Archivio della parola chiave: Gaza

Il dolore di Leone XIV per Gaza: “Basta ostilità! Il prezzo lo pagano bambini e malati” (da Vatican News)

“È sempre più preoccupante e dolorosa la situazione nella Striscia di Gaza. Rinnovo il mio appello accorato a consentire l’ingresso di dignitosi aiuti umanitari e porre fine alle ostilità, il cui prezzo straziante è pagato dai bambini, dagli anziani e dalle persone malate”

Papa Leone, 21 maggio 2025

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Gaza: “La strage infinita dei bambini. Ne sono morti quasi 20 mila, un milione rischia fame e malattie” “…Mentre a qualche metro, ai cancelli della prigione-gaza, centinaia di camion stracolmi di tutto attendono di entrare…” (“La denuncia di Save the Children”, da “Corriere della sera” 18 maggio 2025)

Gaza (Foto Afp – Corriere della sera)

 

“A Gaza, dicono, muore un bambino ogni 45 minuti.”

 

“Sono i bambini di Gaza. Piccoli corpi senza vita in fila in un corridoio di un ospedale. Occhi castani sbarrati, senza più nessuno da cercare. Salme leggere avvolte in lenzuoli bianchi, sorrette da padri disperati. Cadaveri ammucchiati in camion della morte. Volti impolverati. Neonati sulle ginocchia di madri orfane di altri figli.”

 

“Ieri [16 maggio 2025], il ministero della Salute palestinese ha detto che in 24 ore sono state uccise 153 persone dai raid dell’autorità israeliana. Unicef fa sapere che in due giorni sono morti almeno 45 bambini. Da marzo, da quando il governo di Benjamin Netanyahu ha violato la tregua ricominciando a bombardare l’enclave palestinese, il bilancio è da record: uccisi 950 minori (quasi 20 mila dall’inizio della guerra).”

 

“Mentre a qualche metro, ai cancelli della prigione-Gaza, centinaia di camion stracolmi di tutto attendono di entrare: potrebbero sfamare la popolazione per almeno quattro mesi, dicono dall’Onu.”

 

(da “Corriere della sera”, 18 maggio 2025)

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Lettera 2/ 800 funzionari Ue e Usa pubblicano una lettera contro Israele: «Necessario cessate il fuoco»

Civili palestinesi.

«I nostri governi hanno dato appoggio pubblico, diplomatico e militare a Israele, senza reali condizioni o senza che debba rendere conto di nulla. E di fronte alla catastrofe umanitaria, hanno fallito nel chiedere un cessate il fuoco e la fine del blocco all’ingresso di cibo, acqua e medicine necessari a Gaza», si legge nella lettera, che è stata inviata a diversi media internazionali, tra cui, per l’Italia, il Corriere della sera.» (Viviana Mazza, “Corriere della sera”, 2 febbraio 2024)

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Testimoni / Vittorio Arrigoni: “Restiamo umani”

«Visse l’utopia della fraternità come la missione della sua vita. E la volle concretizzare spendendosi totalmente nel volontariato internazionale. Accanto agli oppressi, ai deboli, alle vittime. (…)

È del 2002 il primo viaggio in Palestina, a Gaza, con i movimenti pacifisti che si proponevano di svolgere azione di interposizione nonviolenta tra l’esercito israeliano e i palestinesi. Le sofferenze e l’oppressione subite dal popolo palestinese lo angosciano. Ma critica l’estremismo di Hamas e la corruzione di Al-Fatah. (…)

Inventa lo slogan “Restiamo umani” con cui chiude i suoi servizi.»

Vincenzo Passerini

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La gioia del Natale risplende a Gaza

Pensiero del giorno

Natale a Gaza (dicembre 2022).

Dal 15 al 18 dicembre si è svolta nella Striscia di Gaza la tradizionale visita natalizia di Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme. Ancora una volta, i cristiani di Gaza, accogliendo il loro vescovo con il consueto calore ed entusiasmo, hanno dimostrato la loro resilienza e la forza della loro fede. (dal sito del Patriarcato Latino di Gerusalemme)

“Gaza è la regione più povera della nostra diocesi. La situazione economica e politica è la più complicata. Per questo sono qui con loro” (P. Pizabballa)

Nella Striscia di Gaza, territorio palestinese stretto tra Egitto e Israele, vivono quasi 2 milioni di abitanti, tre quarti dei quali rifugiati.


 

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Sangue innocente (“L’Osservatore Romano”, 17 maggio 2021)

L’Osservatore Romano, 17 maggio 2021.

«Quella che vedete in questa prima pagina è una foto scioccante. È un pugno sullo stomaco. Pubblicarla oggi è stata una scelta sofferta. Non è una foto di ieri o di oggi. È uno scatto della scorsa settimana. Quando l’avevamo vista, è stata oggetto di riflessione e discussione. Andava pubblicata una fotografia con i volti riconoscibili e strazianti di due bambini, distesi nella barella sotto gli sguardi disperati dei loro genitori?

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