Una parata a Belfast

Sabato 4 settembre 2004, in una calda giornata di sole, mentre anche Belfast inorridiva davanti alle cronache della strage di Beslan nell’Ossezia del Nord, da Whitewell Road partiva l’ultima grande parata estiva dei protestanti estremisti.

Ho lasciato Dublino e in treno sono andato anch’io a Belfast a vedere la parata, anche se le angoscianti notizie da Beslan invitavano soltanto a starsene seduti da qualche parte, in silenzio. Ma non potevo non andare.

 

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Primo Levi e il duce: duello in libreria

“La sua opera ce la troveremo davanti anche al momento del Giudizio Universale” scrisse Claudio Magris nell’aprile del 1987 quando Primo Levi morì.

Ricordate? “Voi che vivete sicuri/ nelle vostre tiepide case /… considerate se questo è un uomo / che lavora nel fango / che non conosce pace / … considerate se questa è una donna / senza capelli e senza nome / senza più forza di ricordare…”.

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Ieri l’Irlanda, oggi l’Africa. Grandi carestie e grandi ingiustizie

Dublino, il “Famine Memorial” in St. Stephen’s Green (commons.wikimedia.org)

Una donna scheletrita, appoggiandosi a un bastone, porge una ciotola a un’altra donna, seduta, sfiancata. Accanto a loro un uomo, ritto sulle punte dei piedi, alza le braccia al cielo, sottili e diritte come frecce, implorando. Un cane è accovacciato, la testa piegata.

Sembra un’immagine del Sudan di questi giorni.

È il monumento bronzeo, realizzato da Edward Delaney, che si può vedere in St. Stephen’s Green, il parco principale di Dublino, dedicato alla grande carestia, la Great Famine, che tra il 1845 e il 1850 provocò in Irlanda un milione di morti, forse un milione e mezzo.

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Bloomsday. I cento anni dell’eroe di Joyce

Solo da un grande rimorso poteva nascere un così grande atto d’amore.

Dublino celebra oggi il centenario del Bloomsday, cioè dell’Ulisse del “suo” James Joyce, con una serie ammirevole di iniziative che dureranno cinque mesi e che avrebbero perfino del commovente se non ci fossero le ombre pesantissime di un passato neanche tanto lontano a disturbare in sottofondo il clima di festa e di orgoglio cittadino di questo anniversario così singolare.

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La vita che non si arrende. L’ospedale di Saint Michael in Zimbabwe

L’ospedale di St. Michael. (Foto Vincenzo Passerini)

L’ospedale della missione cattolica di Saint Michael, nel cuore della savana, dista due ore e mezzo di strada da Harare, capitale dello Zimbabwe, lo Stato che fu la colonialista Rhodesia del Sud.

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Aprile a Monteveglio. Con Caponnetto, Borrelli e Zanotelli nel ricordo di Dossetti

Domenica 28 aprile 2002 nella piazza di Monteveglio (Bologna), il paese che ospita sulle sue colline la comunità monastica di Dossetti, si è ritrovato un pezzo di Italia civile, cattolica e laica, che aveva accolto l’invito del giovane sindaco a partecipare alla pubblica cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria ad Antonino Caponnetto, creatore del pool antimafia di Falcone e Borsellino.

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“Tante stelle un unico cielo. La risposta della società e della Chiesa alla paura dello straniero” (Scuola di formazione politica 2000)

“Tante stelle un unico cielo. La risposta della società e della Chiesa alla paura dello straniero”.

Programma della scuola estiva di formazione politica della Rosa Bianca e del Margine, S. Cosimo alla Macchia, Comune di Oria (Brindisi), 26-30 agosto 2000.

 

 

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“Spezzare le catene. Immigrati e oppressi provocano l’Europa” (Scuola di formazione politica 1999 della Rosa Bianca)

“Spezzare le catene. Anche le nostre”. Relazione introduttiva alla 19^ Scuola di formazione politica della Rosa Bianca, “Spezzare le catene. Immigrati e oppressi provocano l’Europa”, San Cosimo alla Macchia, Oria (Brindisi), 26-29 agosto 1999.

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La rabbia dei poveri sfida la politica: destra e sinistra pari sono?

Discarica di Korogocho-Nairobi, Kenya. (Foto di Francesco Fantini)

Tendiamo tutti a pensare allo stesso modo?

L’individualismo, sia sul fronte etico sia su quello sociale ed economico, accomuna le diverse culture politiche?

La scuola di formazione 1998 della Rosa Bianca.

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“Attualità di Giuseppe Dossetti” – Relazione al convegno della “Sapienza”, Roma 3-4 giugno 1998

“Dossetti e il dossettismo tra storia e attualità”. Questo il titolo del convegno promosso dalla Facoltà di Scienze politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma nei giorni 3 e 4 giugno 1998 e che ha visto la partecipazione di alcuni dei migliori studiosi di Giuseppe Dossetti e del movimento politico dei cattolici e di alcuni testimoni impegnati a livello ecclesiale, politico, culturale: Pietro Scoppola, Paolo Pombeni, Guido Formigoni, Alberto Melloni, Francesco Malgeri, Mario Tronti, Giuseppe Trotta, Giuseppe Glisenti, Franco Monaco, Fulvio De Giorgi, Armando Oberti, Vincenzo Passerini.

Le relazioni sono state raccolte in un numero monografico della rivista “Humanitas” intitolato “Giuseppe Dossetti ” (Anno LVII, n. 5, settembre-ottobre 2002)

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Parole di Fuoco (la Lettera a una professoressa di don Milani e la scuola di Barbiana)

Copertina del libro "Lettera ad una professoressa"

 

“Nell’anno scolastico 1967-1968 la Lettera a una professoressa irruppe nella nostra classe di seconda superiore come un vento nuovo, fresco e travolgente.

Imparavamo a diventare maestri e quelle parole nuove erano fuoco per noi che avevamo sedici anni”.

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“Politica: passione e timore” (pubblicato in “La ‘memoria pericolosa’ di Giuseppe Dossetti”, “Il Margine”, 8/9, 1997.)

La rivista Il Margine, mensile dell’associazione Oscar A. Romero, e l’associazione Rosa Bianca hanno organizzato a Villa S. Ignazio a Trento dal 4 al 5 ottobre 1997 un seminario sul tema “La ‘memoria pericolosa’ di Giuseppe Dossetti” a un anno dalla scomparsa del grande monaco e politico.

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“Vita di Giuseppe Dossetti” con “Nota bibliografica” (due testi pubblicati in “La ‘memoria pericolosa’ di Giuseppe Dossetti”, “Il Margine”, 8/9, 1997.

Ripercorrendo le tappe della vita e dell’opera di Giuseppe Dossetti viene da chiedersi: è possibile che un uomo abbia potuto fare così tante cose, in ambiti così diversi, sempre ad altissimo livello, sempre con sbalorditiva intensità, ovunque trasformando l’esistente, ovunque lasciando un segno di rara forza e destinato a durare a lungo, ed essere, quest’uomo, ancora così poco conosciuto?

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Ricordo di padre David Maria Turoldo

 

Ci incontrammo all’Hotel Sirmione, nell’omonina località gardesana dove lui, convalescente, era ospite di amici, all’inizio dell‘estate del 1989.

Dovevamo concordare le modalità di svolgimento della serata che “Il Margine” e la “Rosa Bianca” volevano dedicare a lui e alla sua poesia quale momento forte della scuola estiva di formazione di quell’anno.

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Per la rinascita democratica dell’Italia. È nata La Rete-Movimento per la democrazia (gennaio 1991)

La sentenza della Corte di Cassazione che ha  rimandato a casa i grandi mafiosi, condannati per alcuni dei più gravi delitti degli anni ’80, ha ricordato agli italiani, in piena guerra del Golfo, che, loro, una guerra ce l’hanno in casa da anni, sanguinosa spietata, con le vittime che si contano a migliaia (bambini non esclusi), con i suoi funerei bollettini quotidiani, i suoi imponenti traffici alle spalle, e, cosa più tragica, nessuno spiraglio di pace all’orizzonte. (Nella foto: Leoluca Orlando)

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Manifesto costitutivo del Movimento per la democrazia La Rete (gennaio 1991)

La attuale gravissima crisi politica, istituzionale e morale italiana è il punto d’arrivo di un sistema politico nato e sviluppatosi in particolari condizioni storiche, che hanno prodotto la completa identificazione tra democrazia e sistema dei partiti. Ne è conseguita l’occupazione, in nome della democrazia progressiva, delle istituzioni e della società civile da parte degli stessi partiti, in un regime di non responsabilità garantito da una condizione assolutamente eccezionale: l’assenza di alternanza all’interno di un quadro consociativo.

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I  “sacchi di sillogismi” di Emmanuel Mounier

E. Mounier

“Questi esseri curvi che si avvicinano alla vita di sbieco e con gli occhi bassi, queste anime sgangherate, questi calcolatori di virtù, queste vittime domenicali; questi devoti codardi, questi eroi linfatici; questi teneri bebè, queste vergini sbiadite, questi vasi di noia, questi sacchi di sillogismi, queste ombre di ombre, possono forse essere l’avanguardia di Daniele in marcia contro la bestia?” (Emmanuel Mounier)

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La tecnica dell’estremismo: Comunione e Liberazione offende Lazzati (che non può difendersi)

C’è una tecnica collaudata che usano le minoranze estremiste di ogni colore e di ogni tempo che vogliono diventare maggioranza per la via più breve che una società democratica consenta loro.

Per giustificare l’esigenza di voltare rapidamente e radicalmente pagina si distrugge la dignità della cultura e della storia degli avversari,

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Mazzolari, quell’incredibile cristiano tenuto in esilio

La maggior parte dei redattori del “Margine” cominciava ad articolare le prime frasi quando don Primo Mazzolari si spegneva in una clinica di Cremona il 12 aprile del 1959.

Eppure, 25 anni dopo, nei giorni di un forse vano ma ugualmente irrinunciabile anniversario, essi sentono quanto quel parroco di campagna di un’Italia così lontana abbia segnato, direttamente o indirettamente, la loro formazione.

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Quella folla per don Milani a Trento quindici anni dopo (1983)

Febbraio 1967. Folla imponente alla presentazione di un libro di don MiIani alla “Pro cultura”.

Quaresima 1968. Paolo Sorbi interrompe il padre quaresimalista in Duomo. Il giorno dopo controquaresimale all’aperto con lettura di brani di don Milani, Balducci e altri. Reazioni della folla. Assedio a Sociologia (Piero Agostini, Mara Cagol, Marsilio, 1980, p. 75 e pp. 100-101).

Febbraio 1983. Folla nell’aula magna del Seminario Maggiore e nella sala comunale della Tromba per i tre incontri su don Milani a 15 anni dalla morte (“Don Milani un profeta tradito?”) promossi dall’associazione “Oscar Romero”.

 

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Don Milani quel prete dannato che non si lascia celebrare

Un convegno su don Lorenzo Milani assomiglia un po’ ad una serata di gala in ricordo di san Francesco. Il poverello di Assisi non è forse il santo che è perché ha voluto indicare con un’originale testimonianza una strada da seguire opposta a quella delle serate di gala?

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Crescete in saggezza e follia. “Lettere e diari” di Emmanuel Mounier

Emmanuel Mounier

Nel maggio del 1944, Emmanuel Mounier scriveva a Daniel Villey: “Spero che il mio figlioccio cresca in saggezza e follia: in tutte due, mi raccomando”.

Saggezza e follia. La vita e l’opera di Mounier (1905 – 1950), uno dei padri del personalismo, corrente tra le più vive della cultura contemporanea, possono benissimo essere comprese tra questi due poli solo apparentemente contraddittori.

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