Addio Willy piccolo grande eroe

Due fratelli violenti, nullatenenti, ma coi  suv, bella vita. Tra sabato e domenica, a Colleferro, alla periferia di Roma, hanno ammazzato a calci in viso un ragazzo di 21 anni, Willy Monteiro Duarte.

Un ragazzo tranquillo, che imparava a fare il cuoco, lavorava in un ristorante, giocava a calcio. Era intervenuto a far da paciere in una rissa per proteggere un amico.

L’hanno ammazzato a botte mentre era già a terra.

Quelli dei decreti sicurezza dove sono? Perché tacciono di fronte a tanta bestialità?

I familiari dei fratelli accusati dell’omicidio hanno detto in caserma: “In fin dei conti cosa hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario”.  Lo dicono i testimoni presenti. Eccola l’Italia della barbarie antistranieri . “Era solo un extracomunitario”.  Molto è stato seminato, eccoli i frutti.

Addio a Willy, piccolo grande eroe. Voleva proteggere un amico, non è rimasto a guardare. Si è preso a cuore la sua vita. E l’ha fatto senza usare violenza.

Ci inchiniamo di fronte a lui. Che lezione di vita e di coraggio da questo ragazzo.

Era originario di Capo Verde, una decina di isole sull’Atlantico, al largo della costa occidentale nordafricana.  Colonia portoghese, da lì partivano le navi negriere che deportavano gli schiavi in America.

Ma avevano un’anima i neri? Si chiedevano i civili europei.

Grande era la nostra miseria umana e culturale. E spirituale, anche. Perché erano cristiani i negrieri. Come spesso lo sono oggi quelli che dicono: “Sono solo extracomunitari”. Siamo rimasti alla nostra età della pietra.  Barbari da civilizzare ed evangelizzare. Noi siamo quelli della “civiltà cristiana” da difendere. Che pena. Dobbiamo difenderla da noi stessi.

Nella casa di Willy a Paliano, in provincia di Frosinone, lo piange la sua famiglia. E prega, perché sono molto credenti, molto cattolici. Sono loro che ci evangelizzano.

L’Italia di questo tempo elettorale sbandiera valori cristiani. Dove sono?

Assomigliano molto a quelli dei negrieri di un tempo. “Portare la civiltà cristiana”, con la schiavitù, i cannoni, la distruzione degli esseri umani. Oggi con lo sfruttamento neocoloniale. Col disprezzo della vita degli altri.

Lasciandoli morire in mare. Nei lager libici. Sfruttandoli come schiavi nelle nostre piantagioni. Aizzando l’odio contro di loro. Ammazzandoli di botte. “Sono solo extracomunitari”.

Addio Willy, piccolo, grande eroe. La tua morte non cambierà questo nostro povero Paese.

Ma noi non ti dimenticheremo.

 

Pubblicato sul quotidiano “Trentino” il 10 settembre 2020.