice, mi sono rimaste ormai pochissime occasioni per esprimermi liberamente su quello che accade in Russia oggi. Dunque vorrei approfittare di questa udienza pubblica per dire qualche parola. Un mese fa la Russia ha dato il via alla cosiddetta ‘operazione militare speciale’ in Ucraina. Le ostilità hanno provocato migliaia di morti tra la popolazione civile: secondo i primi dati, nella sola Mariupol’ sarebbero state uccise cinquemila persone. Perciò, prima di dare voce a questa mia ultima dichiarazione, ci terrei a osservare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime della guerra. Credo anzi che ogni evento pubblico in Russia dovrebbe iniziare in modo analogo.» (Armen Aramjan, 24 anni, della rivista studentesca Doxa)

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“Le vittime dimenticate del Tigray”. La guerra più sanguinosa di questo secolo dopo quella del Congo (editoriale di Vincenzo Passerini su “Vita trentina”, 23 febbraio 2023)

«A un anno dall’inizio della barbara invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo, le immani sofferenze subite dalla popolazione non conoscono fine. La pace sembra ancora lontana. In Etiopia, nella regione del Tigray (o Tigrè), la pace, per quanto fragile, è stata raggiunta nel novembre scorso dopo due anni di guerra. La guerra più sanguinosa di questo secolo dopo quella del Congo che papa Francesco ha denunciato con veementi parole nel suo recente viaggio nel martoriato paese. Le vittime nel Tigray sarebbero addirittura 800 mila, la maggior parte civili, secondo stime delle Nazioni Unite.» (Vincenzo Passerini)

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Teniamo gli occhi aperti sul dopo terremoto (editoriale di Vincenzo Passerini per “Vita trentina”, 9 febbraio 2023))

“Il nostro aiuto deve essere immediato e forte, e va destinato a organizzazioni credibili e non governative. Tra queste in primo luogo la Caritas, presente anche nei luoghi più difficili della Siria, che agisce in favore di tutti, a qualsiasi religione, etnia, o credo politico appartengano.”

…”Ci uniamo anche noi a questa richiesta di sospensione delle sanzioni. Bisogna favorire in ogni modo l’arrivo di aiuti anche in Siria eliminando tutti gli ostacoli. Ma sempre con gli occhi aperti. Perché gli aiuti non finiscano nelle mani del dittatore Assad e del suo regime. Un regime sanguinario.”

…”Conserviamo un po’ della pietà che sgorga abbondante dai nostri cuori in questi giorni di fronte a quelle popolazioni così sofferenti per i giorni in cui qualcuno di loro arriverà da noi, perché non lo respingiamo, come è già capitato più volte. Anche attraverso leggi disumane.”

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Basta arricchirsi con risorse e soldi sporchi di sangue! Le parole di papa Francesco in Congo dopo aver ascoltato le testimonianze delle vittime

La carezza di Papa Francesco a una donna vittima di violenze in Congo.

«Grazie. Grazie per il coraggio di queste testimonianze. Davanti alla violenza disumana che avete visto con i vostri occhi e provato sulla vostra pelle si resta scioccati. C’è solo da piangere, senza parole, rimanendo in silenzio. Bunia, Beni-Butembo, Goma, Masisi, Rutshuru, Bukavu, Uvira, luoghi che i media internazionali non menzionano quasi mai: qui e altrove tanti fratelli e sorelle nostri, figli della stessa umanità, vengono presi in ostaggio dall’arbitrarietà del più forte, da chi tiene in mano le armi più potenti, armi che continuano a circolare.» (Papa Francesco)

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Christophe Munzihirwa rifiutò la Mercedes di Mobutu. Storia del vescovo difensore dei deboli e martire nel Congo dei signori della guerra (da “Tracce nella nebbia”)

Christophe Munzihirwa (1926-1996)

“Mobutu, dittatore dello Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo, era solito regalare una Mercedes ai nuovi vescovi. Christophe Munzihirwa quando divenne vescovo nel 1986 la rifiutò. Chi “scuote le mani per non prendere doni di corruzione” abita presso il Signore, dice il profeta Isaia. Erano pochi i vescovi che scuotevano le mani. Munzihirwa non ebbe mai paura di dire la verità ai potenti e di difendere i deboli. (V. Passerini, da “Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni”)

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Senza dimora: la carità c’è, manca la giustizia (editoriale di Vincenzo Passerini per “Vita trentina”)

Mostafa Abdelaziz Mostafa Aboulela, 19 anni, egiziano, morto dormendo all’aperto, a Bolzano, nella notte tra l’8 e il 9 dicembre 2022 perché c’erano pochi posti nei dormitori.

“Sempre più persone finiscono in strada. E sempre più vi muoiono. Nella solitudine e nell’abbandono. Uno scandalo. Uno schiaffo che dovrebbe farci cambiare rotta nel modo con cui affrontiamo questo dramma sociale.

Lo scorso anno sono morte in Italia 388 persone senza dimora. Nel 2021 erano state 250. Nel 2020, 212. Non si muore in strada solo d’inverno, ma in tutte le stagioni.”

(V. Passerini, editoriale su “Vita trentina”, 26 gennaio 2023)

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