Langer, un vero sognatore

Il grande lascito etico e politico di Alexander Langer non sta solo nelle sue idee e nelle sue battaglie, spesso anticonformiste e profetiche.
Ma anche nella sua capacità di rivederle alla luce della realtà.

Il grande lascito etico e politico di Alexander Langer non sta solo nelle sue idee e nelle sue battaglie, spesso anticonformiste e profetiche.
Ma anche nella sua capacità di rivederle alla luce della realtà.

Franz Jägerstätter
Nel paesino austriaco di St Radegund, in Alta Austria, nel distretto di Braunau, domani si ricorderà un grandissimo uomo, il contadino Franz Jägerstätter.
Contro la legge e contro tutti, fece ciò che la sua coscienza gli imponeva: convinto che la guerra nazista fosse incompatibile con il Vangelo, rifiutò l’arruolamento nella Wermacht e il 9 agosto 1943 fu decapitato nel carcere di Berlino Tegel.
Lasciò la moglie, Franziska, e tre figliolette, la più grande di sei anni.

Bruna Bianchi
La prima guerra mondiale fu uno spaventoso massacro, come si è ricordato in questi giorni, a Parigi come a Trento, a cento anni dalla sua fine.
I soldati morti furono 10 milioni, i civili morti 7 milioni, secondo stime attendibili. Milioni furono i feriti e gli invalidi, 10 milioni i profughi.

Nell’estate del 2001 i fatti di Genova dimostrarono quanto il culto dell’obbedienza anche di fronte all’ordine disumano fosse ancora ben radicato nel nostro paese.
Quanto poca strada avevamo fatto sul fronte della maturazione delle coscienze, non solo rispetto ai crimini commessi dal nostro esercito durante le guerre coloniali e la seconda guerra mondiale, ma anche rispetto al grande dibattito che a partire dal 1965 aveva accompagnato la Lettera ai cappellani militari toscani e la Lettera ai giudici di don Lorenzo Milani.

Da alcuni decenni padre Alex Zanotelli, che di anni ne ha 78, è la prova vivente che la religione, se vuole, non è l’oppio dei popoli.
La sua parola è totalmente libera, appassionata, implacabile. Quando diventa di denuncia non guarda in faccia a nessuno.
Italiani e austriaci si incontrano oggi al Brennero nel segno dell’Europa dei ponti e non dei muri. Quell’Europa dei ponti che fu dei padri fondatori, di De Gasperi, di Schuman, di Adenauer, di Spinelli e dei federalisti, l’Europa di Alex Langer, l’Europa che ha trovato oggi in papa Francesco il suo più appassionato e tenace ambasciatore.
Un incontro di grande significato, voluto da Pax Christi Italia e Pax Christi Austria per ribadire un no fermissimo alla barriera in costruzione e un sì altrettanto fermo all’Europa famiglia di popoli.

La maggior parte dei redattori del “Margine” cominciava ad articolare le prime frasi quando don Primo Mazzolari si spegneva in una clinica di Cremona il 12 aprile del 1959.
Eppure, 25 anni dopo, nei giorni di un forse vano ma ugualmente irrinunciabile anniversario, essi sentono quanto quel parroco di campagna di un’Italia così lontana abbia segnato, direttamente o indirettamente, la loro formazione.