La drammatica crescita dei profughi (sfollati e rifugiati) nel mondo: 100 milioni! Da dove fuggono, chi li accoglie

“Ogni anno, nell’ultimo decennio, i numeri sono aumentati”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “Se la comunità internazionale non unirà le forze per far fronte a questa tragedia umana, risolvendo i conflitti in corso e individuando soluzioni durature, questa terribile tendenza continuerà.”

 

La drammatica crescita dei profughi (sfollati e rifugiati) nel mondo: 100 milioni! Da dove fuggono, chi le accoglie

di Vincenzo Passerini

basato sul Rapporto “Global Trends 2021” di Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) diffuso in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato (20 giugno)

 

INDICE: 89,3 milioni di profughi al 31 dicembre 2021 – L’invasione russa dell’Ucraina provoca altri 6 milioni di profughi e 7 milioni di sfollati all’inizio del 2022 – Le guerre nel mondo – Barlumi di speranza – Le crisi più gravi del 2021 in Africa, Asia, America – I principali Paesi dai quali fuggono i profughi – I Paesi che più accolgono i profughi – I Paesi con il maggior numero di richieste di asilo nel corso del 2021.  

 

I profughi al 31 dicembre 2021 e l’invasione dell’Ucraina all’inizio del 2022

Alla fine del 2021, le persone in fuga da guerre, violenze, persecuzioni e violazioni di diritti umani risultavano essere 89,3 milioni, un aumento dell’8 per cento rispetto all’anno precedente e ben oltre il doppio rispetto al dato registrato 10 anni fa”: così il rapporto annuale dell’UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) Global Trends.

Ma con l’invasione russa dell’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, c’è stato uno degli esodi forzati di più ampia portata e quello in più rapida espansione dalla Seconda Guerra Mondiale: più di 13 milioni di persone sono state costrette in poche settimane ad abbandonare le loro case: 7 milioni di loro accolte all’interno dell’Ucraina, 6 milioni accolte in altri paesi.

Con l’invasione dell’Ucraina, altre emergenze, dall’Africa all’Afghanistan ad altre aree del mondo, hanno portato la cifra a superare la drammatica soglia dei 100 milioni di sfollati e profughi.

“Ogni anno, nell’ultimo decennio, i numeri sono aumentati”, ha dichiarato l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi. “Se la comunità internazionale non unirà le forze per far fronte a questa tragedia umana, risolvendo i conflitti in corso e individuando soluzioni durature, questa terribile tendenza continuerà”.

 

Banbina ucraina profuga. 13 milioni di ucraini hanno dovuto abbandonare le loro case per l’aggressione dell’esercito russo.

 

L’anno scorso 23 paesi e 850 milioni di abitanti sono stati coinvolti in una guerra

«L’anno scorso – afferma Unhcr – è stato particolarmente degno di nota per il numero di conflitti che si sono riacutizzati e di nuovi conflitti che sono esplosi: secondo la Banca Mondiale, 23 Paesi sono stati teatro di guerre di intensità media o alta, per una popolazione totale di 850 milioni di persone.

Contemporaneamente, carenze alimentari, inflazione ed emergenza climatica stanno aggravando la già difficile condizione delle persone, riducendo le capacità di risposta umanitaria proprio in una fase in cui le prospettive di raccogliere fondi, in numerose situazioni, appaiono cupe.»

 

Rifugiati 27,1 milioni (di cui 5,8 milioni palestinesi), sfollati interni 53,2 milioni, richiedenti asilo 4,6 milioni, venezuelani accolti all’estero 4,4 milioni: totale 89,3 milioni di persone in fuga

«Nel 2021, il numero di rifugiati è cresciuto arrivando a 27,1 milioni. Il numero di arrivi è aumentato, tra gli altri Paesi, in Uganda, Ciad e Sudan.

Alla maggior parte dei rifugiati, ancora una volta, è stata assicurata accoglienza da Paesi confinanti dotati di scarse risorse. Il numero di richiedenti asilo ha raggiunto i 4,6 milioni, un incremento dell’11 per cento.

L’anno scorso ha fatto inoltre registrare per il quindicesimo anno consecutivo un aumento del numero di persone sfollate all’interno del proprio Paese a causa di conflitti, arrivate a 53,2 milioni

 

Barlumi di speranza

Il rapporto Global Trends offre alcuni barlumi di speranza.

«Sebbene le cifre siano modeste, il numero di rifugiati e di sfollati interni che hanno fatto ritorno a casa nel 2021 è aumentato, tornando ai livelli pre-COVID-19, facendo registrare un incremento del 71 per cento dei casi di rimpatrio volontario: 5,7 milioni di persone in fuga hanno fatto ritorno alle proprie terre o ai propri Paesi di origine nel 2021, di cui 5,3 milioni di sfollati interni e 429.300 rifugiati.»

«Mentre registriamo sgomenti il succedersi di nuovi esodi forzati, l’aggravamento di quelli esistenti e la mancanza di soluzioni ad essi, dobbiamo anche riconoscere gli esempi dati da quei Paesi e quelle comunità che lavorano insieme per individuare opportunità a favore delle persone in fuga”, ha aggiunto Grandi. “Sta avvenendo in determinate situazioni – per esempio tramite la cooperazione regionale volta a consentire il ritorno degli ivoriani – ma è necessario che queste importanti decisioni siano riproposte o adeguate anche ad altri contesti.»

«E sebbene si stimi che nel 2021 i casi siano lievemente aumentati, circa 81.200 apolidi hanno acquisito una cittadinanza o se la sono vista confermare: il miglior risultato in termini di riduzione dell’apolidia da quando l’UNHCR ha lanciato la campagna #IBelong nel 2014.»

 

Alcune delle più gravi di crisi nel mondo nel 2021 secondo il Rapporto Unhcr

AFRICA

In Sudan circa mezzo milione di persone sono state costrette a lasciare le loro case e a trovare accoglienza dentro il Paese in seguito alle violenze seguite al colpo di Stato dell’ottobre 2021.

In Ciad decine di migliaia di sfollati sono stati causati dalle crescenti violenze dei gruppi di ribelli.

Nella regione del Sahel Centrale (Burkina Faso, Mali e Niger) alcune centinaia di migliaia di persone hanno dovuto lasciare le loro case causa delle crescenti violenze dei gruppi di ribelli.

In Nigeria gli scontri tra esercito governativo e gruppi armati hanno provocato centinaia di migliaia di nuovi sfollati interni.

Nella Repubblica Centrafricana mezzo milione di sfollati sono stati causati dalle violenze che hanno accompagnato le elezioni politiche.

Circa 550 mila nuovi sfollati si sono registrati per le violenze e le calamità naturali in Somalia, ma altrettanti hanno potuto fare ritorno alle loro case nel corso del 2021.

La guerra civile nella regione del Tigray in Etiopia  ha provocato centinaia di migliaia di sfollati interni e una gravissima crisi alimentare per i 6 milioni di abitanti, un terzo dei quali vive in situazione di “penuria estrema”. La tregua umanitaria concordata tra Addis Abeba e i ribelli il 25 marzo scorso ha per fortuna consentito di intervenire con i soccorsi dopo che per mesi il governo di Addis Abeba aveva impedito l’accesso alla regione alle organizzazioni internazionali. La situazione resta molto critica.

Nella Repubblica Democratica del Congo il ricorrente riaccendersi dei conflitti armati, che da decenni insanguinano il Nord Est del Paese, ha portato a quasi 3 milioni di nuovi sfollati interni. Nel corso del 2021 una parte di loro ha potuto ritornare a casa.

Alcune centinaia di migliaia di sfollati ci sono stati nel Sud Sudan a causa di una ribellione.

Decine di migliaia di nuovi sfollati si sono registrati anche in Mozambico.

 

Bambina mozambicana sfollata nel Nord del Paese in fuga dalle violenze  (foto Unhcr).

 

ASIA

La permanente situazione di instabilità in Siria ha provocato altre centinaia di migliaia di sfollati interni.

In Afghanistan più di 900.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case e cercare rifugio in altre regioni interne o all’estero. Si sono registrati anche molti ritorni a casa nel corso dell’anno.

In Yemen altre centinaia di migliaia di nuovi sfollati sono stati causati dal conflitto tra forze governative e ribelli sciiti Houthi che dura da 7 anni. La tregua concordata tra le parti all’inizio di aprile 2022 è stata confermata. La crisi umanitaria è gravissima e le prospettive causate dalla guerra della Russia all’Ucraina con la crisi del grano rischia di provocare una catastrofe umanitaria. Secondo Oxfam in Yemen ci sono 17,5 milioni di persone che soffrono la fame, molte in maniera drammatica.

In Myanmar il colpo di stato dei militari del 1° febbraio 2021 ha riacceso le violenze e ha costretto più di 400 mila persone a lasciare le loro case e a trovare rifugio in altre zone del Paese.

 

Campo profughi Rohingya.

 

AMERICA

Altri 500 mila Venezuelani hanno cercato rifugio all’estero nel corso dell’anno, portando il totale dei venezuelani espatriati a 4 milioni e 4 mila, a causa del regime dittatoriale di Nicolas Maduro che ha ridotto il Paese alla fame. La repressione del governo è durissima nei confronti di qualsiasi opposizione, le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno, mentre il 94,5% della popolazione vive in povertà.

Più di 100 mila Nicaraguensi hanno lasciato il Paese a causa delle crescenti persecuzioni del dittatore Daniel Ortega che colpiscono anche la Chiesa che non tace di fronte alle violazioni dei diritti umani.

Profughi venezuelani fuggono in massa dal Paese.

 

I principali Paesi dai quali fuggono i profughi

Siria: sono 6,8 milioni i siriani accolti in 129 Paesi (e rappresentano il 27 per cento del totale dei rifugiati alla fine del 2021). La maggior parte sono accolti in Turchia (3,7 milioni), Libano (840,900), Giordania (673.000). La Germania è il Paese non adiacente alla Siria che accoglie più profughi siriani: 621.700.

Venezuela: è il secondo Paese nell’infausta classifica dei principali dai quali fuggono i profughi. Sono circa 4 milioni e 400 mila e sono accolti nei Paesi vicini senza lo status formale di rifugiati.

Afghanistan: nel mondo ci sono 2,7 milioni di afghani, accolti in 98 Paesi.

Sud Sudan: i Sud Sudanesi profughi sono saliti a 2,4 milioni alla fine del 2021. La maggior parte di loro è accolta nei Paesi vicini: Uganda (958,900), Sudan (803,600), Etiopia (368,800), Kenya (135,300).

Myanmar: la minoranza musulmana Rohingya, emarginata e perseguitata, è stata costretta in gran parte (1,2 milioni di persone) ad abbandonare il Paese e a trovare rifugio (tre quarti di loro) in Bangladesh, dove sono accolti nell’immenso complesso di 34 campi  profughi di Cox’s Bazaar, il più grande al mondo.

Seguono:

Repubblica Democratica del Congo: 908, 400 profughi

Sudan: 825,300

Somalia: 776,700

Repubblica Centrafricana: 737,700

Eritrea: 511, 900

I principali Paesi che accolgono i profughi

I poveri accolgono i poveri. Questa, in estrema sintesi, la fotografia dell’accoglienza dei profughi nel mondo. Che si ripete da sempre. Non è vero che il peso dell’accoglienza grava sui Paesi del Nord ricco del pianeta.

L’Unhcr ci ricorda che: il 72% dei profughi è accolto nei Paesi vicini a quelli da cui fuggono; l’83% dei profughi è accolto in Paesi poveri o di medio sviluppo (il 27% dei profughi è accolto in Paesi poverissimi).

 

Turchia: accoglie 3,759,800 profughi

Colombia: accoglie 1,843,900 profughi (soprattutto venezuelani)

Uganda: accoglie 1,529,900 profughi

Pakistan: accoglie 1,491,100 profughi

Germania: accoglie 1.225,700 profughi

Sudan: accoglie 1,103,900 profughi

Bangladesh: accoglie 918,900 profughi (per lo più Rohingya)

Libano: accoglie 845,900 profughi

Etiopia: accoglie 821,300 profughi

Iran: accoglie 798,300 profughi

Il 74% dei profughi sono in questa situazione da più di 5 anni.

 

I Paesi con il maggior numero di richieste di asilo nel corso del 2021

Stati Uniti d’America: 188,900 domande di asilo nel 2021

Germania: 148, 200

Messico: 131,400

Costa Rica: 108,400

Francia: 89,400

Spagna: 65,400

Regno Unito: 56,500

Repubblica Democratica del Congo: 45,900

Italia: 43,800

Uganda: 41,800

I dati ci ricordano, dunque, che l’Italia, al di là delle propagande e dei piagnistei, non è il Paese europeo che conta più domande di asilo politico da parte dei profughi, ma viene dopo la Germania, la Francia, la Spagna, il Regno Unito.

Quando si dice che l’Europa deve fare la sua parte, bisogna ricordare anche questi dati. Chi non fa la propria parte sono i Paesi dell’Est, in particolare i Paesi sovranisti, sostenuti dai sovranisti di casa nostra (Lega e Fratelli d’Italia) che ripetono che l’Europa deve fare la sua parte…

Naturalmente il dramma dei profughi ucraini ha cambiato in alcuni Paesi la situazione, Polonia soprattutto.  

20 giugno 2022, Giornata mondiale del Rifugiato