Mattarella ricorda il 25 aprile: “La Resistenza fu esperienza che ebbe a donare alla Repubblica personalità e classi dirigenti di spessore”



Don Marcello Farina (1940-2025)
«Negli ultimi anni la voce di don Marcello Farina nelle conferenze e nelle prediche, amate e seguite da credenti e non credenti, si era fatta più sommessa del solito ed era diventata quasi un controcanto alla tirannia dell’arroganza che opprime il mondo e le nostre vite quotidiane.
Un’arroganza che si ammanta di sacro, nei piccoli poteri come in quelli grandi che tengono in scacco l’umanità. E più si opprime, si emargina, si bombarda, più si sfodera Dio.
Non è un caso che Trump come Putin, Netanyahu come Hamas sacralizzino al massimo le loro guerre. Tanto che le loro differenze religiose sembrano svanire di fronte al Dio prepotente e crudele che li accomuna, più simile alla divinità degli antichi Assiri che a quella di Abramo, alla quale tutti loro si richiamano e che pure comandò, una volta per sempre: “Non uccidere”.»

“Roncone story”. Il laboratorio di saldatura e lavorazione del ferro ha formato, grazie al volontariato degli artigiani, diversi profughi, tutti ora stabilmente occupati nella zona.
Roncone è un paese bello e vivace delle Valli Giudicarie, in Trentino. Le Dolomiti di Brenta si stagliano luminose sopra il verde intenso dei boschi.
Il 24 marzo 2017 degli sconosciuti appiccarono il fuoco al portone della casa di accoglienza di un gruppo di profughi nigeriani da poco arrivati in paese.
L’attentato intimidatorio faceva seguito a durissime polemiche scatenate dalla Lega Nord (Salvini viene in vacanza da queste parti fin da bambino) contro il progetto di accoglienza voluto dal volontariato e sostenuto dalla parrocchia. Ma la parte accogliente della comunità non si piegò.

Argenta, il Duomo: accoglie le spoglie di don Giovanni Minzoni,
Il 23 agosto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, presiederà la solenne commemorazione del Centenario dell’assassinio di don Minzoni, mentre il 25 agosto ci sarà ad Argenta la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il vescovo Luigi Bettazzi (Treviso, 26 novembre 1923 – Ivrea, 16 luglio 2023).
«Monsignor Bettazzi venne nominato vescovo ausiliare di Bologna il 10 agosto 1963 da papa Paolo VI. Fu il cardinale arcivescovo Giacomo Lercaro a chiedere al Santo Padre di averlo al suo fianco in un momento particolare per la Chiesa. »
«La capacità di Bettazzi di mettere insieme questioni apparentemente in conflitto gli fece assumere un ruolo centrale anche nella famosa vicenda della cittadinanza onoraria che l’allora sindaco di Bologna, Guido Fanti, propose a Lercaro. “Mi chiamarono dal Vaticano – raccontò Bettazzi – e mi chiesero se era il caso di accettare. Io risposi che certamente si doveva accettare questa proposta perché i bolognesi sono intelligenti e non si lasciano confondere dalle speculazioni politiche”.» (Massimo Selleri, “Il Resto del Carlino”)

Blaise Pascal
«Grandezza e miseria dell’uomo formano il paradosso che sta al centro della riflessione e del messaggio di Blaise Pascal, nato quattro secoli fa, il 19 giugno 1623, a Clermont, nella Francia centrale. Fin da bambino e per tutta la vita egli ha cercato la verità. Con la ragione ne ha rintracciato i segni, specialmente nei campi della matematica, della geometria, della fisica e della filosofia. Ha fatto precocemente scoperte straordinarie, tanto da raggiungere una fama notevole. Ma non si è fermato lì. In un secolo di grandi progressi in tanti campi della scienza, accompagnati da un crescente spirito di scetticismo filosofico e religioso, Blaise Pascal si è mostrato un infaticabile ricercatore del vero, che come tale rimane sempre “inquieto”, attratto da nuovi e ulteriori orizzonti.» (Papa Francesco)

Il nonno veglia la salma della nipotina di 9 anni uccisa con la madre a Kyiv nella notte tra il 31 maggio e l’1 giugno 2023 nell’ennesimo bombardamento russo sulle abitazioni dei civili.
«Kyiv, 2 giugno 2023. Sono almeno 484 i bambini ucraini rimasti uccisi e 992 quelli feriti negli oltre 15 mesi dall’inizio del brutale conflitto nel cuore dell’Europa. Gli ultimi dati dell’ufficio del Procuratore generale ucraino arrivano mentre il Paese martoriato dalla guerra piange l’ultima vittima innocente, la bambina di nove anni morta nel raid russo della notte tra il 31 maggio e il primo giugno a Kyiv.» (“L’Osservatore Romano”)

Edith Bruck al Liceo Socrate di Roma. Al microfono Antonella Caronna dell’associazione Ideerranti. Seduti, con la scrittrice al centro, l’insegnante Simona Vecchini e Vincenzo Passerini.
L’incontro di Edith Bruck con gli studenti del Liceo Socrate di Roma, programmato per il 6 febbraio e rinviato per una indisposizione della scrittrice e testimone della Shoah, si è svolto il 27 aprile scorso, a ridosso dell’anniversario della Liberazione.
Promosso dall’associazione Ideerranti, rappresentata da Antonella Caronna, e introdotto da Vincenzo Passerini, l’incontro ha visto la partecipazione diretta di oltre cento studenti e di tanti altri in collegamento dalle rispettive aule.
Pensiero del giorno

Etiopia, Tigray, sfollati (Ansa)
Il capo del governo italiano è in visita in Etiopia. Restituisce la visita a Roma del febbraio scorso di Abiy Ahmed, premier etiope. Ma chi ricorda che in Etiopia, anche per gravissime responsabilità di Abiy Ahmed, c’è stata in questi due anni e mezzo, e non è del tutto finita malgrado gli accordi di pace, una spaventosa guerra civile che ha fatto 800 mila morti, in gran parte civili? La più sanguinosa guerra del nostro tempo dopo quella del Congo. Con crimini contro l’umanità denunciati da molte organizzazioni internazionali alle quali il premier etiope ha sempre vietato l’ingresso in Tigray.
Si veda il nostro editoriale su “Vita trentina” del 23 febbraio 2023 “Le vittime dimenticate del Tigray”.
Vittime sempre più dimenticate.

Papa Francesco, il 16 aprile 2016, incontra i profughi “imprigionati” in condizioni disumane sull’isola greca di Lesbo e che invocano libertà. (foto www.vaticannews.va)
Pensiero del giorno
Il 23 febbraio 2023 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato con 141 sì, 32 astenuti, 7 contrari una risoluzione che condanna con parole forti e chiare l’invasione russa dell’Ucraina.
Quattro i punti essenziali della risoluzione: “La necessità di una pace completa, giusta e duratura in linea con la Carta delle Nazioni Unite”; l’impegno per la “sovranità, l’indipendenza, l’unità e integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti”; “la cessazione delle ostilità e il ritiro immediato, completo e incondizionato delle forze militari russe dal territorio ucraino”. (ANSA)
Hanno votato contro, insieme alla Russia: Bielorussia, Corea del Nord, Eritrea, Mali,


L’abbraccio tra Papa Francesco e Edith Bruck (20 febbraio 2021)
“… sono rimasto colpito dalla forza calma e luminosa di questa donna… E così, nemmeno un mese dopo, andai a trovarla nella sua casa nel centro di Roma” (Papa Francesco)
“Io sto pensando come abbia fatto un Papa ad approvare la mia “Lettera a Dio” che aveva letto sul “Messaggero”. Ma cosa approvava? I miei dubbi? Papa Francesco si avvicina, come intuisse le mie domande silenziose, quasi a sfiorare il mio viso, e sussurrando dice: ‘Dio è una ricerca continua’.” (Edit Bruck)

Il Punto d’incontro di Trento, che accoglie le persone senza dimora, ha lanciato una iniziativa di solidarietà per far fronte all’aumento dei costi.

da Il mare nero dell’indifferenza, People, 2019.
“È un’affermazione impertinente e menzognera quando si definisce la religione come legata al sangue e alla razza. La verità della Chiesa è sottratta all’arbitrio degli uomini, è infinitamente superiore a valori come razza, sangue, territorio…” (Josef Mayr-Nusser)
La citazione è tratta da una relazione al corso di formazione dei giovani di lingua tedesca dell’Azione Cattolica di Bolzano (autunno 1936-primavera 1937). In pieno nazifascismo (la propaganda nazista era potentissima in Alto Adige), Josef Mayr-Nusser, giovane dirigente dell’Azione Cattolica (era nato nel 1910), criticò ripetutamente nei suoi discorsi e nelle sue relazioni il razzismo dilagante. Il suo “no” a Hitler, che gli costò la vita, aveva profonde radici.

L’incontro a Bolzano su “Resistere: quando è il momento?” (“Wiederstand: wann fängt er an?”), svoltosi il 3 ottobre 2022 in ricordo di Josef Mayr-Nusser, promosso dalla Diocesi e dal Centro Pace. Da destra: Alex Lamprecht, Brigitte Foppa, Johanna Brunner, Karin Rassler, Vincenzo Passerini.

«Secondo il Presidente del Gabon, “l’Africa avrebbe tutte le risorse necessarie a raggiungere una prosperità sostenibile, dalle risorse naturali, dalla terra, dall’impressionante biodiversità e dalla popolazione attiva più giovane e più numerosa del mondo. Tuttavia, come descrive il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), l’Africa resta la più vulnerabile…”» (“Le Monde”)

Il nostro 25 aprile sarà quest’anno con la Resistenza ucraina, insieme a Liliana Segre, testimone della Shoah e senatrice a vita, insieme a Albertina Soliani, cattolico-democratica e vicepresidente dell’Anpi, e contro l’aggressore Putin, capo del neofascismo mondiale, e i suoi massacri di innocenti in Ucraina, e contro il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo e le sue vergognose posizioni filo Putin. Ma anche contro i tanti Ponzio Pilato equidistanti e a quei pacifisti che tradiscono il diritto dei popoli alla libertà e alla resistenza di fronte all’aggressore. Come diceva Gandhi, che sapeva cosa voleva dire sentirsi responsabili del proprio popolo e non solo dei propri principi:
«Ho ripetuto infinite volte che chi non sappia proteggere se stesso o i propri vicini e cari o il loro onore affrontando in modo non-violento la morte, può e dovrebbe farlo affrontando con violenza l’oppressore.
Chi non sappia fare né una cosa né l’altra è un peso. Non è degno di essere il capo di una famiglia. Dovrebbe o nascondersi o accontentarsi di vivere in perpetua impotenza, pronto a strisciare come un verme agli ordini di un prepotente.»
Rai 3, “Che tempo che fa”: la coraggiosa giornalista russa Marina Ovsyannikova, che inscenò la clamorosa protesta pacifista durante il telegiornale del Primo canale della tv di Stato russa, risponde alle domande di Fabio Fazio dalla sua casa di Mosca (domenica 27 marzo 2022).”Mi sento sola, le persone su cui contavo sono sparite. Ma ho trovato nuove persone che mi sono vicine e mi aiutano. Ho paura per i miei figli. Col mio gesto volevo far capire che i russi non vogliono la guerra.” (VIDEO)

«Noi siamo addolorati per il calvario che immeritatamente stanno subendo i nostri fratelli e sorelle in Ucraina. Affermiamo che la vita di ogni singola persona è un dono inestimabile e irripetibile di Dio… Riteniamo che il popolo ucraino debba poter fare la sua scelta in modo autonomo…
“La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello” (Gen 4,10-11), così disse Dio a Caino…»
Coraggiose coscienze libere si ribellano a Kirill e a Putin e condannano la guerra all’Ucraina.

“Ciò che pensiamo di sapere già, ci impedisce di imparare cose nuove.” Citano Claude Bernard, medico e biologo dell’800, gli autori di questo libro, 101 domande sull’impresa cooperativa, che vuole spiegare, con chiarezza e precisione, cosa è una cooperativa.
Perché se è vero che le cooperative sono tante e tantissimi i cooperatori, è altrettanto vero che la cultura cooperativa è scarsa e i giudizi sbagliati e i pregiudizi in circolazione nel nostro Paese molti.

“Padre mio,
mi sono affezionato
alla terra quanto non avrei
creduto.”

Papa Francesco (Foto avvenire.it)
Il “pellegrinaggio” di Papa Francesco in Iraq è un profetico ritorno là dove tutto è cominciato.
Per testimoniare che nuovi inizi ci attendono. Che vivere è ricominciare. Che siamo chiamati a scrivere nuove pagine di speranza, dopo aver ben letto e meditato le pagine della storia. Luminose, ma anche terribili.

Giuseppe Dossetti

Foto di Francesco Moretti
“La vita è vita dappertutto, la vita è in noi stessi e non fuori di noi. Accanto a me ci saranno degli esseri umani ed essere uomo fra gli uomini e restarlo sempre, in nessuna sventura avvilirsi o perdersi di animo, – ecco in che consiste la vita, ecco il suo compito.” (F. M. Dostoevskij)

Achille Ardigò
Achille Ardigò (San Daniele del Friuli, 1 marzo 1921 – Bologna, 10 settembre 2008) è stato uno dei più importanti sociologi italiani e un intellettuale cattolico tra i più impegnati e ascoltati in ambito ecclesiale, sociale, politico.
Docente universitario, unì sempre l’elaborazione teorica all’immersione attiva nella vita del Paese e della sua città, Bologna. Fu anche presidente dell’Istituto Trentino di Cultura.

L’ambasciatore Luca Attanasio
L’uccisione in una imboscata avvenuta lunedì 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio, di 43 anni, del carabiniere Vittorio Iacovacci, di 30 anni, che lo proteggeva, e del loro autista Mustapha Milambo ci addolora profondamente.

Da sinistra: Hans Scholl, Sophie Scholl, Christoph Probst
Il 22 febbraio 1943 il Tribunale nazista di Monaco di Baviera condanna a morte i fratelli Hans (25 anni) e Sophie Scholl (22), e il loro amico Christoph Probst (24), appartenenti

Cominciata la costruzione del centro accoglienza profughi di Ipsia-Acli e Caritas a Lipa, in Bosnia (Foto Ipsia-Acli).
Dopo la raccolta di vestiti e di cibo, ora per i profughi di Lipa, in Bosnia, costretti a sopravvivere in condizioni disumane in questo gelido inverno, è stata avviata la costruzione di alcune strutture di accoglienza e un refettorio.

Ravenna, tomba di Dante.
Dante Alighieri (1265-1321) trascorse in esilio, come rifugiato politico, 21 dei 56 anni della sua vita. In esilio scrisse le sue opere, in esilio morì. Sempre cercando accoglienza, in una città o nell’altra. Sempre in povertà. Forse, più che ostacolarlo, questa condizione, tra le più estreme che possano capitare in una vita, gli consentì di comprendere più a fondo il bene e il male che c’è negli esseri umani e nella storia, e di reagire con una creazione poetica senza pari.

Foto Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento.
Un anno dall’inizio della pandemia in Italia è trascorso, ma non è tempo di bilanci.
L’emergenza è ancora grave, i morti, purtroppo, sempre tanti. In Trentino, in Alto Adige, in Italia, nel mondo.

Il campo di Lipa. Foto tratta dal reportage di Nello Scavo per “Avvenire”.
Migranti picchiati e torturati, respinti alle frontiere, costretti a vivere in condizioni disumane. Accade lungo la rotta balcanica.
La storia di M.Z., giovane pakistano di 27 anni che ha vinto un ricorso presso il Tribunale di Roma, ci aiuta a capire le responsabilità di questa barbarie.
L’Italia ha rimandato indietro i profughi sapendo che andavano incontro a violenze e torture.

L’ex macello di Mori Stazione, vicino a Rovereto, dove è morto Maati. (Foto di Gianni Zotta per “Vita Trentina”)
“Non può passare lo schema per cui le istituzioni pubbliche buttano in strada le persone, o ve le lasciano, e che ci pensino la Chiesa o i volontari e le loro associazioni, che per fortuna ci sono e si danno seriamente da fare.
La solidarietà è un dovere vincolante per le istituzioni, non un optional. E solidarietà verso tutti gli esseri umani, senza distinzione.”