“Dovete prendere un orfano tedesco al mio posto”

Christian Ulrik Hansen

«Cari tutti, questa è dunque la mia ultima lettera per voi. Fra 3 ore non sarò più. Perciò deve essere insieme il mio ultimo saluto e il mio ultimo ringraziamento a voi.

Innanzitutto, promettetemi di non disperarvi. Non c’è di che disperarsi. Avrei voluto dirvi addio prima, ma ciò è evidentemente impossibile. Con questa mia devo perciò tentare di riunire tutto.

Innanzitutto, mamma e papà, grazie per ciò che siete sempre stati per me, il vostro sacrificio è stato grande; nella mia vita ho cercato di essere degno di questo vostro sacrificio. Voi mi conoscete e sapete perché ho lottato e perché morirò.

Ciò deve restare vivo in voi, fortificate la nostra casa contro le tempeste dei tempi. Ciò deve legarvi strettamente, cari cinque.

Restano dunque la fede, la speranza e l’amore, ma tra queste tre, il più grande è l’amore. Fate crescere l’amore in voi, fatelo crescere con Lui che venne su questa terra per espiare la nostra colpa. Anche la mia colpa si è addossato; è con la fede in ciò e con la speranza che Egli, nel Suo immenso amore, mi prenderà per mano, che muoio.

Perciò la mia morte non è vana. Anzi, ha uno scopo grande e profondo. La vita e la morte non sono agli antipodi, si perfezionano reciprocamente. Perciò, miei cari, muoio.

Quando riceverete questa lettera, sarò morto da molto. Ma permettetemi ugualmente di vivere tra di voi, lasciatemi camminare tra voi in casa. Ogni tanto inviate un pensiero, là dove mi trovo, e pregate per me.

Annalise, Hans e Bent, siate sempre buoni verso la mamma e il papà. Create una casa danese e cristiana. Insegnate ai vostri figli ad amare Colui che sacrificò la propria vita per noi. E ad amare quel paese e quel popolo che Iddio ci ha dato. Ho voluto molto e non ho fatto che poco. Tu, piccolo Bent, non hai che 5 anni, tu puoi continuare ciò che io iniziai.

Mamma e papà, dategli un’educazione che gli consenta di farsi strada. Come ho già scritto, il mio titolo deve servire per acquistare libri per Bent, e li deve avere per il suo compleanno ogni anno, non libri di scuola, ma libri redatti in quello spirito in cui sono vissuto e muoio.

È un po’ triste dover fare il bilancio; alle mie spalle ho i bellissimi ricordi in comune con voi e con gli amici. Di fronte a me ho i molti compiti che mi sembrava mio dovere risolvere. Ma i ricordi condurranno una loro vita silenziosa, e altri risolveranno i problemi.

Salutatemi i compagni di scuola e gli amici, tutti quelli di Farsø, i nonni, lo zio e la zia Karen Ramsings.

Tra due ore il sole sorge, si udiranno gli spari, l’erba piange, ma il sole sorge e bacia l’erba. A casa, in giardino, i fiori aprono i petali profumati. La rosa è vivida. Guardate, il sole sorge. Tutti voi a casa, inginocchiatevi all’alba e pregate Colui che non esitò a dar la vita perché noi potessimo vivere. Vedete il magnifico sole di Dio che sorge. Non piangete, perché Dio vive e benedice. Presto sostituirà la severità del Suo amore con la clemenza.

Vi esprimo il mio ultimo desiderio a guerra terminata: dovete prendere un orfano tedesco al mio posto. Ciò è quanto desidera Dio da noi, dobbiamo essere i Suoi strumenti, prima per la Sua severità poi per la Sua clemenza.

Mi affido a Dio

Christian

23 giugno 1944 »

 

Christian Ulrik Hansen, di anni 23, studente di teologia, nato a Farsø (Jutland, Danimarca), il 26 maggio 1921. Nel 1942 frequenta il corso allievi ufficiali e viene internato con gli ufficiali che si sono rifiutati di collaborare con gli occupanti tedeschi. Rilasciato, costituisce un gruppo di guastatori che entra a far parte della organizzazione di resistenza “Holger  Danske”.  Arrestato, rifiuta di seguire alcuni partigiani che, nel tentativo di salvarlo, si sono introdotti nel carcere travestiti da muratori. “Non potevo che restare”, scriverà agli amici, “ero legato dal dovere nei confronti di coloro che si sono dedicati alla stessa causa”. Voleva condividere la sorte dei suoi compagni in carcere. Viene processato dal Tribunale militare tedesco il 20 giugno 1944 e fucilato il 23 giugno. Poco dopo vengono fucilati cinque suoi compagni.

 

La lettera e le notizie biografiche sono tratte da Lettere di condannati a morte della Resistenza europea, a cura di Piero Malvezzi e Giovanni Pirelli, prefazione di Thomas Mann, Einaudi, Torino 2017, pp. 243-247.