Decreto sicurezza “irragionevole e irrazionale”, dice la Corte Costituzionale

Con un giudizio durissimo, la Corte Costituzionale ha bocciato la norma del primo decreto “sicurezza” che impedisce ai richiedenti asilo di ottenere l’iscrizione anagrafica in un Comune. La norma è stata definita dalla Corte “irrazionale” e “irragionevole”.

Contro questa norma e contro altre norme del primo decreto “sicurezza” (poi anche del secondo, non meno nefasto del primo) , voluto dall’allora ministro dell’Interno Salvini, e approvato dal governo Conte-Lega-Cinque Stelle e dal Parlamento, ci siamo strenuamente battuti insieme a tanti cittadini e organizzazioni della società civile in questi quasi due anni dalla sua approvazione (24 settembre 2018).

Ricordiamo con gratitudine i sindaci, primo fra tutti Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, che hanno praticato l’obiezione di coscienza nei confronti di quella norma anticostituzionale.

Esprimiamo, quindi, una enorme soddisfazione. Che lascia però il posto a una profonda amarezza pensando a quante vite umane sono state rovinate da tanta “irrazionalità” e “irragionevolezza”.

Cosa vuol dire per un richiedente asilo non potersi iscrivere all’anagrafe comunale?

Vuol dire non poter avere una carta d’identità, non poter avere un domicilio, né, perciò, aprire un conto corrente, una partita Iva, quindi non poter fare neanche dei piccoli lavori (come e dove ti pagano?). Vuol dire non poter avere la patente di guida, non poter accedere a prestazioni sociali, e così via.

Il richiedente asilo, va ricordato, non è un “clandestino”: per le leggi internazionali, sottoscritte dall’Italia, egli ha diritto ad essere dignitosamente accolto in attesa che si valuti la sua richiesta di asilo, di protezione.

Quante vite di poveri Cristi ha rovinato questa infelice norma che oggi la Corte giudica irrazionale e irragionevole?

Quante sofferenze ha causato a persone già prive di tutto, spesso con un passato di violenze subite, l’applicazione di questa norma?

Quanti richiedenti asilo sono stati buttati in strada, emarginati, magari gettati in braccio alla microcriminalità?

Chi mai risponderà delle disumane conseguenze di questa norma irrazionale e irragionevole?

Vale la pensa riportare testualmente il passo del Comunicato stampa della Corte costituzionale di giovedì 9 luglio che, in attesa del deposito della sentenza, spiega il motivo per cui la Corte ha dichiarato l’incostituzionalità di questa norma:

per violazione dell’articolo 3 della Costituzione sotto un duplice profilo: per irrazionalità intrinseca, poiché la norma censurata non agevola il perseguimento delle finalità di controllo del territorio dichiarate dal decreto sicurezza; per irragionevole disparità di trattamento, perché rende ingiustificatamente più difficile ai richiedenti asilo l’accesso ai servizi che siano anche ad essi garantiti.

Una stroncatura che dovrebbe far arrossire di vergogna Salvini, il governo di allora e i parlamentari che l’hanno votata. Va ricordato che l’articolo 3 della Costituzione afferma che

tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.

Il programma del governo in carica, nato il 5 settembre 2019, è articolato in 29 punti, e il punto 18, dedicato al tema immigrazione, prevede, tra l’altro, che

la disciplina in materia di sicurezza dovrà essere rivisitata, alla luce delle recenti osservazioni formulate dal Presidente della Repubblica.

La modifica dei decreti cosiddetti “sicurezza” è perciò nel programma. Attui il suo programma, il governo, anche su questo punto. I partiti che lo sostengono parlino e decidano.

O deve arrivare la Corte Costituzionale a ricordare loro che le leggi “irrazionali” e “irragionevoli” vanno cambiate? Prima che rovinino troppe vite umane?

Vincenzo Passerini
Già presidente del Coordinamento nazionale

comunità di accoglienza del Trentino-Alto Adige

 

Comunicato stampa di sabato 11 luglio 2020, ripreso dal giornale “Trentino” e dal settimanale diocesano “Vita Trentina”