Al Brennero, oltre i muri

Italiani e austriaci si incontrano oggi al Brennero nel segno dell’Europa dei ponti e non dei muri. Quell’Europa dei ponti che fu dei padri fondatori, di De Gasperi, di Schuman, di Adenauer, di Spinelli e dei federalisti, l’Europa di Alex Langer, l’Europa che ha trovato oggi in papa Francesco il suo più appassionato e tenace ambasciatore.

Un incontro di grande significato, voluto da Pax Christi Italia e Pax Christi Austria per ribadire un no fermissimo alla barriera in costruzione e un sì altrettanto fermo all’Europa famiglia di popoli.

Ci sarà un dialogo cui parteciperanno rappresentanti delle Chiese, cattolica ed evangelica, della società civile, della solidarietà sociale e del mondo culturale, quindi un momento ecumenico di preghiera seguito dal gesto simbolico della consegna dei passaporti delle genti.

L’incontro si concluderà insieme al Movimento nonviolento sulla tomba di Alex Langer a Vipiteno/Sterzing.

L’incontro avviene a due settimane dal ballottaggio per le elezioni del presidente della Repubblica austriaca, che ha visto Alexander van der Bellen, candidato indipendente con una lunga militanza nei Verdi, figlio di profughi ed esplicitamente aperto all’accoglienza dei migranti, sconfiggere per un soffio il candidato dell’estrema destra Norbert Hofer, propugnatore di un’Austria nazionalista e xenofoba.

Al Brennero oggi, con gli italiani, ci sarà un pezzo di quell’Austria che non ha ceduto alle paure e che continua a battersi per una Europa della fratellanza e della solidarietà. Un’Europa irrinunciabile dopo il secolo delle due guerre mondiali nate dagli stessi odi nazionalistici e xenofobi che oggi risorgono come infelice risposta al dramma epocale dei profughi.

Austria e Italia, dopo la sanguinosa lacerazione della prima guerra mondiale che lasciò un pesante strascico di dolore e risentimento nella popolazione sudtirolese, e dopo le tragiche vicende della seconda guerra mondiale che vide i due Paesi complici di nuove sciagure e lacerazioni, hanno saputo costruire in questi decenni una solida amicizia basata sul superamento del confine del Brennero nell’ambito di un’Europa unita.

Ora si sta tornando indietro, si ripristina il confine del Brennero tanto faticosamente superato.

Il governo austriaco formato da socialdemocratici e cristiano popolari è il principale responsabile di questo pericoloso passo indietro, che continua ostinatamente a perseguire.

Un passo indietro che avvalla la politica dell’estrema destra europea che di fronte al dramma dei profughi risponde innalzando muri.

L’incontro di oggi al Brennero ribadirà invece che al dramma dei profughi va data non una risposta militare e di chiusura nazionalistica, ma una risposta politica ed europea, nel segno della solidarietà e della corresponsabilità.

Di fronte alla tragedia senza fine dei fuggiaschi dalle guerre, dalle violenze e dalle povertà, dei naufragi e delle vittime sempre più numerose che non possono lasciarci la coscienza in pace, la risposta politica, si ribadirà oggi, deve concentrarsi soprattutto su questi punti: avvio di canali umanitari per consentire l’ingresso sicuro di profughi in Europa; modifica del trattato di Dublino che costringe i profughi a rimanere nel Paese di prima accoglienza; compartecipazione responsabile di tutti i Paesi europei nell’accoglienza dei profughi.

Nello stesso tempo, Pax Christi di Austria e d’Italia, ribadiranno, come stanno facendo da anni, l’urgenza che l’Europa si impegni davvero per superare le guerre in corso, nelle quali essa stessa ha gravissime responsabilità, per ridurre la produzione e il commercio di armi che stanno alimentando le guerre e il terrorismo, per costruire rapporti con i Paesi più poveri che non rafforzino le élite al potere, spesso indecenti, ma migliorino le condizioni di vita delle popolazioni altrimenti costrette a fuggire per trovare altrove una vita più umana. Senza di questo, ogni approccio al dramma dei profughi rimane vago e inconcludente.

Questo si ribadirà oggi nell’incontro al Brennero.

In attesa che anche la politica e l’economia si facciano sentire qui con analoghe, forti iniziative italo-austriache.

 

Pubblicato sul quotidiano “l’Adige, 4 giugno 2016