Liliana Segre presidente della Commissione contro il razzismo: “Una piccola pietra”

«Devo dire che sono molto emozionata. Mi faccio da sola un grande coraggio per iniziare questo percorso, visto che ho 90 anni. Il linguaggio dell’odio è una cosa che mi ha ferito tutta la vita. Ho cominciato molto presto a sentire le parole dell’odio, se posso concludere la mia vita mettendo una di quelle piccole pietre che nei cimiteri ebraici si mettono sulle tombe per dire ‘io sono venuto a trovarti’, bene. Anche questo inizio di commissione è una piccola pietra.»
 

 

UN FATTO DI GRANDE IMPORTANZA, UNA COMMISSIONE DA VALORIZZARE

 

La senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta alle persecuzioni fasciste anti-ebraiche e al lager nazista, il 15 aprile scorso è stata eletta presidente della “Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.

Vice presidenti sono stati eletti Francesco Verducci (Pd) e Daisy Pirovano (Lega).

Il voto è stato pressoché unanime (una scheda bianca, la sua, e un voto per “Rosa Parks”).

Anche Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno votato a favore.

Un fatto importante, al di là di legittime perplessità. Le tre forze di centrodestra si erano infatti astenute il 30 ottobre 2019 sul voto della mozione, prima firmataria Liliana Segre, che istituiva la commissione.

È questo un risultato del governo Draghi di “unità nazionale”? O della uscita di scena di Trump che ha sgonfiato l’arroganza, anche razzista, dei populisti?

Oppure qualcosa sta cambiando?

 

Anche la destra riconosce la commissione

 

Va ricordato che, lo scorso anno, Liliana Segre aveva rifiutato l’invito di Salvini a partecipare a un convegno promosso il 16 gennaio 2020 a Roma dalla Lega su “Le nuove forme di antisemitismo” motivando il rifiuto con una lettera dove scriveva:

Ritengo che non si debba mai disgiungere la lotta all’antisemitismo dalla più generale ripulsa del razzismo e del pregiudizio che cataloga le persone in base alle origini, alle caratteristiche fisiche, sessuali, culturali o religiose. Questa visione mi pare tanto più necessaria in questa fase storica, in cui le condizioni di disagio sociale spingono tanti ad indirizzare la propria rabbia verso un capro espiatorio, scambiando la diversità per minaccia.

Ora il voto a suo favore da parte del centrodestra, e la stessa elezione di una esponente leghista alla vicepresidenza, è comunque un riconoscimento della commissione stessa, fortemente voluta dalla senatrice Segre.

E tale riconoscimento andrà ricordato in tutte le occasioni e in tutte le sedi.

La commissione ha compiti di grande importanza che vanno valorizzati, e non solo dai parlamentari, ma da tutti, cittadini, associazioni, gruppi impegnati nel contrastare questa piaga del razzismo e dell’odio che avvelena le nostre società.

Vale la pena riprendere alcuni dei passi più importanti del testo della mozione con la quale è stata istituita la commissione per sottolineare le motivazioni che stanno alla base della sua istituzione e i compiti che ad essa sono stati affidati.

 

Perché è necessaria la commissione

(passi del testo della mozione istitutiva della commissione)

 

«Negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo, che pervadono la scena pubblica accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare sul web.

Parole, atti, gesti e comportamenti offensivi e di disprezzo di persone o di gruppi assumono la forma di un incitamento all’odio, in particolare verso le minoranze; essi, anche se non sempre sono perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile.

Si pensi solo alla diffusione tra i giovani di certi linguaggi e comportamenti riassumibili nella formula del “cyberbullismo“, ma anche ad altre forme violente di isolamento ed emarginazione di bambini o ragazzi da parte di coetanei;

è un fatto che non esiste ancora una definizione normativa di hate speech [incitamento all’odio]; tuttavia in base alla raccomandazione n. (97) 20 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa del 30 ottobre 1997, il termine copre tutte le forme di incitamento o giustificazione dell’odio razziale, xenofobia, antisemitismo, antislamismo, antigitanismo, discriminazione verso minoranze e immigrati sorrette da etnocentrismo o nazionalismo aggressivo.

Per meglio definire il fenomeno si ricorre alle categorie dell’incitamento, dell’istigazione o dell’apologia.

Il termine incitamento può comprendere vari tipi di condotte: quelle dirette a commettere atti di violenza, ma anche l‘elogio di atti del passato come la “Shoah“; ma incitamento è anche sostenere azioni come l’espulsione di un determinato gruppo di persone dal Paese o la distribuzione di materiale offensivo contro determinati gruppi

(…)

Compiti della commissione

(passi del testo della mozione istitutiva della commissione)

 

«[Il Senato] delibera di istituire una Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza, costituita da 25 componenti in ragione della consistenza dei gruppi stessi;

la Commissione ha compiti di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche.

Essa controlla e indirizza la concreta attuazione delle convenzioni e degli accordi sovranazionali e internazionali e della legislazione nazionale relativi ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e di istigazione all’odio e alla violenza, nelle loro diverse manifestazioni di tipo razziale, etnico-nazionale, religioso, politico e sessuale.

La Commissione svolge anche una funzione propositiva, di stimolo e di impulso, nell’elaborazione e nell’attuazione delle proposte legislative, ma promuove anche ogni altra iniziativa utile a livello nazionale, sovranazionale e internazionale.

A tal fine la Commissione:

a) raccoglie, ordina e rende pubblici, con cadenza annuale: 1) normative statali, sovranazionali e internazionali; 2) ricerche e pubblicazioni scientifiche, anche periodiche; 3) dati statistici, nonché informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte da istituzioni, organismi o associazioni che si occupano di questioni attinenti ai fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo, sia nella forma dei crimini d’odio, sia dei fenomeni di cosiddetto hate speech;

b) effettua, anche in collegamento con analoghe iniziative in ambito sovranazionale e internazionale, ricerche, studi e osservazioni concernenti tutte le manifestazioni di odio nei confronti di singoli o comunità… ;

c) formula osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente al fine di assicurarne la rispondenza alla normativa dell’Unione europea e ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali in materia di prevenzione e di lotta contro ogni forma di odio, intolleranza, razzismo e antisemitismo; (…)

entro il 30 giugno di ogni anno, la Commissione trasmette al Governo e alle Camere una relazione sull’attività svolta, recante in allegato i risultati delle indagini svolte, le conclusioni raggiunte e le proposte formulate;

la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, quali l’etnia, la religione, la provenienza, l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca.»

 

Testo integrale della mozione (sito internet del Senato)

Composizione della commissione (sito internet del Senato)