Mediterraneo di sangue: barcone di migranti diretto in Italia affonda nell’Egeo, 29 i salvati, decine (forse 50) i dispersi (da www.avvenire.it)

Barcone di migranti (Ansa)

Nuova tragedia nel Mediterraneo, decine di dispersi. Il barcone era partito dalla Turchia per l’Italia. I 29 migranti salvati provengono da Afghanistan, Iraq e Iran. La ricerca di un futuro migliore continua a spingere tante persone ad affrontare il rischio del mare, su barconi pericolanti, in assenza di vie normali di accesso all’Europa.

Ma la destra politica italiana fa del terrorismo sui disperati. Noi invece dobbiamo continuare a ricordare queste tragedie, i nostri irrinunciabili doveri di accoglienza, la necessità di politiche italiane ed europee che aprano canali normali di ingresso per chi cerca un futuro migliore.

 

Barcone di migranti diretto in Italia affonda nell’Egeo: 29 i salvati, decine i dispersi

Da www.avvenire.it, 10 agosto 2022

 

«Un’imbarcazione su cui viaggiavano decine di migranti è affondata nel Mar Egeo sud-orientale, al largo dell’isola di Karpathos: “Finora sono state tratte in salvo 29 persone, afghani, iracheni e iraniani, e le ricerche continuano perché, secondo le loro dichiarazioni, sulla barca c’erano 80 persone” ha detto all’Afp un funzionario della Guardia costiera.

Le ricerche sono ostacolate dai forti venti, comunica Nikos Kokalas, portavoce della Guardia costiera.

L’imbarcazione era salpata dalla città turca di Antalya ed era diretta in Italia. La Guardia costiera ha riferito che “molti dei naufraghi non indossavano giubbotti di salvataggio”.

La rotta turca, dall’Egeo all’Italia

La pericolosa traversata di poche miglia nautiche tra le isole greche e la costa turca nel Mar Egeo costa la vita a molti migranti e profughi rifugiati che cercano di raggiungere l’Europa a bordo di imbarcazioni di fortuna per fuggire da guerre e miseria.

Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), dal gennaio 2022 sono morte 64 persone nel Mediterraneo orientale e 111 nel 2021.

L’ultimo naufragio nel Mar Egeo è avvenuto il 19 giugno, quando otto persone sono morte al largo dell’isola di Mykonos e 108 sono state salvate dalla Guardia costiera greca.

Secondo le autorità greche, quest’anno è aumentato il numero di arrivi di profughi in Grecia, soprattutto dalla Turchia.

Atene accusa Ankara di aver chiuso un occhio sulle pratiche dei trafficanti e di aver permesso gli arrivi in Grecia in violazione di un accordo del marzo 2016 che prevedeva uno sforzo da parte della Turchia per limitare l’immigrazione dal suo territorio in cambio di aiuti finanziari europei. La Turchia respinge le accuse.»