Bruno Santoni, il museologo paladino degli ultimi

Bruno Santoni

“La vita non era mio possesso, o straniero:

l’ebbi in prestito,

la resi al tempo creditore.

Buon viaggio viandante.”

Trento perde uno dei cittadini che più si è speso per gli altri: per una malattia, nella giornata di lunedì, si è spento all’età di 77 anni Bruno Santoni. Dopo una lunga carriera di museologo in tutto il Nord Italia, una volta in pensione si è dedicato anima e corpo alle persone meno fortunate.

“La sua idea di società equa – spiega la moglie Bianca Paris – lo ha accompagnato per tutta la vita. Due settimane fa, mentre era ricoverato all’hospice Cima Verde, al parroco don Michele ha detto che se Dio esiste, esiste nel legame tra gli uomini. Questo era il suo modo di affrontare la realtà. Credeva in questo tipo di valori, che la vera religione sta nel rapporto come aiuto reciproco tra le persone. Un rapporto che fa del bene a tutte e due le parti.” (da “l’Adige”, 8 settembre 2021)

 

Bruno Santoni, il museologo paladino degli ultimi

di Vincenzo Passerini, “l’Adige”, 8 settembre 2021

 

Bruno Santoni, architetto e museologo, quando andò in pensione decise di dedicarsi, insieme alla moglie Bianca Paris, alle persone senza dimora. Le aveva nel cuore. Per loro si è speso con totale generosità.

E con una passione umana e politica che negli anni non sono mai venute meno. Anche quando le difficoltà delle situazioni e le sordità della politica erano scoraggianti. Una malattia breve e implacabile ce l’ha tolto. Aveva da poco festeggiato con gli amici i 77 anni, proprio mentre si era manifestata, improvvisa, la gravità del male.

Ci ha lasciato il ricordo di quel brindisi in compagnia. E soprattutto di un volontario a tutto tondo.

Perché a Bruno non bastava spendere tempo, energie, soldi per gli infelici. L’ha fatto come volontario nei dormitori e nelle altre strutture di accoglienza di Trento, nelle associazioni, nei gruppi spontanei, nell’Assemblea antirazzista. Per un anno ha gestito lui stesso un dormitorio, insieme alla moglie Bianca e a un gruppo di volontari. Fatica improba. Ma lui non si tirava mai indietro.

Un volontario a tutto tondo perché si batteva anche per migliorare l’organizzazione complessiva dell’accoglienza. Denunciava carenze e faceva proposte. Con insistenza. Senza demordere. Scocciando, infastidendo, rompendo le scatole al Comune, alla Provincia, alle organizzazioni, alla stampa.

Le questione erano, e sono, sempre quelle: perché i posti nei dormitori sono così pochi?

Perché quelli invernali non prolungano l’apertura a tutto l’anno, visto che dormire sotto un ponte o in un edificio abbandonato o su una panchina è disumano anche in primavera, in autunno e in estate?

Perché non si coordinano meglio le varie iniziative?

Perché non si guarda a quello che di buono si fa in altre città per migliorare quello che si fa a Trento? Questo aspetto gli stava negli ultimi anni particolarmente a cuore.

Con la moglie Bianca era stato a Bologna, Bolzano, Milano per ascoltare dagli amministratori comunali e dai responsabili delle organizzazioni che accolgono le persone senza dimora cosa stavano facendo di innovativo.

E con l’associazione Oltre l’accoglienza e il Cnca aveva promosso un importante incontro pubblico a Trento, il 25 gennaio 2019, proprio con i responsabili dei servizi comunali di Bologna. Un incontro partecipato, ricco di analisi e di proposte.

E un altro era stato organizzato con la presenza dei responsabili di Bolzano, ma l’emergenza Covid ne aveva imposto il rinvio.

Si sa, si tende ad adagiarsi. Ed è una fortuna se c’è qualcuno che invece non si accontenta di quello che si fa. Che giudica quello che si fa non dal punto di vista di chi elargisce un servizio, ma da quello di chi è destinatario di quel servizio.

Bruno non si accontentava.

Si metteva sempre dalla parte delle persone senza dimora e non si preoccupava di disturbare tutti sottolineando quello che doveva essere corretto e migliorato.

E intanto, ogni giorno, si dava da fare, insieme a Bianca, per rispondere concretamente ai bisogni delle persone che mancano di tutto.

Ha collaborato in questi anni con tanti volontari e cittadini impegnati per una società più giusta. Che in queste ore lo ricordano con nostalgia e gratitudine. E che continueranno nel loro impegno anche col suo esempio davanti.

 

Articolo pubblicato sul quotidiano “l’Adige” l’8 settembre 2021.