Archivio della parola chiave: La Rete. Movimento per la democrazia

Trent’anni fa nasceva il movimento politico “La Rete”

«Questo sistema, espressione nel dopoguerra delle liberta riconquistate, è diventato oggi una cappa soffocante per le fondamentali libertà dei cittadini. È in atto al suo interno una combinazione di spinte antidemocratiche provenienti da oligarchie partitiche, da presenze crescenti di economia illegale e, in forme più brutali, dai poteri occulti e criminali mafiosi che assaltano pressoché indisturbati lo Stato di diritto.»

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L’utopia politica della Rete, movimento per la democrazia negli anni di Tangentopoli e dei delitti di mafia: storia e storie

Per conoscere la storia della Rete sono utili questi libri di  D. Saresella, P. Bertezzolo, L. Rozza Giuntella, T. Gullo, A. Naselli, D. Camarrone, P. Giuntella, L. Orlando, E. Pintacuda, N. Dalla Chiesa, C. Fava, C. Palermo, A. Galasso. E gli Atti delle assemblee nazionali.

 

Storia e storie della rivolta etica di un piccolo movimento che, come dice la storica Daniela Saresella, fu l’utopia politica di quegli anni burrascosi e inquietanti.

 

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Per la rinascita democratica dell’Italia. È nata La Rete-Movimento per la democrazia (gennaio 1991)

La sentenza della Corte di Cassazione che ha  rimandato a casa i grandi mafiosi, condannati per alcuni dei più gravi delitti degli anni ’80, ha ricordato agli italiani, in piena guerra del Golfo, che, loro, una guerra ce l’hanno in casa da anni, sanguinosa spietata, con le vittime che si contano a migliaia (bambini non esclusi), con i suoi funerei bollettini quotidiani, i suoi imponenti traffici alle spalle, e, cosa più tragica, nessuno spiraglio di pace all’orizzonte. (Nella foto: Leoluca Orlando)

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Manifesto costitutivo del Movimento per la democrazia La Rete (gennaio 1991)

La attuale gravissima crisi politica, istituzionale e morale italiana è il punto d’arrivo di un sistema politico nato e sviluppatosi in particolari condizioni storiche, che hanno prodotto la completa identificazione tra democrazia e sistema dei partiti. Ne è conseguita l’occupazione, in nome della democrazia progressiva, delle istituzioni e della società civile da parte degli stessi partiti, in un regime di non responsabilità garantito da una condizione assolutamente eccezionale: l’assenza di alternanza all’interno di un quadro consociativo.

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